I dubbi dei genitori

Bambini e vaccini: ecco le risposte dei pediatri ai dubbi dei genitori

Il parere della Società italiana di pediatria sulle vaccinazioni ai bambini da 5 a 11 anni

di Nicoletta Cottone

Pediatri: ecco perché bisogna vaccinare i bambini

7' di lettura

Il vaccino per i bambini da 5 a 11 anni è sicuro? Perché bisogna vaccinarli se la malattia lieve? Se hanno contratto il virus devono vaccinarsi? A questi e ad altri dubbi frequenti dei genitori alle prese con la vaccinazione dei figli da 5 a 11 anni rispondono gli esperti della Sip, la Società italiana di pediatria, a partire dalla presidente Annamaria Staiano che ha ricordato come i contagi stiano «aumentando notevolmente». Identica la quarantena prevista per i minori (sarebbe stata «una discriminazione» fare altrimentri, sottolinea Annamaria Staiano). E i vaccini stentano a decollare: 340mila prime dosi su tre milioni di bambini. La struttura commissariale del generale Francesco Paolo Figliuolo ha reso noto che il 5 gennaio sono stati vaccinati con prima dose 34mila bambini dra i 5 e gli 11 anni. E che sono in arrivo 708mila dosi pediatriche di Pfizer fra il 5 e l’8 gennaio. Ecco le domande e le risposte eloaborate dalla Società italiana di pediatria.

Ritiene che il vaccino Covid-19 sia sicuro per i bambini?

Risponde Annamaria Staiano, presidente Società italiana pediatria

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«Come Società Italiana di pediatria siamo a favore del vaccino 5-11 anni perché lo riteniamo sicuro ed efficace. Gli studi condotti in fase 3 hanno dimostrato un'efficacia superiore al 90%. Per quanto riguarda la sicurezza possiamo anche considerare gli studi di fase 4, cioè dopo aver vaccinato milioni di bambini. Sappiamo, infatti, che in America sono stati vaccinati più di 3 milioni di bambini nella fascia d'età tra i 5 e gli 11 anni, così come nella stessa fascia d'età sono stati vaccinati bambini in Israele e in Canada. Gli effetti collaterali sono minimi, del tutto sovrapponibili a quelli delle altre vaccinazioni».

Pediatri: ecco come gestire la vaccinazione Covid e le altre

Perché bisogna vaccinare i bambini visto che nella maggior parte dei casi contraggono la malattia in forma lieve?

Risponde Giuseppe Banderali, vicepresidente Società italiana pediatria

«Bisogna vaccinare i bambini nella fascia d'età 5-11 anni perché pur avendo delle manifestazioni cliniche meno gravi degli adulti, e soprattutto degli anziani, anche in questa fascia d'età ci sono molti bambini che sono stati ospedalizzati per la patologia da coronavirus, sia in Italia che nel resto del mondo. Ci sono bambini finiti in terapia intensiva pediatrica e purtroppo alcuni che sono mancati. Per questo motivo anche loro hanno gli stessi diritti di tutta la popolazione mondiale ad essere vaccinati con un vaccino efficace che si sta evidenziando essere molto sicuro visto la grande quantità di vaccini che sono ormai stati eseguiti in tutto il mondo».

I bambini vanno preparati alla vaccinazione? Ci sono delle indicazioni alimentari o farmacologiche da seguire prima di effettuarla?

Risponde Renato Turra, vicepresidente Società italiana pediatria

«Credo sia opportuno chiarire che questa grande opportunità che stiamo avendo non deve essere considerata diversa, come importanza e applicazione, dalle altre vaccinazioni che vengono fatte normalmente. Abbiamo già un'esperienza sufficientemente ampia per essere tranquilli e quindi poter rassicurare i genitori. Per i bambini, qualora siano nell'età, si può far loro comprendere che il vaccino è un piccolo pizzicotto che viene fatto per il loro bene, in un momento in cui è proprio necessario che anche loro siano protetti e proteggano anche altre persone. Questo per quanto riguarda la preparazione psicologica del bambino anche se più che altro lavorerei sulla preparazione psicologica dei genitori in modo che presentino in modo positivo la vaccinazione.Per il resto né dal punto di vista alimentare né da quello farmacologico ritengo ci sia nulla da fare. Come tutte le vaccinazioni potrebbe succedere che successivamente possa esserci qualche piccolo fastidio locale o disturbo. In questo caso si tratta sempre allo stesso modo: impacchi di arnica o impacchi freddi e semplicemente un po' di paracetamolo nel caso ci fosse una piccola reazione febbrile. Oltre a questo non ci aspettiamo altre problematiche».

Quali sono gli effetti avversi della vaccinazione?

Risponde Rino Agostiniani, Tesoriere Società italiana pediatria

«I dati degli studi che abbiamo attualmente a disposizione sono quelli che hanno portato all'approvazione della vaccinazione nella fascia d'età 5-11 da parte degli organismi internazionali di verifica e controllo. Questi dati ci dicono che gli effetti avversi sono rari e di lieve entità: dolore locale, senso generale di malessere, mal di testa. Tutto questo accade in situazioni molto rare e in maniera simile a quello che si verifica per le fasce d'età più avanzate. Nella fascia 12-16 anni sono stati descritti dei casi di miocardite ma abbiamo visto che si tratta di eventi assolutamente rari, ad evoluzione benigna e che sono sicuramente molto meno frequenti e importanti di quello che invece può accadere una volta che si viene in contatto con il virus».

Ci sono bambini che non possono essere vaccinati? Nei confronti dei bambini fragili bisogna adottare delle particolari cautele prima delle vaccinazioni?

Risponde Giovanni Corsello, Editor in Chief Italian Journal of Pediatrics

«La vaccinazione anti-Covid nei bambini 5-11 anni è sicura ed efficace, dati internazionali ce lo confermano e ci danno garanzie. I bambini con malattie croniche e i bambini fragili sono particolarmente avvantaggiati da questa vaccinazione perché sono quelli che rischiano di più dalla malattia. Rischiano in termini di complicanze, in termini di rischio di ospedalizzazione, in termini anche di sequele tardive. Quindi i bambini con malattie croniche vanno assolutamente protetti e non sono necessari esami o indagini preliminari per la vaccinazione. Naturalmente, come avviene anche per altre vaccinazioni, questa non può essere eseguita se vi sono patologie febbrili o infettive intercorrenti. Esistono pochi bambini con patologie croniche che non possono eseguire la vaccinazione e sono quelli che fanno terapia con chemioterapici, con altri prodotti che riducono la risposta immunitaria o che hanno delle patologie in corso che possono compromettere la risposta immunitaria come, ad esempio, alcune patologie neoplastiche in corso di trattamento. Solo queste categorie di bambini sono in questo momento esentate dalla vaccinazione, tutti gli altri non solo sono suscettibili di vantaggi e di protezione con le vaccinazioni ma vanno motivati a farla».

La vaccinazione potrebbe avere degli effetti a lungo termine sui bambini?

Risponde Giovanni Vitali Rosati, Tavolo Tecnico Vaccinazioni Sip

«Dobbiamo distinguere due tipologie di problemi: una di tipo biologico e una basata sui dati. Quest'ultima al momento non è possibile averla in quanto dobbiamo fare un periodo di osservazione e follow up sufficientemente lungo per poter dire cosa succederà più tardi, tra qualche anno o tra diversi mesi. La sperimentazione di cui abbiamo disponibilità ha avuto un follow up piuttosto breve durante il quale non si sono verificati effetti collaterali importanti, neanche le miocarditi. Dal punto di vista biologico, invece, posso escludere che ci possano essere degli effetti collaterali a lungo termine. É una bufala che l'mRNA messaggero rimanga nel vaccinato e possa a lungo termine andare a dare qualche alterazione. Sappiamo, infatti, che questo mRNA messaggero una volta entrato nel nostro organismo dà il messaggio della costruzione della proteina spike e poi viene immediatamente distrutto, quindi non ci sono alterazioni genetiche. Da questo punto di vista dunque massima tranquillità. Dal punto di vista dei dati disponibili, invece, ancora non li abbiamo e quindi potremo rispondere bene a questa domanda tra un po' di tempo».

I bambini che hanno contratto il Covid devono vaccinarsi?

Risponde Guido Castelli Gattinara, Presidente Sitip, Società italiana di infettivologia pediatrica

«Sì, anche i bambini che hanno contratto il Covid devono vaccinarsi. Questo perché è stato dimostrato che l'immunità che provoca la malattia da virus selvaggio, cioè dopo l'infezione, non è sufficientemente alta da proteggere i bambini per un periodo sufficientemente lungo. Negli studi che sono stati effettuati negli adulti si è visto che dopo la vaccinazione l'immunità raggiunge livelli molto più alti e che la risposta immunitaria è molto più protettiva. Tanto è vero che ci sono studi scientifici che hanno dimostrato come i soggetti vaccinati si infettano di meno dopo una prima infezione rispetto a quelli che invece hanno solo avuto l'infezione. La risposta anticorpale è potenziata dalla vaccinazione, ecco perché anche nei bambini dobbiamo fare la vaccinazione dopo l'infezione da Covid-19. Naturalmente prima di vaccinare dobbiamo aspettare che le manifestazioni cliniche siano completamente passate, che la quarantena sia finita, che non ci sia più dimostrazione di sintomi o della presenza di virus in circolo. Sarà sufficiente fare una sola dose soprattutto se è fatta nell'ambito di 6 mesi dopo l'infezione. Se invece sono passati più di 6-12 mesi i bambini andranno vaccinati come gli altri con le due dosi standard a distanza di 3 settimane l'una dall'altra».

I bambini asmatici e con problemi respiratori, se contagiati dal Sars-Cov-2, hanno conseguenze più serie? Possono essere vaccinati?

Risponde Fabio Midulla, Presidente Simri, Società italiana malattie respiratorie infantili

«I bambini che soffrono di asma sono bimbi che devono essere considerati fragili rispetto al Sars-CoV-2. Sappiamo tutti, infatti, che il Sars-CoV-2 fa parte dei virus respiratori e quindi c'è il rischio che i bambini con l'asma che prendono questa infezione possano avere delle forme più gravi. Anche se dalla letteratura sembrerebbe che i bambini con l'asma che hanno contratto l'infezione abbiano poi avuto una forma lieve. Il vaccino contro il Covid devono farlo assolutamente, devono essere considerati una popolazione fragile. In generale l'allergia (agli inalanti, all'acaro, ai pollini) non è assolutamente una controindicazione a vaccinarsi contro il Covid. L'unica controindicazione vera è essere allergici al PEG (polyetylenglycol) che è una sostanza che sta dentro al vaccino ma che si trova anche in molte altre sostanze come saponi, shampoo, detersivi e in alcuni altri farmaci. Quindi è difficilissimo che un paziente vada a fare il vaccino per il Covid e non sappia che ha un'allergia contro questa sostanza. Se poi dopo il vaccino si hanno delle reazioni particolari cutanee allora il soggetto va rivalutato prima di fare la seconda dose».

Come gestire la vaccinazione per il Covid e le altre previste in questa fascia d'età?

Risponde Susanna Esposito, Responsabile Tavolo tecnico malattie infettive Sip

«Le vaccinazioni di routine per gran parte possono essere somministrate in concomitanza con i vaccini contro il Covid. I genitori devono ricordarsi l'importanza di mantenere elevate coperture vaccinali per quelli che sono i vaccini tradizionali dell'età pediatrica e adolescenziale e nel contempo vaccinare contro il Covid in contemporanea o a qualsiasi distanza di tempo. Fa eccezione il vaccino contro morbillo, parotite, rosolia e varicella (MPRV) che è un vaccino a virus vivo attenuato. In questo caso è necessario rispettare una distanza di 14 giorni prima o dopo la somministrazione o del vaccino MPRV o del vaccino contro il Covid. Saranno i centri vaccinali che osserveranno se vi è stata la somministrazione dell'uno e dell'altro e quindi si occuperanno di garantire questa distanza. Va però ribadita l'importanza di una copertura vaccinale elevata per quelli che sono i vaccini di routine e anche l'importanza della vaccinazione per il Covid nei bambini e negli adolescenti».

Come gestire la vaccinazione per il Covid e quella antinfluenzale?

Risponde Elena Bozzola, Consigliere Sip

«Le vaccinazioni antinfluenzale e anti-Covid possono essere effettuate nella stessa seduta vaccinale in due sedi anatomiche differenti. Farle in contemporanea non è un problema per il bambino, al contrario, è un vantaggio in termini di protezione contemporanea verso due infezioni. I vaccini nascono per stimolare la risposta immunitaria e non stressano il nostro sistema immunitario. Il sistema immunitario dei bambini è molto potente e può rispondere pertanto in contemporanea a più vaccinazioni. La vaccinazione contro l'influenza è importante per prevenire non solo l'infezione, per bloccare la circolazione del virus, ma soprattutto per prevenire le forme più severe e le forme più complicate, quelle che richiedono l'ospedalizzazione. Il virus Sars-CoV-2, in particolar modo con le sue varianti, ci siamo resi conto che sta colpendo molto più frequentemente, rispetto all'inizio della pandemia, i nostri bambini. Il vaccino ha superato i trial ed è attualmente utilizzato in tanti paesi tra cui Israele, Usa, Canada, in cui non ha mostrato degli effetti collaterali degni di importanza. Per cui è importante vaccinarsi verso entrambi: verso l'influenza e verso il Covid».

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