l’analisi di fitch

Banche, le deroghe sugli aiuti di Stato riaprono il varco a ricapitalizzazioni pubbliche

L’utilizzo del supporto non cambierà il merito di credito, ma l’agenzia misurerà nei singoli rating anche gli effetti al netto degli aiuti. Per decidere l’entità servirà uno stress test ad hoc

di Laura Serafini


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(Bloomberg)

2' di lettura

L’allentamento delle regole sugli aiuti di Stato da parte della Commissione europea sospende la direttiva sui bail in e consente anche ricapitalizzazioni pubbliche delle banche fino al 30 dicembre 2020. Qualsiasi intervento, che può prendere la forma anche di garanzie pubbliche dirette e indirette alle banche, eseguito per supportare gli istituti credito e può essere qualificato come “intervento precauzionale” ai sensi della direttiva Brrd e dunque non comporterà un bail in (un condivisione delle perdite) né per gli azionisti né per gli obbligazionisti.

L’agenzia di rating Fitch in un report analizza l’impatto della deroga agli aiuti di Stato adottata la scorsa settimana ai fini della valutazione del merito di credito delle banche.

Bene le misure ma vigilanza sui rating standalone
«Fitch non considera la decisione come un bail in di fatto per le banche dell’Ue e ritiene che essa non altera l’opinione sul sostegno sovrano straordinario alle banche dell’Ue» si commenta. Tuttavia si avverte che «la misura fornisce in ogni caso un potenziale cuscinetto alla pressione che la ricaduta economica del virus eserciterà sui viability rating standalone delle banche, che incorporeremo nelle nostre decisioni» sul merito di credito. Il senso è che l’agenzia calcolerà comunque quale sarebbe l’effetto sulla banca di un mancato supporto, forse anche per misurare quanto l’utilizzo di misure eccezionali possano consentire a qualche istituto di mimetizzare sotto il tappeto polvere invece pregressa.

Aumenti solo se inferiori alle attività ponderate per rischio
Fitch spiega, inoltre, che la deroga agli aiuti di Stato vale «immissioni di
capitale in cui l'importo ricevuto è inferiore rispetto alle attività ponderate per il rischio della banca (RWA) e laddove la carenza di capitale (cioè l’inadeguatezza pregressa dei requisiti patrimoniali) è già stata ridotta mediante una raccolta di capitali alternativa le misure».
E ancora: il sostegno diretto con operazioni di aumento di capitale può essere destinato solo «a ciò che la Commissione europea chiama riduzione delle attività deteriorate derivanti direttamente dal coronavirus. Si tratta di un ampio raggio, che copre l’impatto sul capitale dall'aumento di perdite di valore su crediti, dall'aumento delle attività ponderate per il rischio, dalla riduzione del valore contabile dei crediti deteriorati esistenti e dalle perdite mark-to-market sui titoli».

Stress test ad hoc
Secondo Fitch la portata degli interventi fatti in deroga alla direttiva Brrd va comunque soppesati, nel senso che deve essere misurato l'impatto del supporto rispetto ai vincoli sopra indicati. «Potrebbe essere ancora necessario uno stress test per calcolare la quantità necessaria - afferma Fitch- ma non deve essere così complesso o elaborato come gli stress test a livello Ue che sono stati annullati alla luce del coronavirus». Come è noto gli stress test periodici sono stati rinviati dall’Eba al 2021.
Le misure temporanee varate la scorsa settimana, conclude, l’agenzia rafforzano «la flessibilità delle autorità nel rispondere alla crisi, integrando misure significative a sostegno della più ampia economia europea, tra cui sovvenzioni dirette, aiuti ai mutuatari instradati attraverso le banche e garanzie statali sui prestiti».

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