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Banche ancora a picco, pensano guerra in Ucraina e prospettive su tassi

Preoccupa l'esposizione alla Russia, UniCredit maglia nera. Punto interrogativo sui piano di buyback anche se secondo gli analisti di Jefferies sarebbero ancora sostenibili

di Paolo Paronetto

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor ) - Le banche restano al centro dell'ondata di vendite che continua a travolgere i mercati azionari europei in seguito alla guerra in Ucraina e all'impatto delle sanzioni imposte dai paesi occidentali alla Russia. A livello continentale il sottoindice Stoxx del comparto registra una delle peggiori prestazione di giornata, mentre sul Ftse Mib di Piazza Affari i titoli di molti istituti hanno faticato a fare prezzo in avvio di giornata e sono entrati ripetutamente in asta di volatilità. I cali peggiori sono quelli accusati da Unicredit, la banca italiana più esposta alla Russia, Banco Bpm, Bper e Intesa Sanpaolo.

Gli analisti di Jefferies notano che la caduta dei titoli bancari è legata al tema dell'esposizione in Russia e al freno imposto dalla guerra in Ucraina alla prevista stretta di politica monetaria da parte della Bce. «Il recente sell off implica che il "valore" dei rialzi dei tassi è stato rimosso - si legge in un report -. Il vertice Bce di questa settimana sarà valutato con attenzione ma, date le pressioni sui prezzi, crediamo che qualche tipo di normalizzazione dei tassi è probabile che prosegua». Gli esperti citano così il rischio di stagflazione, pur ammettendo che ci sono contromisure per limitare l'impatto di un simile scenario, a partire dai fondi Next generation Eu.

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Jefferies nota comunque che «rimane un punto di domanda sui prossimi buyback» annunciati dalle banche, «che ancora richiedono il via libera Bce, in particolare per gli istituti con diretta esposizione alla Russia». Gli analisti stimano d'altra parte che «UniCredit possa permettersi di svalutare interamente il rischio collegato alla Russia, effettuare il previsto buyback da 2,6 miliardi e mantenere comunque con Cet1 fully loaded del 12,6%», che appare «confortante». Tra le banche del Sud Europa, Jefferies preferisce Bbva per la sua presenza diversificata, ma rimangono attraenti anche banche concentrate sul mercato domestico con un business mix diversificato, come Banco Bpm.

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