oggi cabina di regia a palazzo chigi

Bagnoli, una storia lunga 24 anni ma la riqualificazione non è mai partita

di Vera Viola


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6' di lettura

Il progetto di riqualificare Bagnoli-Coroglio compie ventiquattro anni, ma ancora oggi si può contare su poche certezze. Era il febbraio 1995 quando la giunta di Antonio Bassolino faceva ambiziosi progetti per riqualificare l’area ovest, dopo la chiusura dell’Italsider (92). Parte allora una storia infinita: fondi pubblici spesi per una bonifica non completata su cui la magistratura indaga, opere realizzate dal 2011 ma mai inaugurate e poi vandalizzate, una società di trasformazione urbana fallita e molto altro. Oggi, si riunisce la cabina di regia, da cui si attende un nuovo cronoprogramma e fondi per la bonifica.

Ma allo stesso tempo si rimette in discussione il piano per Bagnoli poiché il ministero dei Beni Culturali pochi giorni fa è intervenuto sostenendo che gli alberghi dovessero essere costruiti in una zona arretrata rispetto al mare. Insomma, purtoppo, tutto sembra ancora al palo.

C’è una “preistoria”.
Si parte con la variante occidentale per Bagnoli-Coroglio, scritta di suo pugno dall'urbanista napoletano Vezio de Lucia, un piano ambizioso, ma con troppi vincoli (un parco insostenibile e poche cubature con albergi di taglio verso il mare) e poche risorse disponibili. La società Bagnoli Spa (ex Iri) si occupa della bonifica, dello smontaggio e della vendita, a pezzi, della fabbrica. La prima Stu poi lascia il posto a una seconda, Bagnolifutura, che a fatica e lentamente tra ostruzionismi della Lega e le lentezze di una macchina burocratica elefantiaca costruisce l'anello della pista per l'atletica che racchiude i campi da tennis, per il basket, il calcetto, la pallavolo, dove nessuno ha mai giocato perché il collaudo non c'è mai stato. Il turtle point: un acquario mai attivato, il parco del benessere e la porta del parco: strutture in cui nessun cittadino ha mai potuto metter piede.

2013: la Magistratura apre un'inchiesta sulla bonifica e sequestra i suoli

Nel 2013 un'inchiesta della magistratura sulla bonifica che si ritiene non sia stata mai eseguita spazza in un sol colpo progetti, la governance dell'epoca e quelle precedenti finiscono nel mirino, vengono azzerati i programmi per il futuro. L'accusa è di disastro ambientale. Oggi buona parte delle aree sono ancora sotto sequestro. E questo (come ha denunciato l'ad di Invitalia Domenico Arcuri qualche mese fa) rappresenta uno dei principali ostacoli ad andare avanti sia nella bonifica che nella rigenerazione urbana.

Nuova governance per Bagnolifutura
Cambia la governace, alla guida di Bagnolifutura viene nominato Omero Ambrogi, che riprende il difficile lavoro di bonifica (dei suoli liberi) e fa ripartire le gare per vendere alcune delle aree destinate a investimenti privati: ma le gare vanno deserte. Si ritiene che mancando un quadro certo dei tempi e delle opere da realizzare nessun investitore possa impegnarsi, nonostante la eccezionale bellezza dei luoghi. La Stu (per statuto) continua a spendere ma non incassa. Nel 2014 fallisce. Su istanza dei creditori, tra cui Fintecna.

Vertenza tra Comune Fintecna
Dura vertenza tra il Comune, ora guidato da Luigi De Magistris e Fintecna, proprietaria di parte dei suoli che rientrano nel perimetro da risanare e rigenerare. Il Comune sostiene che Fintecna debba sostenere parte della bonifica in base al principio che “chi inquina paga”; Fintecna, da parte sua, sostiene di essere creditrice di Bagnolifutura e quindi del Comune per circa 200 milioni.

Arriva Renzi premier e promette la svolta a 360 gradi
A settembre 2015 viene nominato il commissario Salvatore Nastasi. Vice segretario generale di Palazzo Chigi, ex commissario straordinario per il Teatro San Carlo, il commissario straordinario per Bagnoli, la cui figura viene prevista dallo «Sblocca Italia», è affiancato da Invitalia come soggetto attuatore. Uno strappo intollerabile per De Magistris che apre un aspro conflitto istituzionale con Renzi. A novembre 2015 il comune ricorre al Tar contro la nomina del commissario. Ma il ricorso verrà respinto.

13 gennaio 2016: si insedia la cabina di regia
Si riunisce a Napoli e parte dall'ascolto delle esigenze e delle proposte di cittadini, associazioni e altre organizzazioni sui progetti. Alle prime riunioni della cabina di regia non partecipa il sindaco in aperto scontro con il premier Renzi per la scelta del commissario che _ sostiene l'ex pm _ ha illecitamente sottratto poteri al consiglio comunale e alla città.

Ad aprile 2016 è pronto il nuovo progetto
Project financing e fondi Ue per un intervento gestito da Invitalia . Ci sarà un porto turistico, sarà rimossa la colmata, la bonifica avrebbe dovuto partire subito e concludersi in 36 mesi. «Ci vorranno 270 milioni e noi li metteremo per restituire Bagnoli ai napoletani», assicurava Matteo Renzi premier, in una città messa a ferra e fuoco da manifestanti contro la Sbloxcca Italia. Insomma, a distanza di più di venti anni dal primo, arrivava un nuovo piano, realizzato da Invitalia. «Dopo 23 anni dalla chiusura della fabbrica e 300 milioni di euro spesi per bonifiche non completate e opere in parte mai collaudate – recitava la copertina del piano - ecco Bagnoli come sarà».

Via anche al piano di caratterizzazione
La conferenza dei servizi approva il piano di caratterizzazione dell'area di Bagnoli Coroglio e la messa in sicurezza della colmata, come predisposto da Invitalia e da Ispra. Interventi che costeranno 1,2 milioni stanziati dal ministero dell'Ambiente. A maggio, in vista della partenza delle gare, viene firmato anche il protocollo anticorruzione, sul modello di quello adottato per Expo a Milano.

Con Gentiloni premier si supera il conflitto con il Comune
A luglio 2017 viene siglato l’accordo interistituzionale tra Governo, Regione Campania, Comune di Napoli. Si riparte, con un programma condiviso dalle istituzioni – che ha recepito anche le proposte presentate dal Comune di Napoli – da completare entro il 2024. Il porto turistico verrà realizzato sull'isolotto di Nisida, dove ci sarà una spiaggia pubblica di 2 chilometri e lidi privati. Si punta alla conservazione e valorizzazione del Pontile Nord. Verrà rimossa integralmente la colmata solo in parte riutilizzata sul luogo e per la parte inquinata da sversare nella cassa di colmata del porto di Napoli. Per Città della Scienza si vuole la ricostruzione dei volumi incendiati a monte di via Coroglio. Il parco verrà collegato al pontile nord realizzando una lunghissima passeggiata. Si definiscono le aree da destinare a residenze, alberghi, destinazioni commerciali. Si agirà nel rispetto del Pua e senza aumento di volumi. Le strutture realizzate potranno subire qualche cambio di destinazione, ma saranno utilizzate.

Il “referto” della caratterizzazione: la bonifica è tutta da rifare
La caratterizzazione del suolo è stata eseguita da Arpac (Agenzia regionale per l'ambiente della Campania) e Arpav (omologa del Veneto) sotto il coordinamento di Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, sottoposto alla vigilanza del ministro dell'Ambiente. C'è l'intesa con l'Autorità portuale di sistema per il Tirreno Centrale che è disponibile ad accogliere all'interno del porto di Napoli 400mila metri cubi di colmata, pari a circa il 50% dei materiali che dovranno essere rimossi dal bagnasciuga. Stando agli attuali programmi, la colmata dovrà essere rimossa per il 2021 e la bonifica sia del suolo che del mare dovrà essere ultimata entro il 2022.

Il bilancio
Il bilancio di Invitalia fa il punto aggiornato a fine 2017: sono stati rimossi e smaltiti 1.200 quintali di materiali con amianto. Il cronoprogramma non è stato rispettato, si avanza lentamente. Il cambio di governo ha aggiunto incertezze e nubi su Coroglio.

Nastasi si dimette
Pochi mesi prima della scadenza del suo mandato Nastasi si dimette. E dopo una lunga ricerca, il governo giallo verde nomina il nuovo commissario per Bagnoli. A settembre 2018 il prescelto, non senza polemiche, è Francesco Floro Floris, imprenditore del settore turistico. In realtà su Bagnoli si infittisce la nebbia: regna nuovamente la paralisi.

Ancora uno stop del Mibact: ancora sulla posizione degli alberghi
Finchè arriva pochi giorni fa un nuovo stop del Ministero dei Beni culturali. Per il ministro Bonisoli e per il dg del Mibact Luigi Famiglietti (che sta bloccando progetti in tutta Italia tra cui la linea 6 della Metropolitana a Napoli) gli alberghi previsti devono arretrare. Anche questa degli alberghi è una antica querelle : nei piani originari erano disposti di taglio rispetto al mare, ora si richiede che arretrino e che siano previste interruzioni tra le costruzioni. In altre parole il piano è da rifare. Si ferma il Praru che è il punto di partenza per riqualificare. Il ministro Lezzi che presiede oggi la cabina di regia parla di una nuova svolta, di 400 milioni di fondi disponibili. Siamo punto e a capo?

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