intesa tra consiglio e parlamento

Banche, accordo in sede Ue su misure preventive per sofferenze creditizie

dal nostro corrisondente Beda Romano


(© Cultura RM)

2' di lettura

BRUXELLES – Parlamento e Consiglio si sono accordati oggi a Bruxelles su un pacchetto di misure bancarie che dovranno meglio regolamentare gli accantonamenti degli istituti di credito a fronte di sofferenze creditizie. L’obiettivo è sempre di ridurre i rischi nelle banche europee e di contribuire alla nascita di una unione bancaria. L’intesa giunge dopo che la settimana scorsa i Paesi membri hanno approvato una tabella di marcia in vista del rafforzamento della zona euro.

Il pacchetto mette nero su bianco l'ammontare minimo che le banche dovranno accantonare per ridurre i rischi relativi a crediti futuri a rischio di diventare sofferenze. “L'accordo farà in modo che in futuro le banche avranno meno sofferenze creditizie, in modo da rafforzare la loro solidità e permettere loro di finanziare l'economia”, ha detto il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis (si veda il Sole/24 Ore del 15 marzo scorso).

Gli accantonamenti riguarderanno crediti futuri che potranno diventare sofferenze. Questo aspetto non è banale perché le parti hanno discusso intensamente se gli accantonamenti avessero dovuto riguardare anche gli attuali prestiti potenziali sofferenze. Nel contempo, il pacchetto prevede misure per promuovere mercati secondari sui quali vendere e acquistare sofferenze creditizie così come rapide procedure extragiudiziali per permettere ai creditori di recuperare i loro prestiti.

Un prestito è ritenuto sofferenza quando non è rimborsato oltre i 90 giorni dalla scadenza. In buona sostanza, le banche saranno quindi chiamate ad accantonare denaro in via prudenziale per coprire perdite provocate da eventuali sofferenze derivanti da nuovi prestiti. Il pacchetto approvato oggi giunge dopo che all'inizio del mese Parlamento e Consiglio avevano trovato un accordo su un altro aspetto della politica bancaria europea, ossia i requisiti di capitale (si veda Il Sole/24 Ore del 5 dicembre).

Entrambi i testi legislativi devono servire a rendere il settore bancario più solido e contribuire al completamento dell'unione bancaria. Tra le altre cose i paesi membri hanno deciso la settimana scorsa di trasformare il Meccanismo europeo di Stabilità (ESM) nel paracadute del Fondo europeo di risoluzione bancaria (SRF). Di la da venire invece appare l'idea di garantire una assicurazione in solido dei depositi bancari nella zona euro, un passaggio ritenuto troppo delicato da molti paesi.

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