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Balocco diversifica negli snack, nuovi sbarchi in tutta Europa

Intervista ad Alessandra Balocco al vertice dalla scomparsa del fratello: «Quello che è successo è drammatico ma abbiamo potuto affrontare e superare tutto questo perché Alberto non era un uomo solo al comando»

di Filomena Greco

La produzione per Natale. Le linee produttive del panettone in vista delle feste

3' di lettura

Sono passati meno di tre mesi dalla scomparsa di Alberto Balocco, amministratore delegato e presidente di una delle aziende storiche del comparto dolciario in Piemonte. Oggi Alessandra Balocco ha preso il suo posto alla guida dell’azienda. E meno di un mese fa la figlia maggiore di Alberto, Diletta Balocco, ha iniziato il suo percorso in azienda. «Quello che è successo è drammatico – racconta Alessandra Balocco – ma abbiamo potuto affrontare e superare tutto questo perché Alberto non era un uomo solo al comando. Lui era il nostro allenatore e diceva sempre, per scherzo, di non saper giocare a calcio ma di riuscire a motivare, coordinare, indicare gli obiettivi e guidare l’intera squadra».

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Che cosa è oggi la Balocco?

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Abbiamo circa 500 addetti e un fatturato previsionale che quest’anno supererà i 200 milioni di euro. All’inizio del Duemila abbiamo avviato una diversificazione importante, affiancando alla produzione di dolci per le ricorrenze, pandori, panettoni e colombe, anche la linea dei frollini per la prima colazione. Oggi siamo alla soglia di un nuovo passaggio industriale, che ha come obiettivo quello di far crescere la penetrazione sui mercati esteri che oggi assorbono il 14% della produzione.

Cosa state studiando?

Stiamo lavorando allo sviluppo di nuove tipologie di biscotti porzionati che presenteremo al sul mercato presumibilmente nel secondo semestre 2023. Si tratterà di prodotti fruibili anche come snack fuori pasto, vogliamo utilizzare questa proposta per consolidare e crescere soprattutto sui mercati stranieri, dove il biscotto per la colazione è poco utilizzato. L’idea è di fare tesoro della nostra esperienza nel comparto dolciario per realizzare prodotti nuovi, adatti anche al consumo fuori casa, con visual carton per un’ottimale esposizione a scaffale o a banco. Siamo all’inizio di un percorso che vediamo come una estensione del business dei frollini.

A che punto siete dello sviluppo?

Si sta lavorando a nuovi formati e ricette, le incognite degli ultimi due anni hanno rallentato un processo decisionale di solito molto veloce, ma su questo progetto stiamo andando avanti. Negli ultimi 10 anni Balocco ha investito 80 milioni in tecnologia ed immobili strumentali. Nel 2022 l’investimento ha interessato un nuovo parco macchine confezionatrici per le linee “biscotti”, infatti da poco è stata lanciata la nuova gamma di frollini ZeroPiù, che mette insieme i due trend principali del momento, senza zuccheri aggiunti e ricchi di fibre, e una nuova tecnologia per un upgrade qualitativo delle creme wafers, prodotti strategici per il mercato estero.

Quale è la vostra strategia in un momento complicato come questo?

Diversificare resta la nostra parola d’ordine in una contingenza molto complicata, dove i prezzi delle materie prime sono alle stelle e l’energia pesa sui bilanci. Nessuna variabile è davvero sotto controllo perché agli aumenti di prezzi registrati da farine, latte, uova e burro se ne aggiungono di nuovi, come lo zucchero, aumentato del 120%, o le la difficoltà a reperire alcuni ingredienti, come le uova, o gli imballi. Queste difficoltà aumenteranno nel 2023 e dovremo, nostro malgrado, rivedere anche i listini per la prossima Pasqua

Quale dinamica state registrando sul fatturato?

La previsione di fatturato per il 2022 fa segnare un +20-25%, ma si tratta di un dato gonfiato dalla dinamica inflattiva, i margini si sono notevolmente ridotti per colpa dell’aumento generalizzato dei costi di materie prime, imballi e produzione, a volumi costanti

Cosa vi aspettate dal prossimo Natale?

Il Natale costituisce un momento di vendita molto importante. Dopo due anni incerti, per colpa della pandemia, i retailer hanno razionalizzato il referenziamento dei prodotti. Sul sell in abbiamo segnali abbastanza positivi nonostante la contrazione dei volumi dovuto all'aumento dei prezzi, bisognerà attendere ora l’andamento del sell out che si giocherà nel prossimo mese.

Cosa ha significato per un’azienda come la vostra, molto legata ai valori dell’impresa familiare, perdere Alberto Balocco?

Quello che ci è successo è una cosa grave, inaspettata, ma abbiamo resistito, l’azienda ha resistito perché c’è un forte senso di appartenenza e una profonda conoscenza dei meccanismi interni. Alberto è sempre stato la voce dell’azienda all’esterno, ma io e lui abbiamo iniziato insieme, oltre trent’anni fa, e dopo poco è arrivato mio marito, Ruggero, che è responsabile dello stabilimento e che Alberto considerava come un fratello. Abbiamo una struttura solida, poco verticalizzata, con le persone della famiglia nei ruoli chiave accanto ai nostri collaboratori storici che rappresentano il capitale umano dell’azienda.

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