la giornata dei mercati

Banche e opa su Ynap danno la carica a Piazza Affari (+0,6%)

di Flavia Carletti


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(AFP)

3' di lettura

Seduta positiva a Piazza Affari nel segno di Yoox Net-a-porter e delle banche. Il Ftse Mib ha chiuso in progresso dello 0,59% e il Ftse All Share dello 0,6%. Più indietro Parigi, Francoforte e Londra, con Madrid che, invece, ha registrato un progresso vicino al punto percentuale, quando Oltreoceano Wall Street vede il Dow Jones oscillare sulla parità, mentre l'S&P e il Nasdaq, dopo un avvio poco mosso, hanno aggiornato i massimi intraday. Gli investitori continuano a seguire la situazione del bilancio federale, con il Senato Usa chiamato a votare su un piano proposto dal leader della maggioranza repubblicana Mitch McConnell, che darà fondi alle agenzie fino all'8 febbraio.

Intanto dalla mezzanotte di venerdì scorso è in corso lo shutdown, ovvero la chiusura delle attività federali. Sul fronte positivo, invece, oggi sono state pubblicate le stime del Fondo monetario internazionale sulla crescita, riviste al rialzo a livello globale, oltre che per l'Italia, la zona euro e gli Stati Uniti, grazie soprattutto alla riforma fiscale di Trump.

Ynap protagonista della seduta dopo lancio Opa

A Milano, protagonista della seduta è stata Ynap (+24,12%), dopo che il gruppo svizzero Richemont, che controlla tra l'altro Cartier e Montblanc ed è già azionista di Ynap, ha lanciato un'opa a 38 euro per azione. In evidenza anche il comparto bancario, guidato da Banco Bpm (+5,46%), nel giorno in cui, dalle comunicazioni Consob sulle partecipazioni rilevanti, è emerso che Capital Research ha il 5,155% del capitale gruppo bancario. Il fondo, già socio rilevante di UniCredit, è così il primo azionista del Banco Bpm. La buona giornata dei bancari, nella settimana in cui si riunirà il consiglio direttivo della Bce, vede gli acquisti premiare anche Ubi Banca (+3,25%), Bper (+2,69%) e Unicredit (+2,30%). Il buon andamento di Ynap ha trascinato al rialzo anche Salvatore Ferragamo (+3,87%), mentre Moncler (-0,69%) è rimasto più indietro, reduce comunque da un periodo positivo.

Mediaset sugli scudi, continua a salire Fca

Mediaset (+2,68%) è tra i titoli al centro dell’attenzione grazie a un report di Goldman Sachs, che ha promosso il titolo a buy con target di prezzo a 4,5 euro. La banca d'affari Usa ha inserita la società del Biscione nella propria conviction list definendola «la storia europea più convincente e sottovalutata di rilancio "fatto in casa" tra le Tv in chiaro». Per questo, secondo Goldman, i margini sull'Ebit cresceranno del 10% tra il 2017 e il 2020: motivo per cui le sue stime sull'Ebit 2018/2019 sono del 7% sopra il consensus. La ragione? «Quest'anno le quotazioni di Borsa torneranno a riflettere i fondamentali visto che la disputa con Vivendi sembra essere vicina a una conclusione». Oggi, inoltre, sono scaduti i termini della presentazione per le offerte sui diritti tv della Serie A di calcio 2018-2021. Mediaset ha presentato un’offerta per ottenere il diritto a trasmettere in digitale terrestre le partite del campionato, pacchetto B. Bene anche i petroliferi con Tenaris +1,9%, Saipem +1,74% ed Eni +0,74%. Continua la corsa di Fca (+0,72%), quando si avvicina la pubblicazione dei risultati del 2017, che saranno pubblicati giovedì 25 gennaio.

Enel e Snam deboli nel giorno dello stacco cedola

Sempre il 25 gennaio, saranno resi noti anche i conti di Stmicroelectronics, in calo dell'1,08%, nonostante quest'oggi Credit Suisse abbia confermato un giudizio "outperform" sul titolo. I conti del quarto trimestre 2017 sono attesi in linea con le attese e in rialzo sia sul trimestre precedente che sullo stesso periodo del 2016. Le stime sul primo trimestre 2018, invece, secondo la banca svizzera dovrebbero mostrare una crescita annuale ma un calo rispetto all'ultimo trimestre 2017. Enel (-2,32%) e Snam (-1,47%) hanno chiuso in fondo al Ftse Mib nel giorno dello stacco della cedola da 0,105 euro per azione per Enel, mentre per Snam di 0,0862 euro per azione. Secondo i dati di Borsa Italiana, il peso totale delle due operazioni ha pesato in avvio di contrattazioni dello 0,27% sul Ftse Mib.

Euro stabile, petrolio in lieve rialzo
Sul fronte dei cambi (segui qui l'andamento), la moneta unica passa di mano a 1,2253 dollari (1,2233 in avvio e 1,223 venerdì in chiusura), e a 135,796 yen (135,56 e 135,29), quando il dollaro-yen è pari a 110,82 (110,76 e 110,6). Il petrolio Wti consegna marzo, infine, sale dello 0,96% a 63,92 dollari al barile, nonostante l'apprensione per la delicata situazione che si è creata negli Usa con lo suhtdown del fine settimana. Intanto gli investitori iniziano ad aspettare con ansia la prima riunione del 2018 del consiglio direttivo della Banca centrale europea.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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