INTERVISTA a Ines Curella

Banca Sant’Angelo apre a nuovi mercati con la svolta digitale

Parla l’ad della popolare siciliana, fondata a Licata nel 1920. «Nessuna fusione, la via maestra è il modello federativo»

di Nino Amadore


default onloading pic
Ines Curella, classe 1967, è al vertice di Banca popolare Sant'Angelo

4' di lettura

«La Banca del  Sud? È un progetto fuori contesto e fuori da ogni logica. È la dimostrazione che noi del Sud siamo un po’ colonizzati. Si farebbe mai un’operazione del genere con le banche del Nord? Credo che come me la pensino tanti altri». Il giudizio, si direbbe tranchant, è di Ines Curella, 53 anni, amministratore delegato della Banca popolare Sant’Angelo, che si prepara ai festeggiamenti dell’Istituto di credito che guida da amministratore delegato da un paio d’anni. La Sant’Angelo, come tutti la chiamano in Sicilia, fondata nel 1920 a Licata in provincia di Agrigento, è la sua casa: è stata per anni al fianco del padre Nicolò che da presidente ha dato un impulso determinante alla crescita dell’istituto di credito.

Ines, unica donna a ricoprire il ruolo di amministratore delegato di una banca in Italia, porta il nome di un’altra donna, Ines Giganti Curella, moglie di Angelo Curella (fondatore e anima dell’istituto per molti anni)presidente dell’istituto dal 1951, prima donna in Italia al vertice di una banca che è stata anche deputato all’Assemblea regionale siciliana. «La Sant’Angelo è una banca siciliana e popolare. Sono i due elementi che ne hanno contraddistinto i primi 100 anni di vita e che continueranno a caratterizzarne i prossimi 100. Una banca che, a differenza dei grandi Istituti di credito del nostro Paese, opera con spirito mutualistico e reinveste in Sicilia la raccolta» dice Ines Curella.

Parliamo un po’ di numeri. Qual è oggi la situazione in termini di presenza sul territorio, raccolta, impieghi, Npl?
Partiamo dalla nostra presenza sul territorio: abbiamo 25 sportelli e 223 dipendenti. Un presidio importante. Negli ultimi anni siamo intervenuti per alleggerire un po’ la Banca adeguandola alle nuove esigenze con un istituto più in linea con il digitale. Quanto ai dati, stiamo lavorando al bilancio definitivo del 2019 e il risultato sarà comunicato nei prossimi giorni. Intanto posso dire che al 30 giugno dell’anno scorso la massa gestita dalla Banca popolare Sant’Angelo era di 1,94 miliardi di cui impieghi per 740 milioni, raccolta diretta per 870 milioni e 280 milioni di risparmio gestito. 

E gli Npl?
Sul fronte degli Npl abbiamo fatto alcune operazioni che ci hanno consentito di mettere l’istituto in sicurezza. In una prima fase abbiamo stipulato con la società veicolo di cartolarizzazione Pop Npls Srl un contratto di cessione di un portafoglio di crediti classificati in sofferenza, per un ammontare complessivo di 72,1 milioni, costituito prevalentemente da posizioni garantite da immobili. Operazione che abbiamo fatto insieme ad altre 16 banche popolari, per un ammontare complessivo di 1,6 miliardi di euro: è stata sponsorizzata da Assopopolari, l’Associazione delle banche popolari, tramite la neo costituita Luigi Luzzati Spa che, come è noto, è stata costituita per gestire acquisizioni di partecipazioni in società finanziarie e bancarie e per sviluppare economie di scala nell’ambito delle popolari. Abbiamo fatto ulteriori operazioni: nel 2018 per 85,2 milioni, nel 2019 per 17,3 milioni.

Parliamo di futuro. Quali settori dell’economia siciliana secondo voi meritano particolare attenzione?
In questo secondo secolo di vita la strategia sarà quella di puntare sullo sviluppo delle eccellenze siciliane, dall’agroalimentare alle energie rinnovabili, con ulteriore attenzione verso le startup e l’export. L'impegno della Sant’Angelo a favore delle imprese si arricchirà anche di un accordo con un consorzio fidi per il sostegno alle Pmi tramite l’accesso al microcredito.

Mi parlava di una nuova organizzazione aziendale. Cosa avete fatto in concreto?
Per affrontare queste sfide negli ultimi anni abbiamo ristrutturato e snellito la banca rendendola moderna, efficiente, con un’ampia offerta di prodotti, ma conservando la stessa capacità di ascolto e di risposta ritagliata per ogni singolo cliente. Abbiamo completato un totale ricambio generazionale del management e, dato che in banca lavorano tantissime donne, stiamo intervenendo sulla conciliazione famiglia-lavoro. Inoltre, quest’anno collaboreremo con le università per intensificare il nostro impegno a favore dell’alternanza scuola-lavoro.

Si è parlato di una possibile fusione con altre popolari...
Assolutamente no. Come ho avuto già modo di dire noi agiamo all’interno del sistema di Assopopolari. Siamo convinti che la via maestra sia quella del modello federativo con le altre banche popolari, di cui condividiamo caratteristiche e modelli: la nostra potenzialità risiede proprio nella diversità, perché tutte operiamo in territori ed economie differenti. Grazie ad Assopopolari e alla Luigi Luzzati Spa stiamo studiando soluzioni di sharing service in molti settori, dalla gestione degli Npl ai sistemi di controllo, agli investimenti nei sistemi digitali e nelle innovazioni tecnologiche, per creare sinergie di rete ed economie di scala. Io credo che l’insieme di queste scelte ci consentirà di mantenere l’autonomia che siamo finora stati capaci di conservare, costituendo una rete di realtà creditizie simili che possa favorire lo sviluppo nel nuovo mercato incrociando banca fisica e banca digitale, ma, comunque, sempre fortemente radicati nel nostro territorio ed a totale servizio dei nostri clienti e della comunità. Ovviamente è chiaro che il digitale ci consente di aprire nuovi mercati con la presenza lì dove fisicamente non possiamo esserlo.

Diceva, prima, del nuovo modello di banca, molto focalizzata sul digitale.
Affrontiamo queste sfide del futuro tenendo conto dei mutamenti del mercato ed evolvendoci senza perdere la nostra identità di banca del territorio. Abbiamo creato una struttura di innovazione che sta sviluppando tutte le nuove applicazioni del Digital banking; abbiamo appena sottoscritto un accordo con la fintech Credimi che semplifica i tempi di accesso al factoring digitale; abbiamo sviluppato accordi con Nexi per operare con tutti i moderni sistemi di pagamento digitale, compresa la nuova app dedicata ai giovani. Inoltre, stiamo dialogando con tutti i provider di servizi per completare l’offerta con prodotti evoluti e per disporre di piattaforme digitali che ci consentano anche di raggiungere le comunità siciliane all’estero.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...