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Banca Mps sotto la lente in attesa della decisione Ue su scissione Npl

L'istituto potrebbe dismettere 10-14 miliardi di crediti deteriorati, ma il nodo al vaglio delle autorità europee è il prezzo di valutazione. Se l'operazione andasse in porto, l'istituto senese diventerebbe estremamente appetibile per altre banche, favorendo l'uscita del Tesoro dal capitale

di Eleonora Micheli

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2' di lettura

Banca Mps sotto la lente, mentre il mercato si interroga sull’operazione di deconsolidamento di 10-14 miliardi di euro di crediti deteriorati al vaglio delle autorità europee.

Quest'oggi Il Sole 24 Ore riferisce nuovi dettagli sulla complessa proposta del Ministero dell’Economia per la scissione di 10-14 miliardi di crediti deteriorati della banca adesso sul tavolo della Direzione della Concorrenza dell’Unione Europea. La decisione definitiva di Bruxelles arriverà solo dopo l’insediamento del commissario Margarethe Vestager, che entro poche settimane dovrà esprimersi sull’esistenza o meno di aiuti di Stato e quindi di eventuali effetti distorsivi sulla concorrenza. Il responso dovrebbe arrivare prima della scadenza di fine anno entro cui il Governo italiano deve indicare come intende dismettere la quota pari quasi al 70% del capitale di Banca Mps entro il 2021. Sempre secondo le indiscrezioni riferite dal Sole 24 Ore il problema e' rappresentato dal prezzo che nella proposta italiana e' più vicino ai valori di bilancio della banca, mentre per le autorità europee dovrebbe essere più prossimo ai prezzi di mercato. Il lavoro tecnico di Oliver Wyman sarebbe già stato completato e dalle prime valutazioni di Dg Comp non emerge un orientamento favorevole all'operazione, sostiene Il Sole 24 Ore. Non è da escludere l'introduzione di un meccanismo di compensazione.
Al vaglio delle autorità europee sarebbe anche l’ipotesi di scindere non più l’intero stock da 14 miliardi di crediti deteriorati ma “solo” il 70-80% degli Npl e UTp, puntando comunque a portare l’Npe ratio di Banca Mps intorno al 5%. Valore, quest'ultimo, che renderebbe appetibile la banca agli occhi di altri istituti e renderebbe dunque più facile l’uscita del Tesoro che dovrà avvenire entro il 2021.
Equita stima che la cessione di 11,5 miliardi di Npl porterebbe l’Npe della banca dal 16,6% a 5% e il CET1 da 11,9% a 11,1%, «L`operazione faciliterebbe in maniera determinante anche scenari di aggregazione – hanno commentato gli analisti - garantirebbe la diluzione dell'NPE ratio a qualsiasi altra banca che si candidasse ad un deal». D’altra parte per adesso Equita continua a consigliare cautela (Hold) sulle azioni della banca senese.
(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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