Lavoro

Bancari, in stallo il rinnovo del contratto. Si negozia sull’aumento

Abi e i sindacati si sono concessi ancora un incontro prima di scoprire tutte le carte sul rinnovo dell’accordo che riguarda quasi 300mila lavoratori

di Cristina Casadei


Che fine faranno i bancari? Diretta video

2' di lettura

Abi e i sindacati si sono concessi ancora un incontro prima di scoprire tutte le carte sul rinnovo del contratto dei bancari, che riguarda quasi 300mila lavoratori. Ma, dice il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, «siamo al countdown: sarà determinante il prossimo incontro in Abi per continuare il negoziato o ciascuno andrà per la sua strada. E questo vuol dire sia il blocco delle trattative all’interno dei gruppi e nelle aziende bancarie, sia la mobilitazione fino a un eventuale sciopero».

Nel lungo incontro che si è tenuto a Palazzo Altieri, la delegazione delle banche, guidata dal presidente del Casl, Salvatore Poloni, ha presentato una corposa proposta che entra nel merito dei diversi temi del contratto. Fatta eccezione, però, per la parte economica su cui le banche dovrebbero dare una risposta ai sindacati nell’incontro del 5 novembre.

La posizione dei sindacati
Per Fabi, Fisac, Uilca, First, Unisin, così come è, la proposta delle banche è irricevibile ma non vi è stata ancora una dichiarazione di rottura del negoziato, in attesa di sapere che cosa le aziende intendono fare della richiesta di aumento di 200 euro. Sileoni chiede all'Abi di presentare «risposte concrete su temi fondamentali: la parte economica e il ripristino dell'articolo 18». Quanto alla proposta dell'Abi Sileoni dice che le banche «hanno messo sul tavolo una contropiattaforma normativa su temi di grande sensibilità sociale che per noi è inaccettabile sia nel metodo, perché ci avevano garanti che si sarebbe discusso su quella dei sindacati, sia nel merito perché contiene una serie di proposte irricevibili, dalla riforma degli inquadramenti, all’area contrattuale fino al rapporto tra primo e secondo livello di contrattazione».

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Nei giorni scorsi si sono susseguite molte dichiarazioni dei sindacati che andavano tutte nella direzione di una mobilitazione della categoria. Per il rinnovo dell'ultimo contratto, siglato nel 2015, i bancari hanno incrociato le braccia due volte. Per questo rinnovo, si vedrà se le banche assisteranno alla marcia dei 40mila che nei giorni scorsi ha minacciato Sileoni. Sarà un caso (o forse no), ma nei giorni scorsi il segretario generale della Fabi ha incontrato, insieme al segretario generale della Fisac, Giuliano Calcagni, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Per Sileoni il nuovo contratto nazionale dovrà tutelare “sia le lavoratrici che i lavoratori bancari sia la clientela. Siamo disposti a coinvolgere nelle nostre azioni di lotta anche i consumatori».

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