INtelligenza artificiale e 5g

Bain & Co: «L'Italia intercetta l'1,5% della spesa in Intelligenza artificiale, è indietro rispetto ai principali Paesi Ue»

Nel 2021 il mercato dell'Ai varrà 67 miliardi di euro in totale; il governo italiano, dice il partner di Bain &Co, Mauro Colopi, può giocare un ruolo di stimolo e le aziende devono accelerare

di Simona Rossitto

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4' di lettura

Logistica, distribuzione e servizi: sono questi i settori che saranno maggiormente pervasi dall'Intelligenza artificiale in un orizzonte al 2024. In Italia, invece, il comparto che subirà l'accelerazione maggiore è quello delle infrastrutture in ambito telecomunicazioni e utilities. Il nostro Paese, tuttavia, a confronto con gli altri principali Stati europei e con Cina e Usa, è indietro e rischia di non sfruttare «appieno l'innovazione e l'incremento di produttività abilitati dall'AI». L'Italia, infatti, dichiara a DigitEconomy.24 (report del Sole 24 Ore Radiocor e della Luiss Business School) Mauro Colopi, partner di Bain & Company, intercetta solo l'1,5% della spesa «con una penetrazione meno che proporzionale rispetto alla rilevanza del nostro Pil sul valore economico globale e con un tasso di impegno di spesa in crescita rilevante (+17%), ma inferiore rispetto alle principali economie europee».

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Qual è la posizione dell'Italia nel campo dell'Intelligenza artificiale a confronto con il contesto europeo? E rispetto a Usa e Cina?

Il mercato dell'intelligenza artificiale (AI), varrà nel 2021 a livello globale 17 miliardi di euro in termini di spesa software, a cui si somma la domanda di servizi professionali per realizzare ed erogare soluzioni innovative che rappresenta a sua volta oltre 50 miliardi di euro. Un mercato di dimensioni importanti che è stimato crescere tra il 2021 e il 2024 del 20%, tre volte più veloce del totale mercato software. L'opportunità è chiara, ma presenta un tasso di adozione differente nelle diverse economie. Gli Usa rappresentano la geografia che più sta beneficiando dell'adozione a scala di tali tecnologie, intercettando nel 2021 oltre il 50% della spesa in AI a livello mondiale. Circa il doppio dell'area Emea che ne attrarrà il 27% e della Cina che ha ancora un modello economico meno improntato all'automazione digitale avanzata, assorbendo nel 2021 solo il 5,8% del mercato AI, ma che prospetticamente sarà l'economia con l'adozione più accelerata a livello globale, con una crescita attesa del 33% all'anno nel prossimo triennio. In questo scacchiere tecnologico l'Italia rischia di non sfruttare appieno l'innovazione e l'incremento di produttività abilitati dall'AI, intercettando solo l'1,5% della spesa, con una penetrazione meno che proporzionale rispetto alla rilevanza del nostro Pil sul valore economico globale e con un tasso atteso di impegno di spesa in crescita rilevante (+17%), ma inferiore delle principali economie europee che prevedono nello stesso periodo tassi medi di crescita tra il 24 e il 27 per cento.

Quali sono i comparti che stanno utilizzando di più l'intelligenza artificiale?

I settori che a oggi fanno un uso più esteso dell'AI sono la logistica e distribuzione, la finanza e il manifatturiero che rappresentano complessivamente circa il 76% della spesa globale del 2021 e l'80% in Italia.

Quali i business, invece, che hanno maggiori possibilità di sviluppo?

Guardando al 2024 a livello globale il mercato della logistica, distribuzione e servizi si conferma essere il polo di maggiore sfruttamento di tale tecnologia, mentre in Italia il comparto che è previsto accelerare maggiormente, con circa 5 punti percentuali in più di crescita rispetto al mercato complessivo, sarà quello delle infrastrutture in ambito telecomunicazioni e utilities.

Il 2021 sarà anche l'anno dello sviluppo del 5G, che impatto avranno le reti superveloci nell'abilitazione dei sistemi di intelligenza artificiale?

Il 5G renderà l'intelligenza artificiale sempre più pervasiva, favorendo lo sviluppo di servizi con forti discontinuità potenziali. Un esempio tra tutti sono le applicazioni di autonomous driving. L'effettiva maturità tecnologica di queste applicazioni rappresenta però ancora un punto di domanda in una prospettiva di medio periodo verso una reale diffusione a scala in un orizzonte temporale maggiormente esteso. Applicazioni maggiormente beneficiarie in una prospettiva di breve periodo saranno invece gli ambiti di Industrial IoT e Factory automation.

L'avvento dell'Intelligenza artificiale porta da un lato allo sviluppo di nuove figure professionali, dall'altro a un taglio dell'occupazione in vari settori. Qual è la sintesi?

La disponibilità di talenti per governare in modo efficace questa grande opportunità tecnologica rappresenta uno degli elementi di forte attenzione. Da una recente ricerca Bain il 68% delle aziende tecnologiche intervistate dichiara di dover fronteggiare la scarsità dei talenti in ambito AI. E la capacità di disporre di un adeguato pool di talenti è una condizione chiave per puntare alla leadership di mercato. I leader nell'Intelligenza artificiale e nel machine learning, infatti, sono in grado di generare una crescita dei ricavi 2 volte più accelerata del resto del mercato. Il Bain Technology Report 2020 "Taming the Flux" evidenzia che le aziende tecnologiche maggiormente di successo hanno a oggi una percentuale di dipendenti in ruoli AI fino a 4 volte superiore rispetto al resto del mercato. La mancanza di talenti adeguati porta oggi molte aziende ad aver condotto sperimentazioni di nuove opportunità di automazione, ma poche di queste riescono poi a esprimere un reale passaggio a un'adozione digitale a scala. Considerando, ad esempio, le applicazioni nell'ambito di Industria 4.0 a livello globale mentre il 75% delle grandi aziende ha già condotto progetti pilota di digital operation, solo il 25% ha proseguito verso un'adozione a scala di questi use case.

DigitEconomy24 / Il 2021, l’anno del 5G e dell’intelligenza artificiale

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In Italia si è tenuto al ministero dello Sviluppo economico il tavolo sull'Intelligenza artificiale. Che ruolo può giocare il governo?

Sicuramente il Governo può giocare un ruolo di stimolo all'adozione a scala delle opportunità offerte dall'AI, ma dall'altra parte le aziende e l'ecosistema digitale devono disegnare e perseguire percorsi accelerati di adozione delle nuove tecnologie per ridurre il divario digitale con gli altri Paesi Europei e con le economie internazionali.

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