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Ballottaggi: a Taranto, ex procuratore nella bufera per l’appoggio al candidato sindaco Pd

di Domenico Palmiotti

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Taranto (Agf)


3' di lettura

Nel turno delle comunali, Taranto è stata la città con più candidati sindaco (10) e più liste (37) ai nastri di partenza (e due candidature a sindaco sono state respinte perchè non in regola con le firme, altrimenti i numeri sarebbero stati più alti). L'esito del primo turno, poi, se non ha premiato nè i Cinque Stelle, nè l'ex sindaco Giancarlo Cito che ricandidava il figlio Mario - arrivati rispettivamente quarto e terzo -, ha però dato un astensionismo molto elevato: alle urne poco più del 58 per cento su quasi 170mila elettori.

La querelle
Ed ora che manca poco al ballottaggio, protagonisti i candidati sindaco Stefania Baldassari, direttrice del carcere in aspettativa (civiche più centrodestra, 22,27 per cento), e Rinaldo Melucci, imprenditore portuale (17,92 per cento, Pd, Psi, centrosinistra e civiche), la campagna elettorale non risparmia altri colpi. Baldassari si scaglia con veemenza contro il suo competitore e alleati e alza il tiro dell'aggressività verbale. Melucci replica, sta sul punto, ma senza esasperare i toni. Inoltre, alcune liste e candidati a sostegno della candidatura a sindaco dell'ex procuratore della Repubblica, Franco Sebastio - è il magistrato che ha guidato le indagini sull'inquinamento dell'Ilva, sfociate a luglio 2012 in arresti e sequestri -, si staccano dal loro leader e contestano la decisione dell'ex magistrato di sostenere domenica prossima l'elezione di Melucci. Sebastio, 9,25 per cento, non ha fatto apparentamenti formali con Melucci, ma è bastata l'indicazione di voto per scatenargli parte dei suoi contro (lista civica “Mutavento” e Sinistra Italiana).

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Decisione inaccettabile per i dissidenti di “Mutavento”
«La decisione di schierarsi a favore della coalizione riferita al candidato Melucci, è da ritenere formalmente e giuridicamente riconducibile ai soli coordinatori di Mutavento, del candidato sindaco della stessa lista e a qualche candidato. Una decisione - si sostiene - nettamente in contrasto con quanto sostenuto per l'intero periodo della campagna elettorale, inaccettabile da chi, in questi mesi, si è prodigato a portare all'evidenza della città la necessità di creare un punto di rottura con le precedenti amministrazioni. L'idea - rilevano i dissidenti di “Mutavento” - era quella di costruire una politica dal basso democratica aperta a tutti ma abbiamo scoperto che non è stato».

Le contestazioni
Netta anche la contestazione di Sinistra Italiana verso l'ex procuratore (partito guidato da Nicola Fratoianni, ex assessore della Regione Puglia, che peraltro Sebastio ha indagato sull'Ilva e fatto rinviare a giudizio). Sinistra Italiana attacca la scelta di Sebastio perchè adesso sostiene un candidato sindaco Pd, partito messo sott'accusa in campagna elettorale, ma anche prima, in quanto espressione dei Governi che hanno promosso e fatto approvare una serie di decreti legge sull'Ilva. Decreti che gli oppositori della scelta di Sebastio ritengono abbiano costituito un freno all'azione della Magistratura sull'azienda siderurgica. E va giù duro anche il candidato sindaco Baldassari: «Qual è stato - si chiede - il cortocircuito che ha azzerato anni di lacrime e sangue di questa terra, di sit-in davanti a quel Tribunale dove ci attendiamo ancora che venga fatta giustizia? Cosa unisce un uomo come Sebastio che, da donna dello Stato e delle istituzioni, vedevo come faro nella nebbia di questi interminabili e dolorosi anni della mia città?»

Inaccettabili “ingiurie e offese”
Dietro il sostegno di Sebastio a Melucci, così come dietro l'irrobustimento, rispetto al primo turno, della coalizione di quest'ultimo, c'è la regia del governatore pugliese Michele Emiliano, interessato a non far perdere il Comune di Taranto al centrosinistra. E Sebastio? Ridimensiona le accuse sul Pd, dicendo che un conto sono le politiche nazionali, altro le questioni amministrative relative alla guida di un Comune. «Melucci? Ci siamo confrontati anche col candidato sindaco Baldassari - spiega -, ma alla fine abbiamo trovato migliore convergenza con Melucci anche rispetto alle nostre priorità». Sebastio quindi aggiunge: legittime le critiche riferite ad una dialettica politica, non accettabili se diventano «ingiurie e offese». E annuncia che dopo il voto di domenica querelerà Baldassari. Querela che potrebbe essere la prima poichè nel mirino dell'ex magistrato ci sono anche coloro che l'hanno diffamato sul web.

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