in quella data sarà eletto il presidente

Banche, commissione inchiesta al completo: verso convocazione il 27 settembre

di Andrea Gagliardi


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(ANSA)

3' di lettura

Con la designazione, al Senato, di Pier Ferdinando Casini per Ap e di Paola De Pin (Gal) sì è completata la rosa dei 40 componenti, tra deputati e senatori, della Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario. Fonti parlamentari indicano possibile la data del 27 settembre per la prima convocazione da parte dei presidenti di Camera e Senato. In quella sede verrà eletto il presidente del nuovo organismo, per il quale i rumors parlano proprio dell'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini.

I componenti
Il Pd ha indicato Francesco Bonifazi, Susanna Cenni, Gian Pietro Dal Moro, Carlo Dell'Aringa, Matteo Orfini, Giovanni Sanga, Luigi Taranto, Franco Vazio (alla Camera) e Mauro Del Barba, Camilla Fabbri, Stefania Giannini, Andrea Marcucci, Mauro Maria Marino, Franco Mirabelli, Gian Carlo Sangalli (al Senato). Il M5S Alessio Villarosa, Carla Ruocco, Carlo Sibilia (Camera). Gian Pietro Girotto, Carlo Martelli (Senato). Forza Italia Renato Brunetta e Sandra Savino (Camera); Remigio Ceroni e Antonio D'Alì (Senato). Mdp per la Camera Davide Zoggia e per il Senato Maurizio Migliavacca. Il Misto Daniele Capezzone (Camera), Raffaella Bellot e Francesco Molinari (Senato). Ap-Cpe-Ncd per la Camera: Paolo Tancredi e per il Senato Pier Ferdinando Casini. A chiudere il quadro Enrico Zanetti (Scelta civica, Camera); Giovanni Paglia (Si-Sel-Pos, Camera); Paolo Tosato (Lega, Senato); Bruno Tabacci (Centro democratico, Camera); Giorgia Meloni (Dfi, Camera); Marco Lionello Pagnoncelli (Ala, Senato); Paola De Pin (Gal, Senato); Karl Zeller (Autonomie, Senato); Andrea Augello (FedLib, Senato).

Rinvii record tra partenze e stop
La commissione è nata formalmente il 13 luglio con la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale», ma è dal 9 gennaio scorso che si tenta di metterla in campo. Dopo svariati stop and go il primo sì arriva il 28 febbraio. Il via libera dell'Aula arriva solo il 4 aprile. Oltre due mesi e mezzo bisognerà attendere poi per l'approdo del ddl nell'Aula della Camera, che all'unanimità dà disco verde il 21 giugno. Ma i ritardi sembrano contraddistinguere tutto il percorso della commissione che è ancora oggi in attesa del suo avvio. Con il varo effettivo i poteri nelle mani dei parlamentari risultano assai ampi, pari a quelli della magistratura e includono anche la possibilità di acquisire atti coperti da segreto istruttorio. Ma i tempi d'indagine sono invece ristretti dal momento che, una volta insediati, deputati e senatori (quaranta in tutto) dovranno concludere il compito entro la fine della legislatura.

I fronti dell'inchiesta e il nodo Bankitalia
Sono sei i fronti di approfondimento sulle crisi bancarie: dalle modalità di «raccolta della provvista e gli strumenti utilizzati» ai criteri di «remunerazione dei manager». Si analizzerà anche la correttezza del collocamento al pubblico retail dei prodotti finanziari ad alto rischio. E si indagherà sulle forme di erogazione del credito ai clienti di particolare rilievo. Focus, poi, sulla struttura dei costi, la ristrutturazione del modello gestionale e la politica di aggregazione e fusione delle banche prese in esame nonché «l'osservanza degli obblighi di diligenza, trasparenza e correttezza nell'allocazione di prodotti finanziari, e degli obblighi di corretta informazione agli investitori». Ma oggetto dell'inchiesta sarà anche l'attività svolta dalla Vigilanza, e da questo punto di vista Bankitalia ha già assicurato piena collaborazione. Proprio quest'ultimo fronte merita un'attenzione tutta particolare vista anche la prossima scadenza del mandato del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, a fine ottobre, un mandato rinnovabile (una sola volta) a discrezione del governo.

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