Guerra in Ucraina

Banane, i produttori ecuadoriani in crisi a causa del crollo dell’import russo

Alla Russia va in genere il 20% dell’export: quantità invendute e calo dei prezzi stanno portando alla chiusura dei siti produttivi e alla disoccupazione

di Silvia Marzialetti

Una coltivazione di banane in Ecuador (Reuters)

2' di lettura

L’Ecuador, il più grande esportatore mondiale di banane, sta subendo le conseguenze delle sanzioni internazionali contro la Russia: quantità invendute, sovrapproduzione e calo dei prezzi stanno portando alla chiusura dei siti produttivi e alla disoccupazione forzata. Destinataria del 21% delle esportazioni di banane ecuadoriane (698 milioni di dollari l’anno), la Russia ha smesso di ricevere spedizioni da quando ha invaso l’Ucraina.

Nel sobborgo di El Triunfo, cittadina vicino a Guayaquil, porto principale dell’Ecuador, la lenta carovana dei camion che trasportavano il prodotto si è interrotta di colpo. I nastri trasportatori sono silenziosi, le vasche vuote. «I caschi di banane immagazzinate potrebbero riempire sei container – lamenta Mireya Carrera, 62enne manager dell’azienda che da 35 anni coltiva 28 ettari di piantagioni di banane etichettate Chiquita –.Riempivo tre contenitori a settimana, con quasi 3mila casse da 20 kg ciascuna: oggi ho 7mila pezzi senza acquirente», racconta, infastidita, ad Afp.

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Afferma di non aver mai dovuto affrontare una crisi del genere, perché al calo delle esportazioni si aggiunge un vertiginoso calo dei prezzi sul mercato locale dovuto all’invenduto.«Ogni anno il problema dei prezzi troppo bassi si ripropone, ma oggi mi è impossibile firmare un contratto di acquisto dignitoso, quindi preferisco regalare i prodotti», dice Carrera, i cui dipendenti sono rimasti abbandonati, perchè non possono più essere pagati.

Secondo la Banca Mondiale, l’Ecuador è stato il primo esportatore mondiale di banane nel 2020 (3,83 miliardi di dollari di ricavi), davanti a Filippine (1,66) e Costa Rica (1,28). Nello stesso anno gli Stati Uniti (2,58 miliardi di dollari) erano il principale importatore, davanti alla Cina (959 milioni) e al Giappone (902).Ma l’Ecuador è fortemente dipendente dal mercato russo

«Una banana su cinque che l’Ecuador produce va in Russia, e il 2% in Ucraina», lamenta Franklin Torres, presidente della Federazione nazionale dei produttori di banane (Fenaba) –. Dalla prima settimana di guerra, le casse di banane destinate a questi due mercati sono state inviate verso altri mercati, provocando un calo dei prezzi», sottolinea il direttore dell’Associazione degli esportatori di banane (Aebe), José Antonio Hidalgo.«Il costo di produzione è di oltre 5,50 dollari per cassa e il prezzo minimo è di 6,25 dollari per cassa – afferma Torres –. Gli acquirenti al momento offrono un dollaro, due dollari al massimo: è davvero un insulto commerciale», si sfoga. E conclude: «In tre settimane abbiamo perso più di dieci milioni di dollari».

«Un milione di pezzi non ha trovato acquirenti e gli altri mercati, considerato il surplus dell’Ecuador, stanno iniziando a far scendere i prezzi», osserva il presidente della Banana marketing and export association (Acorbanec), Richard Salazar .L’industria ecuadoriana delle banane genera circa 50mila posti di lavoro diretti e 250mila posti di lavoro indiretti. Secondo Acorbanec, la guerra in Ucraina ha già lasciato a terra circa 6mila lavoratori a tempo indeterminato.I produttori hanno protestato la scorsa settimana distribuendo banane gratuite. Si appellano al governo, chiedendo che compri i pezzi invenduti per i suoi programmi di aiuto alimentare. Richiesta che il presidente Guillermo Lasso ha definito irricevibile. Per il direttore di Acorbanec trovare una destinazione alternativa è un’utopia. «Non c’è mercato al mondo che possa comprare tante banane ecuadoriane quanto la Russia», dice.

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