L’impatto sulla coalizione

Ballottaggi, per il centrodestra una débâcle ma chi perde di più è Meloni

Fratelli d’Italia, dopo due anni di ascesa ininterrotta, subisce il primo importante stop. Il verdetto conferma la difficoltà del centrodestra e in particolare delle sue formazioni maggiori, Lega e Fdi, di trovare candidati credibili a Roma come a Milano e in generale in tutte le grandi città

di Barbara Fiammeri

Amministrative Roma, Meloni al seggio: "Votare importante, non tutti politici sono uguali"

3' di lettura

Questa tornata amministrativa è una sconfitta gravissima per il centrodestra. Ma a pagare il prezzo più alto è Giorgia Meloni, che, dopo due anni di ascesa ininterrotta, subisce il primo importante stop. La sconfitta di Enrico Michetti a Roma grava infatti soprattutto sulle sue spalle perché è la leader di Fdi ad aver sponsorizzato e fortemente voluto l’avvocato noto per le sue partecipazioni a una radio della Capitale. Un arresto che pesa e che meriterebbe un’attenta riflessione. Gli attacchi delle ultime settimane sulla vicinanza alla destra estrema non sono infatti sufficienti a spiegare le ragioni dell’esito elettorale.

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Lega e Fdi hanno consapevolmente rinunciato a candidature forti a Roma e Milano

Un verdetto che conferma la difficoltà del centrodestra e in particolare delle sue formazioni maggiori, Lega e Fdi, di trovare candidati credibili a Roma come a Milano e in generale in tutte le grandi città. La sconfitta di Michetti brucia tanto quanto quella di due settimane fa nel capoluogo lombardo. Sono infatti due facce della stessa medaglia. La estrema competizione tra Meloni e Salvini ha paradossalmente convinto entrambi che l'obiettivo fosse anzitutto evitare che qualcuno potesse beneficiare del risultato elettorale. Si è preferito così rinunciare a candidature forti (almeno secondo quanto rilevato da tutti i sondaggi) come Albertini a Milano e Bertolaso a Roma che non sarebbero stati riconducibili all’uno o all’altra leader. È vero che entrambi hanno declinato l’invito, ma questo è avvenuto dopo aver preso atto che sulla loro possibile investitura c’era tutt’altro che un sostegno unanime.

Coalizione divisa

La divisione nella coalizione era palese e a poco sono servite le foto opportunity all’ultimo momento, che hanno consegnato un’unità posticcia. Il risultato è stata la sconfitta. Anche laddove, come a Torino, la vittoria sembrava fino a un mese fa quasi scontata. Resiste Trieste, dove tuttavia il sindaco di centrodestra Dipiazza era stato dato vincente forse già al primo turno.

Di certo non basta per consolarsi fare la conta dei municipi governati ora dal centrodestra. Così come solo parzialmente può consolare Fratelli d’Italia la conquista del primato tra le forze politiche. Perché se si punta a governare il Paese, bisogna essere in grado di proporre candidati credibili per guidare le principali città italiane. Questo è il punto. La lezione romana, così come quella di 15 giorni fa a Milano e Napoli deve essere ben assimilata.

Nella Capitale è certamente più grave. Intanto perché non c’era un sindaco uscente forte come Beppe Sala ma anche per l’entrata in scena di un candidato scomodo come l’ex ministro di Azione Carlo Calenda e un M5s con una presenza ancora significativa. Una scomposizione del voto che già al primo turno ha mostrato che non c’era una netta prevalenza di nessun candidato. I voti di Calenda, cioè del leader di un partito che a livello nazionale oscilla attorno al 3% e che a Roma ha ottenuto quasi il 20%, hanno però confermato indirettamente che a contare (a Roma come a Milano) più che i partiti sono i candidati.

Il centrodestra chiederà conto a Meloni dell’insuccesso

Ed è stato questo il grave errore commesso da Giorgia Meloni: pensare che bastasse mostrare la sua faccia dietro quella di Michetti. La leader di Fratelli d’Italia si è battuta come una leonessa ma non è stato sufficiente. Del Tribuno radiofonico tra qualche ora non si ricorderà più nessuno, tranne gli ascoltatori dell’emittente romana. Per Meloni invece i primi a chiederle conto saranno i suoi stessi alleati del centrodestra.

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