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Banane ed euforia sul mercato ad Art Basel Miami Beach

L’opera di Cattelan provoca le reazioni del mondo social e l’attenzione dei media, ma la proposta artistica delle 269 gallerie pur improntata sull'arte americana, è globale. Forti le vendite e grande attenzione al cambiamento climatico

di Silvia Anna Barrilà


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La famosa banana di Maurizio Cattelan allo stand di Emmanuel Perrotin ad Art Basel Miami Beach 2019, intitolata “Comedian”, di cui sono state vendute due edizioni a 120.000 $

5' di lettura

Cattelan colpisce ancora. Il re della provocazione artistica è riuscito di nuovo a far parlare di sé, questa volta con un'opera che rappresenta il suo ritorno ad una fiera d'arte dopo 15 anni di assenza: una banana attaccata alla parete con lo scotch al prezzo di 120.000 dollari. Il titolo, “Comedian”, non poteva essere più calzante. Il gallerista francese di Cattelan, Emmanuel Perrotin , ne ha vendute ben due edizioni su tre a due collezionisti privati francesi, mentre la terza sarà venduta a 150.000 dollari ad un museo. Ci sarebbero già due istituzioni interessate, secondo quanto riferisce Artnet News. L'artista, che ci lavora da un anno, ha considerato di realizzare l'opera in resina e in bronzo, ma dopo alcuni tentativi è tornato all'idea originale della banana vera. Un'opera che ha attirato folle di visitatori muniti di telefono in mano per fotografare e condividere, ma che non è niente di nuovo se pensiamo alla “Merda” d'Artista di Manzoni e, ancora prima, all'”Orinatoio” di Duchamp. In passato l'artista padovano ha attaccato alla parete con lo scotch anche il suo gallerista italiano, Massimo De Carlo.

La fiducia nel mercato
Lo scenario per questa trovata non poteva essere che Art Basel Miami Beach , la fiera delle feste e degli eccessi, la cui 19ª edizione è in corso in Florida in questi giorni (5-8 dicembre). Le 269 gallerie presenti, provenienti da 33 paesi (20 gallerie partecipano per la prima volta) hanno riportato un bilancio positivo, secondo alcuni migliore di quello dell'anno scorso, con numerose vendite nei primi giorni di apertura a collezionisti e vip. Un clima di fiducia confermato da un nuovo studio di Ubs , secondo cui il 70% dei collezionisti americani sono ottimisti riguardo all'andamento del mercato. Ubs ha intervistato 404 investitori americani con 1 milione di dollari in asset investibili che negli ultimi anni hanno speso un minimo di 10.000 dollari in arte o antichità.

Lo stand della galleria Pace ad Art Basel Miami Beach 2019 con opere di artisti storici in dialogo con i contemporanei. La galleria ha venduto più di 20 opere nelle prime ore della fiera a prezzi tra 70.000 e 1 milione di dollari, Courtesy Pace Gallery

Per esempio, la galleria Pace ha venduto più di 20 opere nelle prime ore della fiera a prezzi tra 70.000 e 1 milione di dollari. La galleria, che l'anno prossimo compie 60 anni di attività ed è stata fondamentale per l'Espressionismo Astratto e del Minimalismo, ha indagato l'influenza di questi movimenti nel contemporaneo e ha accostato artisti del dopoguerra con nomi del presente, per esempio opere di Sam Gilliam, artista molto “hot” in questo momento che si è ha appena unito alla galleria, erano esposte vicino a quelle di Arlene Shechet, oppure quelle di Agnes Martin (la galleria ha venduto il secondo giorno una sua opera da 1,5 milioni di dollari) vicino a Tara Donovan.

L'offerta artistica in fiera
In generale la proposta artistica - pur essendo, rispetto alle altre edizioni della fiera, maggiormente improntata all'arte americana e, soprattutto, a quella del Sud America - è globale, con un livello di qualità elevato. C'erano opere di tutti i grandi protagonisti del contemporaneo, come Yayoi Kusama, Jaume Plensa, Georg Baselitz, Jenny Holzer, Cindy Sherman, Jeff Koons, Donald Judd, Gerhard Richter. Per favorire anche le gallerie meno affermate, sono state introdotte agevolazioni sui prezzi degli stand. Per esempio, il 20% di sconto per le gallerie d'arte contemporanea che mostravano per la prima volta nella sezione principale (non per quelle d'arte moderna presenti per la prima volta), per cui la spesa per uno stand di 50 m2 era di 34.200 invece di 42.750 dollari. Tra le new entries di quest'anno nel settore Nova (dove lo stand costa 22.500 dollari) c'era Mariane Ibrahim , una gallerista che si è di recente trasferita a Chicago da Seattle e sta avendo grande successo con il suo programma incentrato sull'arte della diaspora africana. Al suo stand ha registrato il tutto esaurito con dipinti di Amoako Boafo a prezzi tra 15.000 e 45.000 dollari. Astro nascente del Ghana, 35 anni, residente a Vienna, era anche l'artista in residenza al Rubell Museum.

Amoako Boafo, Cobalt Blue Earing, 210 x 170 cm, olio su tela, 2019, Courtesy Mariane Ibrahim, astro nascente del registrato del Ghana, 35 anni, residente a Vienna, i suoi dipinti hanno registrato il tutto esaurito a prezzi tra 15.000 e 45.000 dollari

Arte oversize
Tra le novità di quest'anno in fiera c'è stata una nuova sezione dedicata alle opere di grandi dimensioni chiamata Meridians, ispirata alla sezione Unlimited di Basilea, ma non alla stessa altezza. Le opere erano circa la metà di quelle solitamente esposte a Basilea e la sezione non è riuscita a suscitare lo stesso impatto anche per via dell'ambiente, non così grandioso come quello della fiera svizzera, e con una moquette a fantasia che non aiuta le opere. In questa sezione l'italiana Galleria Continua ha venduto il primo giorno un'opera di José Antonio Suárez Londoño composta da 365 disegni realizzati ogni giorno dell'anno 2005. Il prezzo richiesto era 450.000 dollari. Un'altra opera venduta è stata una di quelle più “instragrammate” della sezione, “The Garden” di Portia Munson, una camera da letto stracolma di peluche e fiori finti che critica i cliché sulla rappresentazione dell'identità femminile, venduta da PPOW a 225.000 dollari a Steve Wilson, fondatore della catena 21c Museum Hotels .

“The Garden” di Portia Munson, una camera da letto stracolma di peluche e fiori finti che critica i cliché sulla rappresentazione dell'identità femminile, venduta da PPOW a 225.000 dollari a Steve Wilson, fondatore della catena 21c Museum Hotels

Focus Latino-americano
Forte la presenza di artisti sudamericani, in particolare dall'Argentina, che negli ultimi tre anni è stata partner di Art Basel con l'iniziativa Art Basel Cities Buenos Aires e che durante la fiera è stata al centro della mostra “Disruptions” a Collins Park. Considerato l'attuale clima di instabilità politica ed economica di molti paesi del Sudamerica, i galleristi provenienti da questi paesi hanno puntato su Art Basel Miami Beach come fonte di finanziamento per il resto dell'anno. Sebbene la spesa sia molto impegnativa a causa della svalutazione delle monete locali rispetto al dollaro, la possibilità di incontrare gli acquirenti internazionali vale lo sforzo.

L'installazione di Leandro Erlich sulla spiaggia di Miami Beach durante Art Basel Miami Beach 2019

Artisti e collezionisti contro il cambiamento climatico
Un altro artista argentino è stato protagonista di questa settimana dell'arte a Miami (e anche in questo caso Instagram ha fatto la sua parte): Leandro Erlich, che ha creato una grande installazione sulla spiaggia con una lunga fila di macchine in coda in autostrada completamente ricoperte di sabbia. Una visione post-apocalittica che suona come un avvertimento in questi tempi minacciati dal cambiamento climatico. Mentre a Madrid si svolge il vertice sul clima, il tema del clima è stato tra i più sentiti, soprattutto considerato che la stessa Miami Beach entro il 2045 potrebbe essere sommersa per il 30% dall'acqua.

L'installazione di Elmgreen and Dragset “Bent Pool” davanti al Convention Center di Miami Beach, sede di Art Basel Miami Beach

Un'enorme piscina distorta del duo scandinavo Elmgreen & Dragset commissionata dalla città e installata davanti al Convention Center si riferiva proprio ai cambiamenti inevitabili di fronte ai quali si trova la città - un luogo di vacanza ma anche un paesaggio in divenire. Un problema sentito non solo dagli artisti, ma anche dagli altri protagonisti del mondo dell'arte, tanto che la stessa fiera si sta muovendo per alleggerire la sua “carbon footprint”. Secondo lo stesso studio sopra nominato di UBS, più della metà dei collezionisti (59%) prende in considerazione opzioni sostenibili, per esempio scegliendo imballaggi riciclati e soluzioni di consegna alternative. La tematica è ancora più sentita dai millennials (89%). Per il clima i collezionisti sono disposti a sostenere costi superiori, come hanno dichiarato l'86% dei collezionisti. Un quarto di loro è pronto a pagare anche il 25% in più.

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