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Banca Patrimoni Sella cresce in Liguria

L'istituto ha inaugurato nuovi uffici a Genova e una sede alla Spezia. Per il futuro la volontà è quella di aprire filiali anche a Chiavari e a Imperia

di Raoul de Forcade

4' di lettura

Banca Patrimoni Sella si espande in Liguria. A maggio ha aperto una sede alla Spezia, che farà da contraltare, nel Levante, a quella che da oltre 20 anni è a Ventimiglia; mentre a Genova, sempre ai primi del mese scorso, ha inaugurato i nuovi uffici a palazzo Lercari-Parodi, nella cinquecentesca via Garibaldi, il cuore della città (il precedente quartier generale, più piccolo, era presso la non lontana Salita S. Caterina). Ma l’istituto guarda anche più avanti: l’obiettivo è di aprire a Chiavari e a Imperia.

A illustrare i piani della banca rete è l’ad, Federico Sella, da 18 anni alla guida della Patrimoni. La quale opera, al pari di Banca Sella, sotto l’egida della capogruppo Banca Sella Holding, presieduta da Maurizio Sella e guidata operativamente dal figlio Pietro, fratello di Federico. «Banca Patrimoni – spiega quest’ultimo – a Torino ha sede in palazzo Bricherasio, un edificio storico, dove è nata la Fiat. Per noi la location è un fattore centrale e andare in via Garibaldi vuol dire molto, anche dal punto di vista simbolico. Speriamo sia un ulteriore trampolino di lancio. Ovviamente siamo andati lì perché le cose vanno bene. Su Genova, dove siamo presenti dal 1998, abbiamo 350-400 milioni di euro di patrimoni, a Ventimiglia 110 milioni e per La Spezia puntiamo su una cifra analoga. D’altro canto, a livello nazionale, siamo una delle prime dieci realtà in Italia, nella categoria banche reti, in termini di utili e anche come asset: abbiamo 18 miliardi di masse, che stanno crescendo con ottime prospettive. Abbiamo raccolto, dall’inizio dell’anno 800 milioni di euro come patrimoni. È una cifra veramente significativa, tra le più alte raccolte a livello di mercato italiano: abbiamo fatto un ottimo risultato».

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È a fronte di questi numeri, dunque, che Patrimoni Sella punta ad espandersi in Liguria. «La nostra volontà - afferma l’ad - è proprio quella di continuare gradualmente ad allargarci: aprire a Chiavari e aprire a Imperia. Non abbiamo fretta, comunque. Lo faremo quando troveremo la persona giusta, capace di entrare nel sistema Sella». Un sistema fatto di principi consolidati nei 140 anni di storia della banca e, appunto, di persone, fa capire l’ad. «Pur non essendo secondi a nessuno in digitalizzazione - dice - crediamo nella presenza fisica, alla vecchia maniera. Devi essere presente a Imperia, ad esempio, e avere gente di lì che dialoga col territorio: è uno degli elementi di successo nella gestione patrimoni; gli altri sono il brand e la qualità. Se si fanno brutte gestioni e si propongono fondi o polizze inadeguati non si va da nessuna parte. Però oltre alla qualità gestoria e al brand ci vogliono anche persone come si deve».

Gli esempi son presto fatti: «a Ventimiglia - prosegue - dove stiamo facendo lavori di valorizzazione dell’immobile, siamo la seconda banca di gestione patrimoniale sulla piazza. E ho appena assunto come dirigente Rodolfo Poggi, che per 20 anni è stato consulente finanziario. A Genova lavoriamo con la famiglia Vagge, prima col papà Angelo, e poi coi figli, Valerio e Anna, che sono i nostri responsabili; alla Spezia abbiamo preso Anna Bertini che nel gruppo Sella si identifica per approccio, valori e stile. E i presupposti della Spezia sono proprio buoni. Mio compito, tra l'altro, è far sì che le famiglie, siano Vegge o Bertini, evolvano. Anna arriva con marito e figlio. Ovviamente ci muoviamo col principio della meritocrazia e se figli e mariti non sono all’altezza non vanno avanti. Ma se lo sono, nostro obiettivo è portare avanti un progetto infragenerazionale a lungo termine. Del resto non vogliamo che i clienti, che magari ci hanno messo 20 anni per acquisire piena fiducia nella banca, possano trovarsi di colpo senza un interlocutore conosciuto. Ecco cosa intendo per radicamento territoriale e per valorizzazione delle risorse. E per noi le persone giuste sono quelle che si trovano a loro agio nel sistema Sella, coi suoi pregi e i suoi difetti».

Sul fronte della gestione, Federico Sella sottolinea che la banca «amministra patrimoni piccoli, medi, grandi e grandissimi sul territorio nazionale e offre tutti i principali servizi di investimento».

Quel che è importante per una regione, aggiunge, «è che i patrimoni siano ben amministrati: è fondamentale, infatti, il rapporto rischio-rendimento. In Liguria ci saranno facilmente 100 miliardi di risparmi. Se di rendimento danno il 3% o il 3,10%, a parità di livello di rischio netto, quello 0,10 sono 100 milioni di euro, in più o in meno, nelle tasche dei liguri. Perché traiamo ovviamente delle commissioni ma certo non portiamo tutto a Torino e Biella: teniamo una piccolissima parte di queste commissioni, ma il resto lo reinvestiamo sul territorio». Oltre agli investimenti per la sede della Spezia e per quella nuova di Genova, il mese scorso Patrimoni ha lanciato, ad esempio, La classifica degli hotspot digitali di Genova. Con l’ausilio di un software d’intelligenza artificiale che selezionerà i luoghi più attrattivi, verrà creata una classifica digitale dei punti di maggior rilievo del capoluogo ligure, in base alla loro notorietà digitale. Il ranking sarà, poi, illustrato attraverso una videoinfografica disponibile online, per supportare la promozione turistica e la valorizzazione residenziale. Il format, utilizzato per la prima volta a Genova, sarà replicato in tutti territori italiani dove è presente Banca Patrimoni.

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