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Balneari contro +25% dei canoni, il governo apra un tavolo

«Meloni mantenga le promesse della campagna elettorale», spiega Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba Confesercenti, secondo cui «va sospeso» l’aumento del 25,15% dei canoni

Governo, Santanché: "Sulle deleghe alle concessioni balneari deciderà la presidente del Consiglio"

2' di lettura

I balneari chiedono al governo «un tavolo di confronto». «Meloni mantenga le promesse della campagna elettorale», spiega Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba Confesercenti, secondo cui «va sospeso» l’aumento del 25,15% dei canoni (il minimo a 3.377,50 euro), frutto della variazione dell’Indice Istat, annunciato venerdì dal ministero delle Infrastrutture. «Doveva essere massimo dell’11% - aggiunge -. Entro febbraio, poi, vanno approvati i decreti attuativi sulla concorrenza per le gare dal 2024, che per noi non sono possibili: il governo cosa farà? Meloni diceva che avrebbe lavorato per una diversa applicazione della Bolkestein».

I rincari

I canoni delle concessioni demaniali marittime saranno più alti del 25,15% nell'anno 2023, in base a quanto deciso dal ministero delle Infrastrutture, comunicando la consueta variazione dei canoni balneari in base agli indici Istat. Per le associazioni degli stabilimenti balneari si tratta dell'aumento più elevato mai avvenuto. L'aumento è stato calcolato facendo la media sul paniere Istat tra i prezzi all'ingrosso e i prezzi al dettaglio del 2022.

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Centrodestra: aprire un tavolo

«Sul tema balneari sarebbe utile a tutto il centrodestra convocare un tavolo di confronto con tutte le associazioni di categoria per valutare come intervenire sul decreto Milleproroghe», ha detto il capogruppo Lega al Senato Massimiliano Romeo. «Durante l’autunno e nella prima fase dell’inverno, le imprese balneari hanno subito gravissimi danni con autentiche distruzioni su tutto il litorale italiano. Da questo bisogna partire per capire che si tratta di una realtà da difendere e non di un settore da vessare» ha precisato il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri (FI). Anche da Fratelli d’Italia è arrivato l’impegno a non «lasciare indietro nessuno».

Pd all’attacco

«Questo governo sul turismo naviga a vista e in piena confusione, tanto da non aver neanche assegnato la delega al Demanio. Parliamo di un’industria strategica per il Paese, con numeri straordinari, che, partendo dalla ricettività, parlano di 226.855 esercizi alberghieri ed extra-alberghieri con più di 5,2 milioni di posti letto in Italia, dove i soli alberghi sono 32.202 per un totale di 2,2 milioni di posti letto», ha detto Il deputato del Pd, Andrea Gnassi.

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