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Banche, Bce spinge per la bad bank, ma è presto per parlarne in sede Ue

Gli investitori: «Iniziativa utile ma prematura perché si sovrappone al negoziato sul Recovery Fund e la Germania si è già detta contraria perché gli Npl aumenteranno di più in settori come il turismo e quindi nei Paesi più esposti come Grecia, Italia, Spagna e Portogallo»

di Alessandro Graziani

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(REUTERS)

Gli investitori: «Iniziativa utile ma prematura perché si sovrappone al negoziato sul Recovery Fund e la Germania si è già detta contraria perché gli Npl aumenteranno di più in settori come il turismo e quindi nei Paesi più esposti come Grecia, Italia, Spagna e Portogallo»


3' di lettura


Una band bank europea per gestire i nuovi crediti in sofferenza che emergeranno dalla crisi post Coronavirus sarebbe «un game changer per le banche». Ma semmai in futuro si farà, ora i tempi sono prematuri per la Ue. Ad ammetterlo è stato lo stesso numero uno della Vigilanza Bce Andrea Enria, che pure per la seconda volta in poche settimane è tornato a ventilarne l'ipotesi aprendo al dibattito sia a livello comunitario che tra gli investitori e le banche d'investimento. «Vedremmo una band bank europea come un game changer sia per la politica della Ue che per le banche - commentano da Mediobanca Securities - tuttavia la consideriamo altamente improbabile dopo il Recovery Initiative plan, anche perché la Germania si è già opposta».

Il precedente

L’idea di una bad bank europea era già stata avanzata a valle della crisi di dieci anni fa, ma non trovò consensi e ogni Paese europeo gestì il problema con tempi e modalità proprie. Perché stavolta dovrebbe andare diversamente? «Rispetto al passato crediamo che, vista l’eccezionalità della situazione che coinvolge tutti i paesi e, soprattutto, i progressi registrati dalle banche in termini di convergenza verso standard comuni (NPE ratio, CET1, leverage etc), le probabilità che questo progetto possa realizzarsi sono abbastanza alte» commenta Giovanni Razzoli di Equita sim pur aggiungendo però che la tempistica non sarà comunque rapida.

«La notizia sarebbe ovviamente positiva per il settore bancario, anche se l`effettivo impatto positivo sui bilanci dipenderà dalle tempistiche dell’implementazione che potrebbero essere molto più ritardate rispetto all’effettivo deterioramento dei bilanci delle banche».

Gli analisti

Favorevoli al progetto di band bank ma molto cauti sulla sua realizzabilità anche gli analisti di Citigroup, che evidenziano come la attuale crisi economica impatterà pi' su alcuni settori e su alcuni Paesi. Le esigenze di una band bank comune, quindi, almeno per ora non sembrano generalizzate. «La profondità del deterioramento creditizio è ancora incerta e dipenderà dalla velocità di ritorno del Pil ai livelli pre-crisi più che dal crollo di breve termine dell'economia», scrivono da Citi.

Che invitano a distinguere tra tipologie di nuovi crediti a rischio («soprattutto i prestiti corporate, meno i mutui») e le diverse dinamiche settoriali e tra Paesi della Ue. «Gli Npl corporate aumenteranno di più in alcuni settori come il turismo e quindi nei Paesi più esposti come Grecia, Italia e Portogallo».

Tuttavia, a giudizio di Citi, la lezione della precedente crisi vissuta a cavallo del 2010 dovrebbe essere di lezione per l’intera Europa. «Le eterogenee strategie con cui furono affrontati gli Npl tra i vari Paesi furono una delle principali cause delle diverse performance economiche nel decennio passato - commentano da Citi evidenziando il differente approccio tra chi puntò subito su una band bank (Spagna e Irlanda) e chi - come Italia, Grecia e Portogallo - «affrontò il problema in ritardo con una serie prolungata di cartolarizzazioni garantite dallo Stato».

E stavolta? Anche per gli analisti di Citi una band bank europea è prematura ma «un approccio più omogeneo certamente limiterebbe le divergenze economiche nel post Covid e favorirebbe una più rapida ripresa».

La sensazione diffusa tra gli analisti è che solo in autunno, quando sarà più chiaro l’impatto della crisi e si cominceranno a verificare gli eventuali primi segnali di ripresa, il tema della Bad bank ipotizzata da Bce possa entrare davvero nel dibattito europeo.

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