Roma

Back to Nature, successo dell’arte pubblica a Villa Borghese

Ottima accoglienza della seconda edizione del festival coordinato dalla Sovrintendenza capitolina nel parco storico, visitabile di giorno e di notte fino al 25 luglio

di Sara Dolfi Agostini

Back to Nature 2021, Accademia di Aracne, yarn bombing, 2020

6' di lettura

Intorno al Museo Galleria Villa Borghese, tra il Parco dei Daini e Piazza di Siena, c'è un nuovo punto di ritrovo: si tratta dell'opera di arte contemporanea di Marinella Senatore (Galleria Mazzoleni, sculture luminarie da 15-200.000 euro), una luminaria che recita «Dance first, think later!» intorno a due rosoni che recano lo statement dell'artista, «Bodies in Alliance», e riassumono la sua poetica di emancipazione attraverso il linguaggio del corpo e la produzione di comunità. Ogni giorno turisti e cittadini si ritrovano intorno all'opera, organizzano sessioni di yoga e incontri spontanei in tutta sicurezza. Una simile forma di appropriazione si sta verificando anche con l'altalena da suonare come un organo di Marzia Migliora (Galleria Lia Rumma, installazioni da 30-80.000 euro), con la scala proiettata verso la finestra che incornicia una porzione di cielo di Leandro Erlich (Galleria Continua, sculture da 20-300.000 euro), con la scultura rivestimento atomico di Loris Cecchini (Galleria Continua, sculture da 15-200.000 euro), con le inaccessibili sedie di Giuseppe Gallo (Galleria Dello Scudo e Galleria Mazzoli, scultura da 200.000 euro), con il disegno tridimensionale che emerge dall'acqua dedicato alla migrazione di civiltà e culture di Pietro Ruffo (Galleria Lorcan O'Neill, scultura da 90.000 euro), con le sculture all'uncinetto che rivestono gli alberi di Villa Borghese dell'associazione al femminile Accademia di Aracne, oltre che con il progetto «100 Panchine per Roma» di Michelangelo Pistoletto (Galleria Continua, sculture da 300.000 euro a 1 milione di euro) approdato a Piazza di Siena il 15 giugno. Infine, c'è l'«App Arachnomancy» di Tomás Saraceno, concepita per la 57ª. Biennale di Venezia e ripensata per Villa Borghese, che mette i visitatori in contatto con i suoni e la vita dei ragni (da Pinksummer, mappe da ragnatele da circa 12.000 euro, vetrine da ragnatele da circa 30.000 euro).

Il festival di arte contemporanea

L'occasione è la seconda edizione del festival di arte contemporanea Back to Nature, a cura di Costantino d'Orazio e in corso fino al 25 luglio. Il festival, un'iniziativa gratuita della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali nell'ambito di una strategia di valorizzazione dei parchi storici della Capitale, può considerarsi il primo evento coordinato di arte pubblica concepito appositamente per Villa Borghese. E il risultato è una ventata di freschezza in un paese come l'Italia dove la burocrazia comunale è spesso di ostacolo alla creatività degli artisti nello spazio urbano.

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Back to Nature 2021, Marinella Senatore

Villa Borghese

La Sovrintendenza ha individuato un budget di 170mila euro dedicato esclusivamente all'installazione site-specific delle opere, che sono e restano degli artisti, e poi ci sono le sponsorizzazioni tecniche, tra cui le più rilevanti sono Manfredi Edizioni per il catalogo e ACEA Spa per l'illuminazione, che garantisce la fruizione notturna del festival. Oltre alle opere installate nel parco c'è la mostra «Arte e Natura. Opere dalle collezioni capitoline di arte contemporanea», a cura di Antonia Arconti, Ileana Pansino e Daniela Vasta al Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, in corso fino al 19 settembre.

La narrazione

Ne abbiamo parlato con Costantino d'Orazio, curatore di «Back to Nature». È il curatore del nuovo ufficio del contemporaneo di Villa Borghese. Una struttura che è stata creata poco prima dello scoppio del Covid-19 e con eccezionale dinamicità ha già organizzato due edizioni del festival «Back to Nature».

Back to Nature 2021, Loris Cecchini

Racconta come è andata?
Al termine del mio lavoro come curatore al Macro nel 2018 - quando il museo è stato affidato in gestione a Palaexpo - sono rimasto a lavorare nella Sovrintendenza, ed è in questo frangente che ho scritto un progetto di arte contemporanea per Villa Borghese. Un progetto che è stato accolto dalla Sovrintendente Maria Vittoria Marini Clarelli, il cui sforzo si è da subito concentrato sulla valorizzazione delle ville pubbliche della capitale.

Come ha funzionato la prima edizione di «Back to Nature»?
La prima edizione ha avuto un enorme riscontro ma esclusivamente romano perché non ci si poteva muovere tra regioni se non per motivi di lavoro e salute. Ha inaugurato il 15 settembre 2020, con qualche mese di ritardo rispetto al calendario iniziale di aprile, in un periodo di apertura in cui un'operazione all'aperto offriva comunque più sicurezza. Hanno partecipato otto artisti con progetti nuovi o ripensati per il parco. Per esempio, abbiamo ricostruito un importante igloo doppio di Mario Merz; esposto un'opera scultorea di Davide Rivalta che dialogava a distanza con i leoni della scalinata della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea; presentato un nuovo film dell'artista Nico Vascellari alla Casa del Cinema, la monumentale opera in rete metallica di Edoardo Tresoldi e un'opera inedita di Mimmo Paladino ispirata proprio alla storia di Villa Borghese. Infine c'era la mostra di Benedetto Pietromarchi al Museo Carlo Bilotti a cura di Paolo Falcone con un'installazione che incorporava alcuni alberi caduti, come in senso di rinascita, e i concerti con il Conservatorio di Santa Cecilia.

Back to Nature 2021, Michelangelo Pistoletto, Il terzo paradiso, particolare targhetta, foto Saverio Teruzzi

Gli artisti sono stati invitati a riflettere su un tema specifico?
No, però a progetto completato era chiaro che la trasparenza, declinata secondo criteri di convivenza e di riavvicinamento alla natura, accomunava molte delle opere degli artisti partecipanti. Era un minimo comune denominatore concettuale e anche di produzione. In modi diversi, le opere si mimetizzavano nel parco senza ostruire la vista. Questo elemento è rimasto anche nella seconda edizione, e offre modalità di attraversamento visivo e fisico delle opere installate. E poi c'è una curiosa tendenza a puntare verso l'alto, come nel lavoro di Leandro Erlich, o a immaginare forme ascensionali come nelle sculture di Pietro Ruffo e Marzia Migliora. Mi è sembrato un invito collettivo a riemergere da questo momento difficile.

Che feedback ha avuto dai cittadini?
Direi un feedback molto positivo. Consideri che per alcuni mesi – quando è tornato il lockdown – la prima edizione di Back to Nature è stata l'unica mostra aperta in tutta Italia, e si poteva visitare fino a mezzanotte perché non c'era ancora il coprifuoco e le opere erano illuminate. Direi che entrambe le edizioni di Back to Nature sono state, in un certo senso, adottate dai cittadini, che si preoccupano anche della conservazione delle opere. Alcuni di loro si sono organizzati per fare delle ronde diurne e notturne, e prendersi cura delle installazioni. Lo spazio occupato da Back to Nature è uno spazio vivo, condiviso.

Back to Nature 2021, Pietro Ruffo

In che modo monitorate il festival e i suoi visitatori?
Sappiamo per certo che il pubblico decuplica durante le edizioni di Back to Nature, e a dircelo è la quantità di rifiuti che gli operatori ecologici trovano nei cassonetti. Questo calcolo è possibile perché il Parco dei Daini non è un'area turistica di Villa Borghese, piuttosto lo definirei un parco di quartiere. È stato affascinante in qualche misura conoscere il numero di persone che ha transitato nell'area per effetto della mostra attraverso il calcolo del peso dei rifiuti.

E comunque la presenza di turisti era ed è ancora molto limitata....
Esatto, quindi sappiamo anche che i visitatori erano cittadini che si sono spostati per l'occasione. I numeri della prima edizione ci parlano di circa 200mila visitatori singoli transitati nel Parco dei Daini nell'intervallo di durata del festival, a fronte di 20mila visitatori singoli senza mostra nello stesso periodo dell'anno.

Quali sono le aspettative per questa edizione?
Con la recente apertura al turismo regionale, ci aspettiamo un incremento di pubblico, anche se in questo periodo dell'anno Villa Borghese è decisamente calda durante la giornata. Al momento le visite si accumulano il pomeriggio e la sera, e l'abolizione del coprifuoco il 14 giugno con la zona bianca aumenterà la fruibilità del progetto.

Back to Nature 2021, Giuseppe Gallo

L'ultimo tassello della seconda edizione di Back to Nature è la collaborazione con l'artista Michelangelo Pistoletto e la sua fondazione Cittadellarte per la penultima tappa del progetto Il Terzo Paradiso. L'opera consiste di100 panchine che saranno installate a Piazza di Siena dal 15 giugno al 15 luglio. E poi cosa succede?
Lo scorso novembre Cittadellarte ha lanciato una call per adottare le panchine al costo di 500 euro e sostenere così l'iniziativa. I donatori che hanno partecipato attraverso il sito https://www.100panchineperroma.org potevano personalizzare la targa della panchina con un nome o una dedica. Dal 15 luglio le panchine saranno spostate da Piazza di Siena a Roma all'area archeologica di Gabi fino a ottobre, poi saranno donate alla Città di Roma, principalmente a musei, biblioteche e organizzazioni in aree periferiche della città. In corrispondenza con la donazione si faranno anche una serie di workshop con le scuole per riflettere sui concetti di cittadinanza attiva e sviluppo sostenibile.

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