piano industriale 2019-2021

Banca Generali accelera sul fintech e punta sull’internazionalizzazione

di Nicol Degli Innocenti


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2' di lettura

Sviluppo internazionale, crescita sostenibile e accelerazione su fintech e digitale: questi i tre pilastri del nuovo piano industriale triennale che Banca Generali ha presentato oggi agli investitori a Londra. Confermando le parole con i fatti, la banca controllata dal colosso assicurativo di Trieste ha annunciato oggi di avere firmato un'offerta vincolante per l'acquisizione del 90,1% di Valeur Fiduciaria, una boutique di wealth management svizzera con sede a Lugano. In ottobre Banca Generali aveva rilevato la boutique italiana Nextam Partners, altro tassello nella strategia di crescita nel private banking.

I numeri del piano industriale 2019-2021 riflettono le ambizioni di crescita di Banca Generali: le previsioni per la fine del triennio sono di un flusso cumulato di raccolta netta superiore ai 14,5 miliardi di euro e di masse gestite e amministrate per conto dei clienti tra i 76 e gli 80 miliardi di euro, rispetto ai 58,5 miliardi del settembre 2018.

«Stiamo entrando in una nuova fase di sviluppo con una serie di azioni strategiche che ci consentiranno di marcare ulteriormente il nostro posizionamento distintivo come banca privata raggiungendo importanti obiettivi dimensionali e di redditività -, ha detto Gian Maria Mossa, Ceo e direttore generale - . Puntiamo a una crescita sostenibile ben definita e bilanciata nel tempo e crediamo fortemente nella validità del nostro modello di business».

Sia l'internazionalizzazione che la digitalizzazione della banca verranno accelerate soprattutto tramite alleanze. Prima tra tutte la partnership nella gestione patrimoniale digitale siglata pochi mesi fa con Saxo Bank, pioniere del settore che ha creato la piattaforma di trading BG Saxo. Il lancio dell'attività in Italia è previsto per il primo trimestre 2019.

Mossa ha anche confermato la politica di dividendi attuale, con un pay out pari al 70-80% degli utili e un'ulteriore garanzia agli azionisti: un livello minimo stabilito per il dividendo annuale che non potrà scendere al di sotto di 1,25 euro per azione, ovvero quanto distribuito nel 2018. Prosegue invariata anche la politica di attenta gestione dei costi, con una proiezione del 3-5% del tasso annuo medio composto per i costi operativi al netto del costo del personale di vendita.

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