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Balza il Vix, l’indice della paura torna ai livelli Lehman

Da metà febbraio – da quando il Coronavirus si è imposto nell'agenda setting dei media globali uscendo dai confini asiatici – la volatilità sui mercati azionari si è impennata del 240%

di Vito Lops

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Da metà febbraio – da quando il Coronavirus si è imposto nell'agenda setting dei media globali uscendo dai confini asiatici – la volatilità sui mercati azionari si è impennata del 240%


2' di lettura

Quando le sedute di Borsa fanno male – come quella di oggi, che a sua volta è in scia a due settimane terribili per l'azionario globale - l'altra faccia della medaglia è vedere la volatilità prendere il largo. L'indice Vix –che misura la velocità delle escursioni delle quotazioni a Wall Street – è balzato nell'ultima seduta oltre 46 punti, mettendo a segno un rialzo quotidiano del 18%. Lo stesso indicatore nell'ultima settimana è salito del 40%.

Da metà febbraio – da quando il Coronavirus si è imposto nell'agenda setting dei media globali uscendo dai confini asiatici – la volatilità sui mercati azionari si è impennata del 240%. Ai valori attuali il Vix è tornato profondamente indietro nel tempo. Siamo ai livelli dell'estate del 2011 quando i mercati finanziari furono scossi dal contagio della crisi dei debiti sovrani nell'Eurozona dalla Grecia all'Italia. L'area dei 50 punti è la stessa del post-Lehman Brothers. Quando la banca d'affari fallì nel settembre del 2008 – segnando il punto più alto della crisi dei mutui subprime – il Vix superò addirittura gli 80 punti ma poi ci volle più di un anno prima che tornasse sotto i 20 punti, quella che viene considerata dagli investitori un'area di normalità. E che di solito viene accompagnata da graduali rialzi delle Borse.

Per il Vix si tratta della settima seduta consecutiva sopra i 30 punti, la striscia più lungo dall'estate del 2011. Di questo passo non è da escludere che la volatilità resti elevata anche nelle prossime settimane anche perché al momento il Coronavirus – che di fatto si sta trasformando nel nuovo cigno nero dei mercati – è al momento un virus senza vaccino e potenzialmente ad impatto globale. Allo stesso tempo la forte discesa dei rendimenti obbligazionari – con i Treasury a 10 anni scivolati nel nuovo minimo storico di 75 centesimi – vuol dire che gli investitori si aspettano altri tagli dei tassi per fronteggiare una situazione finanziaria giudicata del tutto incerta. E l'incertezza è il pane della volatilità, che piace tanto ai day-trader ma che preoccupa tutte le altre categorie di investitori e risparmiatori.

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