FASE TRE

Ballo, dalla Sicilia al Friuli Venezia Giulia: ecco le date utili per chi vuole tornare in pista

In base all’ultimo Dpcm, per andare in discoteca o frequentare le sale da ballo occorre attendere il 15 di luglio, ma allo stesso tempo è prevista una clausola in base alla quale le regioni possono anticipare i tempi. Lo faranno dal 19 giugno Emilia Romagna, Veneto, Liguria, Calabria e in Friuli Venezia Giulia, comunque nel rispetto delle regole anti-contagi

di An.C.

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(Minerva Studio - stock.adobe.com)

In base all’ultimo Dpcm, per andare in discoteca o frequentare le sale da ballo occorre attendere il 15 di luglio, ma allo stesso tempo è prevista una clausola in base alla quale le regioni possono anticipare i tempi. Lo faranno dal 19 giugno Emilia Romagna, Veneto, Liguria, Calabria e in Friuli Venezia Giulia, comunque nel rispetto delle regole anti-contagi


3' di lettura

Meglio di star fermi, è (o sarà). Dopo tre mesi e mezzo di chiusura a causa dell’emergenza Covid-19 a chi aveva - e ha - la passione del ballo i piedi si muovono da soli... Qualche volteggio o qualche “pasitos”, per dirla con un’espressione appartenente alla sfera delle danze latino-americane, si possono azzardare fin da ora, e ancor di più nelle prossime ore, sempre adottando le dovute accortezze. Posto che gli stili che presuppongono un contatto tra due ballerini non sono ancora consentiti, c’è già o ci sarà nelle prossime ore la possibilità di raggiungere un locale, dove ascoltare buona musica e scatenarsi in pista, purché lo si faccia rispettando la regola base del distanziamento.

Conto alla rovescia per la riapertura delle sale da ballo in 5 regioni

Se infatti stando all’ultimo Dpcm dell’11 giugno per andare in discoteca o frequentare le sale da ballo occorre attendere il 15 di luglio, è prevista una clausola in base alla quale le Regioni, sulla base dell’andamento dei contagi sul loro terriorio, possono anticipare i tempi dettati dall’esecutivo con il suo provvedimento. Ecco allora che tra poche ore, venerdì 19 giugno, in Emilia Romagna, Veneto, Liguria, Calabria e in Friuli Venezia Giulia si potrà andare a ballare. Già questo weekend si tornerà a ballare in alcune discoteche della Versilia. A riaprire il Beach Club di Forte dei Marmi e il Maki Maki di Viareggio per tre serate consecutive. La Lombardia mantiene aperte le attività di intrattenimento e svago come somministrazione di alimenti e bevande ma senza la possibilità di ballare. Nelle regioni che hanno fatto scattare il semaforo verde, occorre però rispettare alcuni paletti, definiti nelle linee guida delle Regioni, fatte proprie dal Dpcm. Ovvero: ingressi contingentati, niente balli lenti, distanza di almeno un metro tra chi è già in pista e di almeno 2 metri tra chi accede alla pista, mascherina obbligatoria negli ambienti al chiuso, ma anche all’esterno quando non è possibile rispettare la distanza di 1 metro tra una persona e l’altra, i drink si possono consumare solo da seduti. Insomma, limitazioni che se da una parte hanno la funzione di contenere la diffusione dei contagi, dall’altra fanno temere ai gestori dei locali un’affluenza molto, molto contenuta. Tanto che Filippo Grassi, membro di Giunta nazionale Fiepet Confesercenti con delega all’intrattenimento, e gestore di lungo corso di diversi locali nella provincia di Siena non ha esitato a far presente che «con queste consizioni sarà impossibile riaprire». La richiesta è che le regioni correggano il tiro, con ordinanze che prevedano paletti meno stringenti, nella convinzione - ha sottolineato Grassi - che «il settore del dancing ha un grande valore economico ed occupazionale: prima del Covis, generava un fatturato di circa 4 miliardi di euro l’anno e dava lavoro a circa 50mila addetti. Una macchina enorme messa in ginocchio dall’emergenza, con gravi ricadute su tutta l’economia».

Il 15 giugno le prime riaperture

C’è poi chi, tra le regioni, si è mosso ancora più di anticipo. Il semaforo verde al ballo è scattato lunedì scorso, 15 giugno. È il caso della Sicilia e della Puglia. La Basilicata ha dato il via libera al ballo esclusivamente negli spazi all’aperto, così come l’Abruzzo. Anche in Campania la riapertura dei locali è stata già autorizzata alcuni giorni fa: da queste parti, tuttavia, si può ascoltare musica, bere un drink o rilassarsi, ma non si può scendere in pista a ballare, non ancora. Movida aperta già da un paio di settimane in locali noti come il Nabilha sul lago Fusaro ma anche sul litorale di Bagnoli, con musica e drink sui lettini, senza balli e concerti. Dal 15 giugno hanno riaperto le discoteche nel Lazio ma è vietato ballare fino al primo luglio e comunque lo si potrà fare solo all’aria aperta.

Le perplessità dei ballerini sui paletti anti-contagio

Tutti paletti anti-contagio a cui chi ha questa forma di svago guarda con un misto tra perplessità e repulsione, nella convinzione che limitazioni di questo tipo facciano venir meno l’essenza stessa del ballo. C’è chi rimane dell’idea che non si può andare in pista con la mascherina, o mantenendo una distanza adeguata con gli altri. Ma c’è anche chi, nell’attesa che si possa tornare alle vecchie abitudini, si accontenta anche di questa piccola apertura. Nella convinzione che possa essere comunque un’occasione per esercitarsi, ciascuno rigorosamente entro il recinto del proprio spicchio di pista, in qualche passo o figura che proprio non vogliono entrare in testa. Piccoli inconvenienti che, come ogni ballerina o ballerino sa, fanno parte del gioco. E del divertimento.

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