secondo turno del 24 giugno

Ballottaggi, centrodestra parte in vantaggio in 32 ballottaggi su 75

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini


Amministrative: ecco chi ha vinto al primo turno e chi va al ballottaggio

5' di lettura

Il centrodestra punta sulla vittoria a valanga, con una partita nella partita data dalla competizione tra Fi e Lega. Il centrosinistra vuole evitare la debacle e difendere le sue roccaforti nelle ex regioni rosse. I 5 stelle vogliono confermarsi “animali da ballottaggio” e portare a casa i sette comuni dove sono al secondo turno, per mitigare la delusione di queste amministrative. Sono questi i fronti aperti dei 75 ballottaggi (14 nei capoluoghi) che si terranno domenica prossima e vedranno tornare ai seggi 2,6 milioni di elettori (su gli oltre 6 milioni del primo turno).

Nodo dei rapporti M5S-Lega
Altro nodo di questi ballottaggi è il rapporto M5S-Lega: bisognerà vedere come peserà l’alleanza di governo tra Carroccio e grillini. Se cioè, in quegli enti dove il movimento di Salvini è fuori dal ballottaggio, gli elettori del Carroccio appoggeranno i candidati 5 stelle, e viceversa. I centri da tenere sott’occhio sono Massa e Pisa, dove al ballottaggio sono centrosinistra e centrodestra, con un candidato in quota Lega. Ma anche Acireale e Ragusa: qui al secondo turno sono il M5S e un candidato di centrodestra, dove quest’ultimo si è però presentato diviso e l’aspirante primo cittadino del Carroccio è rimasto fuori dal ballottaggio.

Avanti il centrodestra al primo turno
Il trend del primo turno vede un chiaro vantaggio del centrodestra, un Pd in affanno e un M5S che non sfonda: su 109 comuni con più di 15mila abitanti (quelli interessati da un possibile ballottaggio) chiamati alle urne il 10 giugno, circa 50 venivano da una amministrazione di centrosinistra, una decina erano di centrodestra, 3 dei 5 stelle e il resto di altre formazioni (centro, sinistra, destra o liste civiche). Al primo turno (dati cise.luiss.it)il centrodestra ha già conquistato 16 città, il centrosinistra 13 e il M5S nessuna. Ai ballottaggi il centrodestra parte in vantaggio in 32 casi (secondo in 27), in 21 il centrosinistra a trazione Pd (secondo in 22) e in 3 i 5 stelle (secondi in 4).

Il trend confermato nei capoluoghi
Nei 20 capoluoghi al voto il trend è confermato: 15 erano del centrosinistra, 3 del centrodestra, uno dei 5 stelle e uno di una lista civica. Il 10 giugno il centrodestra ne ha conquistati già 4 (Barletta, Treviso, Catania e Vicenza), 2 il centrosinistra (Brescia e Trapani), nessuno i 5 stelle. Il centrodestra è avanti al ballottaggio in 8 comuni (esclusa Imperia, dove è avanti l’ex ministro azzurro Claudio Scajola, che si è candidato senza il sostegno del centrodestra), in 4 il centrosinistra e in uno i 5 stelle.

Il M5S spera nei ballottaggi
Dopo il successo delle politiche del 4 marzo, il M5S sperava di fare cappotto a queste amministrative. Invece si sono confermate le difficoltà del movimento alle consultazioni locali, dove l’unica lista del M5S spesso si trova in affanno a battere il territorio come fanno il centrodestra e il centrosinistra, che possono contare su più liste a sostegno del loro aspirante primo cittadini, con centinaia di candidati consiglieri comunali. Il M5S spera di confermarsi “animale da ballottaggio”: alle amministrative 2017 vinse al secondo turno in 8 comuni su dieci, con un effetto calamita sugli elettorati di centrodestra o centrosinistra rimasti fuori dai ballottaggi.

M5S primo nelle città che già governava
Il 24 giugno il M5S partirà primo a Pomezia (Roma), Ragusa e Assemini (Cagliari) le tre città che già governava e vinte nelle amministrative del 2013. Dovrà vedersela con candidati di centrodestra. Nelle altre città al ballottaggio parte come secondo ad Avellino, Terni, Imola e Acireale. Ad Avellino, dove il suo candidato ha prese il 20%, dovrà vedersela con il candidato del Pd Nello Pizza (42,9%), con la speranza di poter calamitare il 10% del candidato di centrodestra Sabino Morano ormai fuori dai giochi: Morano ha già dato indicazioni in questo senso anche se il coordinatore provinciale di Forza Italia ha preso le distanze da questa decisione. Stesso schema che si riproduce a Imola. A Terni, invece il M5S dovrà vedersela con il centrodestra a trazione leghista. Mentre ad Acireale (Catania), dove si confronta sempre con il centrodestra a guida Fi, la Lega è rimasta fuori (prendendo appena il 2%).

La competizione nel centrodestra
Nel centrodestra è aperta al suo interno una competizione tra Lega e Fi, anche alla luce del fatto che il Carroccio è al governo nazionale con i 5 stelle, mentre gli azzurri sono all’opposizione. Per questo nella conta delle città conquistate il 24 giugno, peserà anche il colore dell’eventuale candidato sindaco vincitore di centrodestra. Al netto di quegli enti dove è stato schierato un candidato civico scelto da tutte le forze della coalizione, a Massa, Pisa e Terni sono schierati aspiranti sindaci di centrodestra in quota Lega. Mentre a Siena e Viterbo sono in quota Fi. A Brindisi, poi, corre il candidato di Fi, mentre la Lega, con il suo aspirante primo cittadino, è rimasta fuori. A Teramo corre tutto il centrodestra con un uomo di Fratelli d’Italia come candidato sindaco. Anche a Ragusa corre un candidato di Fdi, ma la Lega non ha presentato la lista e Fi aveva un altro candidato rimasto fuori dal ballottaggio.

La trincea del Pd in Toscana
Il Pd, uscito con le ossa rotte dalle politiche del 4 marzo, ha evitato la debacle al primo turno a queste amministrative. Tuttavia non è ancora scongiurato il pericolo che il 24 giugno cadano in mano al centrodestra bastioni governati da decenni dal centrosinistra in Toscana: Pisa, Siena e Massa. A Siena, il candidato del centrosinistra ha un vantaggio di soli 3 punti sul candidato di centrodestra. A Massa il vantaggio è appena un po’ più largo: 5 punti. A Pisa è il centrosinistra a rincorrere, staccato di un punto.

Il Pd e la strategia degli apparentamenti
Per questo a Siena il Pd ha stretto un apparentamento ufficiale con la lista di Pierluigi Piccini (già sindaco dal 1993 al 2001 con Pds e Ds), che al primo turno aveva preso il 21,3%. Anche a Pisa il candidato Pd si è apparentato con le liste civiche che sostenevano al primo turno i candidati Antonio Veronese e Maria Chiara Zippel (un bottino di quasi 8 punti percentuali). E nei prossimi giorni in queste città sono attesi tutti i big del Pd (tranne Matteo Renzi), dall’ex premier Paolo Gentiloni al segretario reggente Maurizio Martina. Il tutto nella speranza che i voti dei grillini (15% a Massa, 9% a Pisa, mentre a Siena il M5S non ha presentato la lista) non si saldino con quelli del centrodestra.

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