Alleanze

Banche di comunità, nasce federazione e lancia il «Progetto Ripartenza»

di Luigia Ierace

Presidente. Amedeo Manzo

2' di lettura

Il “Progetto Ripartenza”, puntando sulla ricerca delle migliori pratiche imprenditoriali campane e calabresi per valorizzarle e sostenerle, segna in concreto il passaggio da banche di territorio a banche di comunità.

È il primo atto della neonata Federazione Banche di Comunità Credito Cooperativo Campania Calabria, una realtà federativa forte, innovativa e dinamica del Sud Italia, nata dalla fusione delle due realtà regionali.

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Con un bacino di utenza potenziale di circa sette milioni e mezzo di abitanti, dopo la Lombardia è una delle aggregazioni federali italiane più estese geograficamente e dove il Credito Cooperativo può portare il proprio contributo allo sviluppo inclusivo e partecipato: 19 banche (11 in Campania e 8 in Calabria, di cui 5 aderenti al Gruppo bancario cooperativo Cassa Centrale e 14 al Gruppo bancario cooperativo Iccrea), 240 sportelli, 1.600 dipendenti, 62.500 soci, 742 milioni di euro di patrimonio, 8,2 miliardi di euro di raccolta totale, 4,3 miliardi di euro di impieghi netti.

Numeri importanti per una Federazione che si pone tre obiettivi: di rappresentanza nei confronti degli Enti e in particolare le due Regioni; di rappresentanza degli interessi delle 19 banche sia nei confronti delle autorità che all'interno del sistema bancario; e infine la formazione, promuovendo eventi, convegni, iniziative culturali su cooperazione e mutualità.

Al vertice del nuovo organismo, è stato nominato il presidente della Federazione Campana delle Banche di Credito cooperativo Amedeo Manzo, mentre nel ruolo di vice presidente vicario, Nicola Paldino, presidente della Federazione Calabrese.

«Con il progetto Ripartenza, la Federazione – spiega Manzo – produrrà una serie di studi per evidenziare le buone pratiche imprenditoriali e le start up più innovative, per poi verificare attraverso gli istituti bancari quali valorizzare e sostenere».

Ma l’intesa segna anche una svolta significativa nel segno del protagonismo dei territori e delle comunità anche in vista delle opportunità che potranno arrivare dal Recovery Plan. Con l’ausilio di società specializzate, saranno individuati studi e progetti più concreti emergenti dai territori, da sottoporre poi agli enti competenti per il loro finanziamento attraverso il Pnnr nell’ambito del Recovery Fund e di altri Fondi europei che sono disponibili. «Si tratta di un enorme flusso di denaro – sottolinea Manzo – che non deve servire solo per realizzare opere pubbliche, ma credo debba lasciare ricchezza sui territori, dando possibilità alle imprese locali di creare occupazione e inclusività. Le transizioni energetica, digitale, sociale saranno il frutto di investimenti europei e nazionali ma anche di investimenti di chi vive e opera nei luoghi».

Un punto centrale anche nel ragionamento dei piccoli istituti di credito è quello dell’efficacia e dell’efficienza. «Nel momento di grande fermento che stiamo vivendo – conclude Manzo – occorre utilizzare tutte le risorse e farlo bene. Si tratta dell’ultima chiamata per il Mezzogiorno che deve livellarsi in termini di democrazia di opportunità al Nord. Il Mezzogiorno può essere decisivo sotto il profilo dei cervelli e la Federazione intende dimostrare che occorre sostenere i territori, guardando ai giovani che ne rappresentano il vero valore». Altra mission sarà, infatti, fare accordi con il mondo accademico finalizzati alla creazione di stage per giovani laureati, perché le migliori menti siano inserite nei circuiti bancari o nelle imprese locali.

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