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Balzano i profitti di Unipol che consolida Bper

Il gruppo Unipol ha chiuso i primi nove mesi del 2019 con un utile di 923 milioni di euro, in crescita rispetto agli 843 milioni del 2018, grazie agli effetti del consolidamento a patrimonio netto della partecipazione in Bper, pari a 413 milioni. Sempre sul fronte assicurativo, Cattolica ha registrato nei nove mesi un utile operativo in discesa e profitti netti in aumento in un quadro complicato dagli eventi atmosferici

di Laura Galvagni


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(Imagoeconomica)

2' di lettura

Per UnipolSai profitti netti normalizzati in leggera crescita a 576 milioni (+1,8%). Ma un utile reported in forte contrazione a 509 milioni (in calo del 40%) come conseguenza di oneri straordinari per accordi sindacali e complice il fatto che lo scorso anno era stata registrata una plusvalenza da 309 milioni per la cessione della partecipazione in Popolare Vita.

Sul fronte della raccolta, a perimetro omogeneo, questa si è attestata a 10 miliardi (+23,4%), di cui il Danni a 5,7 miliardi (+2,7%) e il Vita a 4,3 miliardi (+39,9%) mentre il combined ratio di gruppo è salito al 94,1% dal 93,5% del 30 settembre 2018. Infine, sul fronte patrimoniale, resta solido il Solvency Ratio individuale che è salito al 278% (dal 253%) e quello consolidato al 249% (dal 202%).

La controllante Unipol, ha registrato invece profitti netti normalizzati per 577 milioni (+14,6%). Ben più alto l’utile netto reported dei nove mesi balzato a 923 milioni (+9,5%) come effetto di diverse poste straordinaria. In particolare, va tenuto conto del primo consolidamento a patrimonio netto del gruppo Bper (effetti positivi per 413 milioni), degli oneri legati ad accordi sindacali (88,5 milioni lordi) e per il 2018 la maxi plusvalenza (309 milioni) su Popolare Vita.

La raccolta diretta assicurativa è pari 10 miliardi (+16%), di cui il Danni 5,7 miliardi (+2,7%) e il Vita 4,3 miliardi (+39,9%). Il Combined Ratio peggiora leggermente dal 93,5% di un anno fa al 94,1% mentre il Solvency Ratio consolidato è salito al 179% dal 163%.

Nelle altre attività del gruppo UnipolRec, che gestisce crediti in sofferenza, ha registrato incassi per 83 milioni (31% del valore lordo) e ha un valore lordo di libro di 3,6 miliardi a fronte di un utile netto nei nove mesi di 11 milioni.

Sempre sul fronte assicurativo, anche Cattolica, che ha da poco ritirato le deleghe all'amministratore delegato Alberto Minali, per darle al direttore generale Carlo Ferraresi, ha registrato nei nove mesi un utile operativo in discesa e profitti netti in aumento in un quadro comunque complicato dagli effetti di numerosi eventi atmosferici.

Nel dettaglio, i profitti di questo primo scorcio dell'anno sono risultati in crescita del 15,8% a 84 milioni, a fronte di una raccolta complessiva a 5 miliardi (+16,5%) che è aumentata sia nel Vita (+23,4%) sia nel Danni (+3,3%). Sale però di 2,1 punti percentuale il Combined Ratio, che si attesta al 95,1%, anche per effetto degli eventi atmosferici prima menzionati. Quest'ultimi hanno pesato per 40 milioni sul risultato operativo dei nove mesi che arriva a 216 milioni, in calo del 6,4%. Il Solvency Ratio si attesta al 169% dal 165% del 30 giugno 2019.

Per tutto il 2019 la compagnia si aspetta risultati economici «sostanzialmente stabili» rispetto al 2018. Ferraresi ha commentato così i dati: «L’azienda si sta muovendo in continuità con la strategia di business presentata ai mercati: tutto il team manageriale, i dipendenti e i collaboratori continueranno a lavorare alacremente in questi mesi per rispettare gli obiettivi del piano industriale e ripagare la fiducia dei Soci e degli azionisti».

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