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Banca nazionale svizzera, maxi utile nel 2019 grazie ad azioni e oro

Secondo le prime stime ufficiali, il risultato è di 49 miliardi di franchi (45,3 miliardi al cambio attuale)

di Lino Terlizzi

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(REUTERS)

Secondo le prime stime ufficiali, il risultato è di 49 miliardi di franchi (45,3 miliardi al cambio attuale)


2' di lettura

La Banca nazionale svizzera registra un maxi utile per il 2019 appena chiuso. Secondo le prime stime ufficiali, il risultato di esercizio dell'istituto di emissione rossocrociato è di 49 miliardi di franchi (45,3 miliardi di euro al cambio attuale). Nel 2018 la Bns aveva archiviato una perdita di 14,9 miliardi di franchi, mente nel 2017 aveva registrato un altro profitto di taglia larga, pari a 54,4 miliardi di franchi.


Per la Bns, che è controllata dai Cantoni elvetici ma è anche quotata alla Borsa di Zurigo, uno dei fattori principali resta naturalmente il valore del franco. Nel 2019 la valuta elvetica si è apprezzata nel complesso moderatamente (in questi giorni peraltro sta ancora un po' salendo, sull'onda delle tensioni geopolitiche, soprattutto Usa-Iran). Quando il franco sale molto, si determinano perdite sulle ingenti posizioni in valute estere della Bns, come è accaduto nel 2018.

L'ascesa molto contenuta del franco nel 2019 non ha invece compromesso il risultato di esercizio dell'istituto, che è stato trainato soprattutto dagli investimenti in azioni e obbligazioni, decisamente in territorio positivo nell'anno, oltre che dalla plusvalenza sulle riserve in oro, che si è apprezzato.

Il guadagno realizzato nel 2019 sulle posizioni in valute estere è stato di circa 40 miliardi di franchi, mentre le posizioni in franchi hanno generato un utile di 2 miliardi di franchi; la plusvalenza sull'oro ha determinato un guadagno di 6,9 miliardi di franchi.

L'istituto verserà con ogni probabilità un dividendo di 15 franchi per azione, cioè il massimo consentito per legge (il tetto è appunto il 6% del valore nominale del titolo, che è di 250 franchi). La Bns verserà anche 2 miliardi di franchi ai Cantoni (due terzi della cifra) e alla Confederazione (un terzo), pure seguendo le norme vigenti. Avendo un livello elevato di riserva per distribuzioni, l'istituto potrebbe peraltro concordare con gli enti pubblici elvetici versamenti più alti in futuro.

In particolare Borse e oro hanno dunque spinto l'utile Bns. L'istituto ha tra l'altro circa 3,4 miliardi di dollari in azioni Apple, altrettanto in azioni Microsoft, 2,4 miliardi di dollari in azioni Amazon, 1,4 miliardi di dollari in azioni Facebook, secondo quanto reso noto dalla Sec americana.

Alcune critiche rivolte alla Bns riguardano il fatto che i suoi utili sono in parte cartacei e legati ai movimenti dei mercati – ma i sostenitori della Bns hanno risposto che i versamenti a Cantoni, Confederazione, azionisti privati, sono reali – e il fatto che il suo bilancio è ormai molto ampio, a causa dei rilevanti acquisti di valute estere effettuati negli ultimi anni per frenare il franco, che quando sale troppo ostacola l'export elvetico.

Per trattenere il franco, la Bns ha inoltre da tempo stabilito tassi negativi. Sul bilancio ormai troppo grande, la Bns ha risposto che si tratta di una necessità per la politica monetaria e per l'economia nazionale. Il titolo dell'istituto, che è lontano dai picchi di 9 mila franchi toccati nel 2018, quando era diventato una sorta di doppio bene rifugio (franco+Bns), è ora trattato attorno ai 5.550 franchi.

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