ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLe previsioni del sindacato

Banche, 2023 anno d’oro: 43 miliardi di utili. Fabi: ora 435 euro in più al mese ai bancari

La trattativa: vogliamo il ripristino pieno della base di calcolo del Tfr e l’aumento dei buoni pasto

Verso il rinnovo del contratto dei bancari, a novembre la stretta

2' di lettura

L’aumento dei tassi da parte della Bce spinge i risultati delle banche italiane che, a fine anno, potrebbero crescere del 70% rispetto ai 25 miliardi del 2022 attestandosi, secondo una proiezione della Fabi (Federazione autonoma bancari italiani) che parte dal confronto con lo scorso anno, a 43,431 miliardi. “Le nostre previsioni confermano che il settore sta attraversando una fase straordinaria: questi risultati legittimano le nostre richieste economiche per il nuovo contratto nazionale, a cominciare dall’aumento medio mensile di 435 euro. La trattativa sembra essersi avviata su un percorso positivo”, commenta il segretario della Fabi, Lando Maria Sileoni.

Il risultato atteso dalla Fabi è quasi il triplo di quello del quinquennio precedente: nel 2021 gli utili si erano attestati a 16,4 miliardi, nel 2019 a 15,7 miliardi e nel 2018 a 15,1 miliardi mentre nel 2020, a causa della pandemia da Covid, il risultato complessivo fu di soli 2 miliardi. Il 2023, che ha già portato nei primi nove mesi dell’anno 15,7 miliardi di utili ai primi cinque gruppi bancari, sarà ricordato come un anno d’oro per i profitti delle banche italiane, con il rapido e imponente rialzo dei tassi di interesse che fa da volano a utili e ricavi.

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Sileoni: “Le nostre previsioni confermano che il settore bancario italiano sta attraversando una fase straordinaria: gli utili raggiungono livelli record e questi risultati sono anche frutto dell’impegno quotidiano di chi lavora in banca. Le richieste avanzate da tutti i sindacati a livello unitario al tavolo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro sono più che legittime. Oltre ai 435 euro di aumento medio mensile dello stipendio, compresi gli arretrati del 2023, vogliamo il ripristino pieno della base di calcolo del Tfr e l’aumento dei buoni pasto”.

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