sostenibilità

Bally vara la fase due del progetto «Peak Outlook» a tutela delle grandi montagne del pianeta

Il marchio svizzero di abbigliamento e accessori di alta gamma conferma l’impegno preso nel 2019, quando iniziò la pulizia dell’Everest da plastiche e rifiuti lasciati dagli scalatori

di Giulia Crivelli

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Il marchio svizzero di abbigliamento e accessori di alta gamma conferma l’impegno preso nel 2019, quando iniziò la pulizia dell’Everest da plastiche e rifiuti lasciati dagli scalatori


3' di lettura

Bally rafforza il suo programma di salvaguardia delle montagne dopo il lancio dell’iniziativa Bally Peak Outlook lo scorso anno, la prima pulizia dell’Everest dal campo base alla vetta. La Fondazione Bally Peak Outlook, istituita all’inizio di quest’anno per strutturare formalmente l’impegno a lungo termine di Bally per la tutela dei paesaggi montani, si impegna a supportare spedizioni ambiziose e iniziative di conservazione in tutto il mondo, dall’Himalaya al Monte Fuji al Kilimangiaro.

La nuova fase, superata l’emergenza da lockdown
La spedizione del 2019, guidata dall’attivista ambientale e alpinista Dawa Steven Sherpa e dal suo team di esperti scalatori, ha rimosso con successo due tonnellate di rifiuti, più della metà raccolta nella “Zona della Morte”, raggiungendo la vetta a 8.848 metri. Era prevista per il 2020 una seconda spedizione di pulizia dell’Everest, che non è stata possibile a causa della pandemia che ha cancellato la stagione alpinistica, ma si guarda comunque al futuro. Sempre in collaborazione con Dawa Steven Sherpa, Bally si impegna a ripulire i campi base delle 8 vette della regione che superano gli 8.000 metri: Everest ( 8.848m), Kanchenjunga ( 8.586m), Lhotse ( 8.516m), Makalu ( 8.481m ), Cho Oyu ( 8.188m), Dhaulagiri ( 8.167m), Manaslu ( 8.156m) e Annapurna ( 8.091m ). «Bally sta svolgendo un lavoro fondamentale nel consentire ad alpinisti e appassionati, come me, di realizzare progetti atti a tutelare e conservare l’ambiente montano e a sensibilizzare alla causa attraverso la sua vasta rete – commenta Dawa Steven Sherpa –. Le montagne hanno sostenuto i nostri antenati e la nostra cultura, dandoci scopo e mezzi di sussistenza: è tempo per noi di combattere e difendere i nostri fragili ambienti.»

Il video girato durante le spedizioni recenti

Emergenza ambientale e Dna di Bally
Le montagne accolgono una ricca biodiversità e cultura, coprendo il 25% della superficie terrestre e fornendo acqua potabile al 12% della popolazione. Subiscono però gli effetti negativi del riscaldamento globale, la scarsità di risorse e le conseguenze del turismo. Ora, più che mai, è fondamentale aiutare questi importanti ecosistemi. I legami di Bally con le montagne nascono sulle alpi svizzere e sono fondamentali per capire appieno la filosofia del brand, il motivo che l’ha spinto alla sponsorizzazione di alcune squadre durante le olimpiadi invernali e le prime spedizioni all’inizio del ventesimo secolo, ma anche a realizzare gli iconici scarponi indossati da Tenzing Norgay durante la prima scalata dell’Everest nel 1953 con Sir Edmund Hillary.

Gli altri progetti della fondazione
La fondazione Bally Peak Outlook ha inoltre in programma spedizioni ecologiche al di fuori della catena delll’Himalaya, per supportare altri ambienti montani a rischio. Nell’autunno 2020, la fondazione condurrà una spedizione ad alta quota per rimuovere rifiuti dalle aree inaccessibili del monte Fuji, famoso luogo di pellegrinaggio del Giappone, in collaborazione con l’alpinista e ambientalista giapponese Ken Noguchi e il Fujisan Club. Nel 2021, la fondazione si concentrerà sul Kilimanjaro in Tanzania per affrontare le questioni ambientali locali e fornire supporto ai ranger del luogo nella costruzione di nuovi percorsi sostenibili per accedere alla vetta. «Un anno fa ci siamo impegnati a proteggere le montagne del mondo, lanciando l’iniziativa Bally Peak Outlook con una spedizione per ripulire l’Everest – ricorda Nicolas Girotto, ceo di Bally –. Sono orgoglioso di annunciare l’istituzione della Fondazione Bally Peak Outlook, consolidando il profondo legame che unisce Bally alle Alpi e agli ambienti montani. Questo impegno rafforza il nostro vasto programma di spedizioni per la conservazione e mira a sensibilizzare sull’impatto del turismo all’aperto e sostenere le comunità locali».

Le iniziative per l’estate
Per sensibilizzare maggiormente sui problemi che colpiscono tutti gli ambienti montani, Bally collabora con National Geographic su una campagna dedicata nell’edizione di luglio, che commemora il monte Everest, dal titolo “The Roof of the World”. La Fondazione Bally Peak Outlook collabora anche con organizzazioni sparse in tutto il mondo, come la International Climbing and Mountaineering Federation (Uiaa) per fornire finanziamenti e supporto, e onora i legami di Bally con la famiglia Tenzing Norgay, supportando il loro omonimo ente di beneficenza con programmi culturali ed educativi all’interno della comunità himalayana.

Una capsule ad hoc
Tutte le diverse iniziative definiscono l’impegno a lungo termine di Bally a preservare gli ambienti montani, atto a promuovere una consapevolezza in grado di tradursi in un più corretto e rispettoso comportamento. Incoraggiando i suoi clienti a unirsi alla causa, il marchio lancerà a novembre un’esclusiva capsule collection Bally Peak Outlook dove il 100% dei proventi andrà a beneficio di progetti futuri.

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