Il processo

Banca Etruria, 22 assoluzioni e una sola condanna

All’ex consigliere di amministrazione Alberto Rigotti è stata inflitta una pena di 6 anni di reclusione per il reato di bancarotta

Articolo aggiornato l’1 ottobre alle ore 10:56

2' di lettura

Si è concluso con 22 assoluzioni (perchè il fatto non sussiste) su 23 imputati il maxi processo per il crac di Banca Etruria. È questa la sentenza emessa questa mattina dal Tribunale di Arezzo relativamente al filone principale di indagine sul dissesto dell’istituto di credito aretino. Il verdetto è stato pronunciato dal presidente del collegio, Gianni Fruganti. Unico condannato il finanziere trentino Alberto Rigotti, ex consigliere di amministrazione, a cui è stata inflitta una pena di 6 anni di reclusione per il reato di bancarotta.

Il processo

La Procura di Arezzo aveva chiesto la condanna per tutti e 24 gli imputati (uno nel frattempo è deceduto nella scorsa estate), tra ex componenti dei consigli di amministrazione e dirigenti dell’istituto di credito, accusati, a vario titolo, dei reati banca rotta fraudolenta e banca rotta semplice. Nel corso della requisitoria i sostituti procuratori Julia Maggiore e Angela Masiello avevano chiesto pene che in totale assommavano a 64 anni di reclusione. Le pene richieste andavano da un massimo di 6 anni e 6 mesi (per Rigotti) ad un minimo di un anno. Le parti civili hanno già annunciato che presenteranno ricorso contro la sentenza di assoluzione.

Loading...

Tra gli assolti l’ex presidente dell’ultimo cda della banca Lorenzo Rosi. Nel gennaio del 2019 erano già stati condannati con rito abbreviato altri quattro imputati tra cui l’ex presidente Giuseppe Fornasari e l’ex direttore generale Luca Bronchi.

Tra gli indagati dirigenti e consiglieri dell’istituto di credito aretino. Nel gennaio 2019 il gup, sempre per il crac della banca, aveva condannato con rito abbreviato, a 5 anni l’ex presidente Giuseppe Fornasari e l’ex direttore generale Luca Bronchi, a due anni e 6 mesi l’ex vicepresidente Alfredo Berni e un anno e 6 mesi l’ex consigliere Rossano Soldini.

Difesa Rosi: smontate le accuse

“Il tribunale ha smontato le accuse a carico di ex consiglieri e dirigenti dimostrando che la crisi di Banca Etruria è dipesa da altre cause esterne al loro ruolo. Le difese sono molto soddisfatte”. Lo ha detto l’avvocato Antonino Giunta, difensore dell’ex presidente di Banca Etruria Lorenzo Rosi, assolto oggi dal tribunale al processo per il crac dell’istituto di credito aretino. L’avvocato Gian Franco Ricci Albergotti, legale di un altro ex imputato oggi assolto, Piero Burzi, ha dichiarato: “Questa sentenza dimostra che dirigenti e consiglieri non erano coinvolti così come si è voluto far pensare”.

La parte civile: lo Stato resta latitante

“Ci sono persone che sono andate in dialisi, che hanno avuto infarti e ora si ritrovano con questa sentenza. Lo Stato resta latitante le persone continuano a soffrire. Valuteremo per l’appello”. Così l’avvocato Riziero Angeletti, legale di parte civile per un comitato di azionisti, commenta la sentenza del tribunale di Arezzo per il crac di Banca Etruria che ha mandato assolti tutti gli imputati tranne uno.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti