Ristorazione

Baker Eat, 12 milioni per la nuova catena di risto-panetteria

L’ex re dell'acqua Galvanina, Rino Mini, investe su un nuovo format tra le bakery americane e le boulangerie francesi. Si parte dalla Romagna

di Ilaria Vesentini

L’esterno del ristorante Ferramenta a Santarcangelo di Romagna prima delle restrizioni anticovid

2' di lettura

Acqua e pane: sono gli ingredienti di una ricetta che in pieno Covid fa notizia perché permette di creare 250 nuovi posti di lavoro in un settore stremato da lockdown e Dpcm quale quello della ristorazione.

Dall’acqua – minerale, la Galvanina di Rimini ceduta due anni fa al fondo internazionale Riverside – l’ex patron Rino Mini ha ricavato i 12 milioni di euro che ha deciso di investire ora nel pane, con una nuova catena di locali-panetterie tra la Romagna e San Marino. Un network, battezzato “Baker Eat” che attinge un po' alle “bakery americane” e un po' alle “boulangerie francesi”, mescolandole con stile italiano e farine locali da grani antichi, quando possibile, autoctoni.

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I primi tre locali del nuovo network dedicato all'arte bianca sono già disegnati: a Rimini nel centralissimo Corso a pochi passi dal Teatro Galli; a Santarcangelo di Romagna, in Piazza Ganganelli, con la trasformazione in “Baker Eat” del noto ristorante “Ferramenta”; e sul Titano, all'interno del prestigioso outlet “The Market”, che taglierà il nastro il prossimo 24 giugno.

Rino Mini, da re dell’acqua a re del pane

Sono poi in agenda le aperture a Ravenna, Forlì, Cesena, Savignano, Cesenatico, Riccione, Cattolica e anche in Emilia (Bologna, Modena, Parma), «ma non ci fermeremo in regione, l'obiettivo è allargarci in tutta Italia, a partire da Roma e Milano, valorizzano le cucine dei differenti territori in cui andremo ad operare», spiega il re dell'acqua, romagnolo doc, cresciuto in una famiglia di fornai anche se la sua fortuna affonda nella fonte d'acqua minerale scoperta in epoca romana e le bibite di alta qualità Made in Italy esportate in tutto il mondo (Galvanina ha superato i 60 milioni di euro di fatturato con più di cento addetti).

«I locali offriranno il piacere del buon pane e della pizza (a Santarcangelo anche la piadina, ndr) abbinati a una cucina di spessore a prezzi popolari, saranno collocati in posizioni centrali, serviti da navette elettriche ed ecologiche gratuite dai parcheggi delle città, ma persino per il trasporto di eventuali pacchi e merci acquistate dai nostri ospiti nei negozi dei centri storici, prima o dopo la sosta nel ristorante», spiega Mini.

A Rimini ci saranno i due pilastri portanti del progetto: “Ferramenta Lab”, il laboratorio artigianale dedicato all'arte bianca (ma anche dolci da forno, pizze alla pala e preparazioni al forno come lasagne, parmigiana di melanzane, porchetta, stinchi e i Mac-&-Cheese americani gratinati), che servirà ad alimentare i dodici punti di rivendita in regione oltre a quello sammarinese, dotati anche di bar, caffetteria e ristorazione, e “Ferramenta Academy”, un grande centro di formazione professionale per gli addetti della panificazione e della ristorazione.

«Il progetto Baker Eat è il mio sogno nel cassetto da sempre ed è la mia risposta a una crisi senza precedenti, perché sono convinto che il cibo di qualità sarà il nostro più efficace vaccino anti covid e il più convincente mezzo di divulgazione. Ma fare l'imprenditore in questo Paese è difficile, la burocrazia si è accanita anche in questo caso contro di me», conclude l'ex re dell'acqua e da oggi “re del pane”.

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