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Balzo record per la produzione industriale. Al rialzo le stime sul Pil

di Luca Orlando

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(ANSA )


2' di lettura

Chiusura col botto per la produzione industriale italiana, in crescita a dicembre 2016 del 6,6%. Quinto progresso tendenziale consecutivo (il più robusto dell’anno, il top da agosto 2011) che rialza in modo significativo la crescita globale annua, salita all’1,6%, mezzo punto in più rispetto all’anno precedente, massimo per l’Italia dal 2010. Progresso visibile anche nel confronto mensile (+1,4%) e corretto verso l’alto dall’Istat rispetto al dato grezzo per tenere conto del calendario meno favorevole.

Produzione, credito, investimenti: tre motivi per ritrovare l'ottimismo

Il contributo positivo dell’industria al valore aggiunto del quarto trimestre è a questo punto ben superiore rispetto alle stime precedenti degli analisti, il che rende praticamente acquisita una crescita del Pil 2016 pari allo 0,9%, con l’ipotesi non remota di un progresso pari all’1% (le stime del Governo sono ferme allo 0,8%).

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L’intervallo di stima 0,9%-1% è l’ipotesi di Paolo Mameli, senior economist di Intesa Sanpaolo, che identifica inoltre un effetto statistico positivo per il primo trimestre 2017 con l’ipotesi di una crescita del Pil nel periodo gennaio-marzo pari allo 0,2%.

Un dato rassicurante, quello di dicembre per l’output, soprattutto perché corale, risultato di un progresso che abbraccia tutti i macro-comparti. Un contributo rilevante arriva dalla produzione di energia (+11,9%), affiancata però da performance significative anche per beni intermedi e strumentali, entrambi in progresso di oltre il 7%. Segno probabile di una ripresa del ciclo di investimenti, come segnalato dai dati di novembre e dicembre del credito a medio-lungo termine, in decisa crescita.

LA PRODUZIONE INDUSTRIALE

Da dicembre 2014 a dicembre 2016. Indice mensile destagionalizzato e variazione % tendenziale (dati corretti per gli effetti di calendario, base 2010=100) (Fonte: Istat)

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Tra i settori monitorati, l’unico in rosso è il tessile mentre altrove ci sono solo crescite, in più di un caso (mezzi di trasporto, metallurgia e computer) anche a doppia cifra. Nella media dell’intero anno, grazie ai progressi dell’auto, il miglior comparto è quello dei mezzi di trasporto, in crescita del 5,1%.

Nella media annua la produzione industriale cresce dunque dell’1,6% e per trovare un dato migliore occorre tornare al progresso di oltre sei punti del 2010, un rimbalzo tuttavia quasi fisiologico dopo il crollo vicino al 20% realizzato l’anno precedente. Con lo scatto di dicembre l’indice dell’output industriale in Italia si porta a quota 96,5 (il 100 di riferimento è il 2010), per trovare un livello superiore occorre tornare al lontano dicembre del 2011, un balzo indietro di cinque anni.

LA GRADUATORIA PER SETTORE

Dicembre 2016. Settori di attività secondo le variazioni percentuali sullo stesso mese dell'anno precedente (indici corretti per gli effetti di calendario, base 2010=100) e totale (Fonte: Istat)

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Una ripresa che vede i settori muoversi in ordine sparso, con alcuni comparti già oltre la soglia del 2010. Situazione che si verifica per farmaceutica (113,7), macchinari (104,4) e soprattutto mezzi di trasporto, arrivati a quota 113,4. Determinante, come detto, la ripresa dei volumi produttivi di Fca in Italia, con un output di autoveicoli arrivato a quota 136,6, praticamente il doppio rispetto ai periodo più cupi di fine 2012-inizio 2013.

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