credito

Banche deboli in Borsa, gli Npl tornano sotto i riflettori

di Chiara Di Cristofaro


default onloading pic

3' di lettura

Banche con il segno meno a Piazza Affari, con le ex popolari che sono le più penalizzate mentre si torna a ragionare sui livelli degli Npl. Sul listino milanese segnano il passo Banco Bpm, Bper Banca e Ubi Banca mentre sono passate in territorio leggermente positivoIntesa Sanpaolo e Unicredit. Ieri si è tenuto a Roma un incontro riservato fra i vertici della banche italiane e la presidente del SSM Daniele Nouy. Dall'incontro non sarebbero emersi cambiamenti di orientamento dal parte del regulator sulla necessità di proseguire la riduzione degli Npl e sulla sterilizzazione automatica degli aumenti degli asset ponderati per il rischio (Rwa) che deriva dall'aggiornamento in atto dei parametri (Lgd) sui modelli interni (waiver) in caso di cessioni di Npl.

«La nostra sensazione - scrivono gli analisti di Equita - è quindi che sia stata confermata l`impostazione emersa durante l`audizione pubblica di dicembre sull`addendum, quindi non ci sono implicazioni né positive (che non ci attendevamo) né negative sulle banche». Quanto al derisking, Equita ritiene che il regolatore chiederà alle banche di convergere verso un obiettivo di Npl ratio di circa 5% entro il 2022-23. Tale piano può essere attuato in due fasi, con un primo step target di circa 10% nel 2019, in modo da avvicinarsi a un livello mid-single digit (circa il 5%) entro il 2022-2023. «Questo schema - conclude Equita - non introdurrebbe rischi `sistemici` per le banche italiane ma in attesa di mancanza di chiarezza sulle nuove iniziative sullo stock di Npl (attesi per il primo semestre 2018) gli investitori manterranno un approccio prudente sull`industria». L'analista di un'altra primaria sim milanese ritiene che «oltre al gross Npe ratio finale vada guardato il tasso di riduzione dello stock. Al momento - dice - riteniamo che il sistema nel suo complesso sua in grado di sostenere accantonamenti aggiuntivi per accelerare la cessione di Npe secondo le strategie tracciate. Un importante punto di confronto sarà il primo semestre 2018 nel quale le banche utilizzeranno la first time adoption dell' Ifrs9 per alzare le coperture ulteriormente e agevolare la cessione».

Per quanto riguarda il Banco Bpm, inoltre, secondo Il Sole 24 ore sarebbe prossima a cedere la banca depositaria con una valutazione di 150-200 mln. La vendita dell`attività di banca depositaria avrebbe un impatto positivo di 20-25 punti base sul Cet1 secondo gli analisti e, per Equita, va considerata un buffer per compensare il venir meno di altre opzioni di capital management. Equita stima per fine anno un Cet1 (pre impatto Ifrs9 atteso intorno a 20 punti base relativamente solo ai crediti performing) è di 12,7% al netto della cessione e comprende fra l`altro il beneficio (+15 punti base) dell`estensione dell`accordo con Anima sulla gestione delle riserve assicurative, l`ulteriore beneficio sul portafoglio titoli di Stato della riduzione dello spread (+25 punti base) e la riduzione della quota in Anima sotto il 10%. Un altro analista sottolinea che la cessione della divisione rientra nell’ottica di razionalizzazione della banca post fusione: l’attività di banca depositaria oggi giorno è poco remunerativa se non gestita su scala globale. «Ci attendiamo quindi che la banca possa chiudere il 2017 con un Cet1 ratio in area 13% - 13.5%, includendo l’approvazione dei modelli interni di rischio attesi per fine mese».

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...