competitività

Balzo per i ricavi delle imprese italiane: 100 milioni in più al giorno

di Luca Orlando

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(Imagoeconomica)


3' di lettura

Cento milioni al giorno in più. La crescita decisa dei ricavi dell’industria italiana certifica la forza della ripresa, finalmente consolidata dopo un lungo periodo di stop and go. Indicazioni che si traducono in ottimismo crescente per imprese e famiglie, che anche a ottobre evidenziano un progresso nei propri indici di fiducia. Il rapporto-analisi sui settori produttivi realizzato da Intesa Sanpaolo e Prometeia offre un quadro positivo a tutto tondo, sia dal lato delle entrate che della redditività, tornata in linea con i valori pre-crisi. I ricavi manifatturieri nel 2017 cresceranno del 2,3% in valori costanti, del 4,3% in termini correnti, traducendosi in 36 miliardi di euro in più per le casse delle aziende. Un bilancio rassicurante, che ancora non chiude il gap rispetto al 2008 (58 miliardi) ma che spazza via lo scartamento ridotto sperimentato lo scorso anno, quando il progresso nei ricavi industriali si limitò ad appena sei miliardi di euro, lo 0,7% in più.

Risultati, spiegano i ricercatori, migliori rispetto a quanto ipotizzato all’inizio dell’anno grazie in particolare alla spinta fornita da consumi e investimenti sul mercato interno, rivelatasi superiore alle attese.

Prospettive che restano favorevoli anche nel prossimo biennio, con crescite delle vendite a prezzi costanti nell’ordine del 2%, grazie a esportazioni (+3,4%) che manterranno un tasso di progresso doppio rispetto alla domanda interna, comunque stabilmente positiva.

Se il comparto auto in termini settoriali rappresenta il principale motore del 2017, in prospettiva è l’area della meccanica, già in progresso robusto quest’anno, quella vista in maggiore salute. Grazie soprattutto a una ritrovata tonicità del mercato interno (rilanciato nella componente macchinari dagli incentivi 4.0), che si affianca alla tradizionale forza dell’export.

LA CRESCITA DEI SETTORI

Variazioni % rispetto all'anno precedente. (Fonte: Intesa Sanpaolo e Prometeia)

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Più in generale proseguirà la progressiva ricomposizione del manifatturiero italiano verso i settori più evoluti, con risultati di crescita superiori alla media per autoveicoli, farmaceutica, elettrotecnica. In un biennio in cui al momento non si prevede alcun segno meno tra i 15 comparti monitorati.

Grazie allo scatto dei ricavi 2017, per alcuni settori (alimentare, largo consumo, farmaceutica e autoveicoli), i valori correnti sono già oltre i livelli pre-crisi mentre allo stesso tempo si segnala quasi ovunque un recupero della redditività.

L’analisi condotta sui bilanci evidenzia buoni risultati già nel 2016, che potranno migliorare ancora alla luce del recupero dei volumi in atto ma anche delle nuove normative fiscali. Il ritorno sugli investimenti supera così l’8%, a ridosso dei livelli pre-crisi, così come in miglioramento è anche la redditività del capitale proprio, arrivata all’8,5%.

La serie positiva di indicazioni quantitative arrivate per produzione, ricavi, ordini ed export, si allinea finalmente alle aspettative delle imprese, i cui indici di fiducia per mesi sono stati un passo avanti rispetto ai risultati concreti.

L’ottimismo, confortato dagli ultimi numeri, si conferma il sentimento prevalente anche a ottobre, con l’indice di fiducia delle imprese – rilasciato ieri dall’Istat – che lievita di un punto (109,1), terzo rialzo mensile consecutivo che porta il valore ai massimi da giugno 2007.

Un miglioramento diffuso a tutti i settori ad eccezione delle costruzioni, con la manifattura che tocca il nuovo massimo da maggio 2007 grazie in particolare alla spinte dei beni intermedi e delle aziende impegnate nella produzione di beni strumentali, anche in questo caso in grado di toccare un nuovo massimo da fine 2007. Per la manifattura vi sono indicazioni positive dal lato della produzione e torna finalmente il segno più nei giudizi sugli ordini (mancava da agosto 2007), con un saldo di risposte ancora migliore per le commesse previste in futuro.

Le imprese non sono però le sole a sorridere, con l’indice di fiducia dei consumatori segnalato dall’Istat in progresso per il quinto mese consecutivo, il massimo (a quota 116,1) da gennaio 2016.

Tra le serie che compongono l’indice si segnala un miglioramento dei giudizi e delle aspettative sulla situazione personale mentre il saldo relativo all’opportunità attuale all’acquisto di beni durevoli registra un nuovo aumento riportandosi sui livelli di gennaio 2017.  

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