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Bain Capital apre il dossier Credito Fondiario

di Carlo Festa


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Boston, sede di Bain Capital (Ansa/Ap)

2' di lettura

Il fondo internazionale Bain Capital Credit guarda all’opportunità Credito Fondiario. Secondo indiscrezioni il gruppo statunitense avrebbe aperto nelle ultime settimane un dossier sulla controllata di Elliott. Ci sarebbero stati contatti tra i due investitori internazionali e con gli advisor di Credito Fondiario, cioè Goldman Sachs e Deutsche Bank. Quest’ultima infatti da alcune settimane ha incaricato i due advisor di valutare tutte le opzioni strategiche per il futuro, dall’Ipo fino ad aggregazioni, partnership ed M&A.

In Italia Bain Capital Credit, braccio finanziario attivo nel settore del credito, ha una strategia molto aggressiva a punta a realizzare nuovi investimenti, anche di dimensioni elevate. Oltre ad avere rilevato numerosi portafogli di crediti problematici, Bain Capital Credit ha acquisito la piattaforma di Alpe Adria Bank qualche anno fa.

L’ingresso in Italia nel settore dei crediti problematici di Bain Capital risale al 2017 con l’acquisto di Heta Asset Resolution Italia (Harit), la bad bank di Hypo Alpe-Adria Bank compreso un portafoglio di asset da 570 milioni di euro lordi. L’istituto di credito con sede a Tavagnacco (Udine) è così diventato la piattaforma di Bain Capital Credit tra i confini tricolori, dopo il successo degli investimenti europei nel settore effettuati in Spagna, Grecia, Irlanda e Regno Unito.

«L’Italia è un mercato interessante e attraente, in cui abbiamo intenzione di diventare un investitore di primo piano, utilizzando Harit come piattaforma per servire qualsiasi tipo di credito in sofferenza e gestirne il collaterale sottostante», aveva dichiarato a quel tempo Fabio Longo, managing director e responsabile dell’attività di Bain Capital Credit in Europa nei settori degli Npl e del Real Estate. Ora il target potrebbe essere appunto Credito Fondiario. Contatti sono in corso con Elliott, anche se non sarebbe stata ancora avviata alcuna trattativa concreta.

Per quanto riguarda Credito Fondario, il general manager Iacopo De Francisco ha spiegato in un’intervista a Bloomberg in gennaio che il gruppo sta esaminando una serie di opzioni che vanno dall’Ipo a partnership fino a fusioni fra pari. Elliott è diventato azionista di Credito Fondiario nel 2016 e attualmente possiede l’82% del capitale mentre la quota restante fa capo a Tages e al management. Ha 45 miliardi di euro di asset in gestione.

Elliott, del resto, sta sostenendo con grande impegno finanziario la controllata: la transazione maggiore di Credito Fondiario in Italia negli ultimi anni, rilevata con sforzo economico di rilievo, è stata l’acquisizione della piattaforma di gestione e del mega-portafoglio di Npl di BancoBpm.

Ovvio pensare che le trattative con Bain Capital Credit, se dovessero in futuro entrare in una fase più concreta, sarebbero finalizzate all’ingresso nella compagine azionaria, più che a una fusione tra piattaforme. Ma la situazione resta fluida. Di sicuro, a tre anni dall'ingresso, Elliott e il management di Credito Fondiario stanno riflettendo su tutte le opzioni strategiche a disposizione (Ipo, M&A e partnership) e nessuna ipotesi per ora è avvantaggiata sulle altre. Ma è anche vero che Credito Fondiario rappresenta un target di estremo interesse per i grandi investitori internazionali.

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