Hi-tech

Bain torna in pole per i chip Toshiba con l'appoggio di Apple

dal nostro corrispondente Stefano Carrer

2' di lettura

TOKYO - Una nuova giravolta del management di Toshiba fa tornare in pole position per l'acquisto della divisione chip del travagliato gruppo giapponese la cordata capitanata dal gruppo americano Bain Capital Private Equity. Toshiba ha annunciato ieri una formale lettera di intenti con il consorzio guidato da Bain, che include anche due fondi parapubblici giapponesi ed e' appoggiato dalla sudcoreana SK Hynix- e, secondo precise indiscrezioni, da Apple -, mettendo in second'ordine le trattative con la cordata alternativa ultimamente data per favorita, che ha come capofila Western Digital ed e' supportata da Kkr.
I negoziati, comunque, non sono ancora del tutto esclusivi, ma Toshiba ha fretta di concludere entro fine mese perché necessita di rimpinguare le sue casse - dissanguate dalle perdite della controllata americana nel nucleare Westinghouse- con una operazione il cui valore sara' vicino ai 20 miliardi di dollari.

Inizialmente, per acquisire Toshiba Memory - secondo produttore mondiale di NAND flash memory chip, alle spalle solo di Samsung - era balzata in primo piano proprio la soluzione che appare favorita dal governo giapponese, come dimostra l'affiancamento a Bain Capital delle societa' a partecipazione pubblica Development Bank of Japan e Innovation Network Corp. of Japan.
Ma Western Digital, gia' partner in una joint venture in Giappone, aveva intrapreso azioni legali finendo per salire in prima fila in trattative, che ora appaiono in stallo (molti manager Toshiba sono contrari a questa soluzione e Apple avrebbe minacciato di non rifornirsi piu' dei chip Toshiba se Western Digital ne prendera' il controllo).

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Western Digital ieri ha reagito con un nuovo comunicato in cui dichiara il suo disappunto e sottolinea di aver suggerito proposte di diverso tipo per cercare di venire incontro alle esigenze del venditore. Ha poi nuovamente minacciato di opporsi per via giudiziaria. Anche Foxconn si e' fatta avanti da tempo, ma trova la contrarietà' del governo giapponese, che non desidera un esodo di tecnologia (anche delicata nelle funzioni) verso il gruppo taiwanese a causa dei forti legami di business che ha in Cina. L'unica cosa certa e' che tempo stringe per Toshiba, che a marzo rischia di esser depennata dalla Borsa di Tokyo se l'accordo sui chip non sara' operativo. E occorreranno vari mesi per le autorizzazioni delle autorità Antitrust.

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