vigilanza bancaria

Banche, la Corte dei conti Ue critica gli stress test Eba

Gli stress test devono mettere a più dura prova la resilienza delle banche ai rischi sistemici

di Isabella Bufacchi


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(Imagoeconomica)

5' di lettura

Le prove di stress dell’ABE, l’Autorità bancaria europea, «dovrebbero essere più focalizzate sui rischi sistemici a livello UE». A dirlo è la Corte dei Conti europea in una relazione, pubblicata stamattina, che valuta se la prova di stress del 2018 sia stata idonea allo scopo, analizzando i criteri adottati per selezionare le banche e la procedura per individuare i rischi.

Secondo la Corte, le più recenti prove di stress per il settore bancario condotte dall’ABE avrebbero dovuto mettere a più dura prova la resilienza delle banche ai rischi sistemici. Per la Corte, gli shock simulati «sono stati di fatto più moderati rispetto a quelli osservati durante la crisi finanziaria del 2008» e lo scenario avverso utilizzato «non ha rispecchiato in modo adeguato tutti i rischi sistemici pertinenti per il sistema finanziario europeo». Inoltre, nel definire e condurre le prove, la relazione sostiene che l'ABE ha fatto ampio affidamento sulle autorità di vigilanza nazionali: «mancando però di risorse, non ha potuto assicurare un efficace controllo».

«Le banche europee avrebbero dovuto essere testate a fronte di shock finanziari più gravi», ha dichiarato Neven Mates, il Membro della Corte responsabile della relazione. «Inoltre, le decisioni cruciali all'ABE vengono adottate dai rappresentanti delle autorità di vigilanza nazionali e non è stata presa in debita considerazione la prospettiva dell'UE nelle modalità di definizione e di esecuzione della prova di stress».

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Le principali carenze

La Corte rileva che la scelta di uno scenario improntato a un rallentamento economico non riflette la rilevanza di altri rischi e la loro distribuzione disomogenea fra paesi. «La scelta di un tale scenario in cui i rischi finanziari venivano posti implicitamente sotto stress impediva di stabilire la sensibilità a rischi sistemici specifici», si legge nella relazione. In altri termini, lo scenario secondo la Corte non è stato basato «su uno shock finanziario innescato dal dissesto di grandi istituti finanziari o da rischi sistemici individuati nel quadro operativo dei rischi stilato dall'ABE quali:
- un brusco incremento dei tassi delle banche centrali o un brusco incremento dei differenziali creditizi per le obbligazioni sovrane di taluni Stati membri che alimenti a sua volta una crisi del debito sovrano;
- il persistere di ingenti consistenze di crediti deteriorati per un eventuale aumento degli ostacoli a una loro riduzione e il rischio insito in elevati livelli di indebitamento».

La Corte sostiene che «non si è preso in considerazione come fattore scatenante un evento o un rischio proveniente dal settore bancario, sebbene il sondaggio bottom up scelto dall’ABE indicasse all'interno del settore bancario l'origine di due dei quattro rischi più importanti». Nello scenario non sono stati neppure inclusi effetti di amplificazione (quali svendite dei portafogli, il fallimento di una banca che si ripercuote sui differenziali creditizi delle altre) e il grado variabile, da un paese all'altro, di problemi pregressi, anche se ciò è stato conseguito in qualche misura grazie a fattori indiretti nelle variabili dello scenario (ad esempio, un incremento dei tassi di interesse).

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Punto di forza sulla trasparenza

Secondo la Corte, la quantità delle informazioni pubblicate dall'ABE è decisamente superiore a quanto pubblicato da altre autorità in relazione alle prove di stress condotte. Ne discende una maggiore trasparenza, in particolare per le autorità di vigilanza, gli analisti bancari e altri lettori esperti.

Rilievi sul campione delle banche

Il numero di banche partecipanti è diminuito dal primo ciclo di prove di stress. Nel 2011, hanno partecipato 90 banche di 21 paesi, mentre nel 2018 si è passati a 48 banche di 15 paesi: nove paesi in cui la BCE è la principale autorità di vigilanza15 e sei paesi in cui la BCE non è la principale autorità di vigilanza

La Corte ha rilevato che non tutte le banche che superavano la soglia dei 30 miliardi di euro sono state comprese nel campione finale: le banche più grandi sono state incluse solo finché il campione non copriva il 70 % circa dell'attivo consolidato totale detenuto dalle banche della zona euro nonché il 70 % circa di quello detenuto dalle banche non appartenenti alla zona euro. Di conseguenza, la soglia effettiva per le banche della zona euro è stata pari a 100 miliardi di euro, il che ha comportato l'esclusione di alcuni paesi con sistemi bancari più deboli.

La Corte ha inoltre riscontrato che il consiglio delle autorità di vigilanza ha da ultimo escluso sette banche con un attivo superiore a 30 miliardi di euro, in quanto erano in fase di ristrutturazione17 oppure di fusione con un'altra banca, oppure l'attivo consolidato era sceso al di sotto della soglia minima quando il campione è stato infine adottato. Tuttavia, le banche in fase di ristrutturazione e beneficiarie di aiuti di Stato sono tra le più vulnerabili. Infine, tra quelle escluse figuravano banche in cui sono emerse da ultimo carenze patrimoniali.

Il confronto tra autorità di vigilanza

La relazione della Corte evidenzia che l'ABE ha avviato e coordinato prove di stress a livello di UE per le banche nel 2011, 2014, 2016 e 2018. In generale, l'approccio alle prove di stress può essere top down o bottom up, spiega la Corte. Quando l'approccio è top down, è l'autorità di vigilanza a generare lo scenario avverso e a calcolare gli effetti sulle banche, come avviene ad esempio nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Giappone. Agli inizi della procedura, l'ABE ha optato per un approccio bottom up, in cui l'autorità di vigilanza genera lo scenario, ma sono le banche a produrre le stime degli effetti provocati dagli shock ai propri principali parametri finanziari. L'opzione di un approccio top down, discussa dall'ABE in svariate occasioni (l'ultima volta risale al dicembre 2016), è stata però respinta da una larga maggioranza dei membri del consiglio delle autorità di vigilanza.

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Le raccomandazioni della Corte

La Corte raccomanda alla Commissione europea di rivedere e rafforzare le disposizioni di governance dell'ABE e di aumentarne le risorse, in modo che le future prove di stress non risentano di simili carenze.

L'ABE dovrebbe:
• estendere la copertura geografica delle proprie prove di stress e selezionare le banche anche sulla base dei rischi sistemici, anziché esclusivamente in funzione delle dimensioni;
• definire livelli minimi di stress per l'UE nel suo complesso e considerare i rischi nell'ottica del sistema finanziario a livello di UE;
• potenziare i propri controlli sulla definizione delle prove di stress e rafforzare i propri metodi di sorveglianza.

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