la giornata dei mercati

Banche e Saipem zavorrano Milano. Euro sopra 1,15 $ in attesa di Draghi

di Flavia Carletti

(Fotolia)

5' di lettura

Chiusura in rosso per le Borse del Vecchio Continente, anche se sopra i minimi di seduta, quando l’euro si rafforza sul dollaro e Wall Street viaggia in territorio negativo, sulla scorta delle tensioni politiche interne. A Piazza Affari il Ftse Mib ha perso lo 0,59% e il Ftse All Share lo 0,55%, quando a Parigi il Cac40 ha ceduto l'1,09% e a Francoforte il Dax30 l'1,25%.

La Borsa tedesca è risultata più penalizzata in quanto è l’indice più votato alle esportazioni e ha pagato quindi più di altri il rafforzamento della moneta unica, che passa di mano a 1,1574 dollari (1,1538 in avvio e 1,147 ieri sera). Intanto, l’euro vale anche 129,511 yen (129,27 e 129,35), con il dollaro che è scambiato a 111,89 yen (112,17 e 112,75). La divisa statunitense paga l’ultima battuta d’arresto dell’amministrazione Trump sulla riforma sanitaria. Ieri in Senato non è passata la proposta di Donald Trump per rivedere l’Obamacare a causa delle persistenti spaccature all’interno del partito Repubblicano.

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Il mercato aspetta il discorso di Mario Draghi giovedì

A influenzare l’andamento del mercato valutario anche l’attesa per il prossimo discorso del governatore della Banca centrale europea. Al termine della riunione del consiglio direttivo, Mario Draghi terrà un discorso e, anche se gli esperti danno per scontato il mantenimento dello status quo, gli investitori saranno attenti alle sue parole per capire le future decisioni, soprattutto relativamente al quantitative easing, in scadenza a fine anno, e a un eventuale rialzo dei tassi, possibile nel 2018. Il fatto che un aumento dei tassi non sembra così vicino ha messo sotto pressione oggi tutto il comparto bancario europeo. A Milano sono stati penalizzati dalle vendite soprattutto i titoli Bper (-3,25%), Mediobanca (-2,05%), Unicredit (-1,77%), e Ubi Banca (-1,55%). Ha limitato i danni Banco Bpm (-0,83%), nell’attesa di sviluppi sul fronte della cessione di Aletti Gestielle ad Anima (-0,50% Anima Holding).

Saipem in rosso, Credit Suisse abbassa giudizio e stime

In rosso anche Saipem (-2,38%), che paga il taglio di giudizio e di stime da parte di Credit Suisse, quando il prezzo del petrolio Wti a New York sale dello 0,50 a 46,46 dollari al barile. In un report sul settore europeo dei servizi petroliferi, Credit Suisse ha abbassato la raccomandazione su Saipem da 'neutral' a 'underperform', portando il prezzo obiettivo a 2,55 da 3,90 euro. Gli analisti della banca elvetica hanno tagliato del 38% le stime per l'eps del 2017 a causa dell'incertezza legata a una disputa fiscale e anche quelle del 2018 per quanto riguarda ricavi ed ebitda, rispettivamente del 9% e del 13% a causa del minore apporto al fatturato della divisione Offshore E&C (-25% le attese degli analisti per questo comparto), sul cui recupero gli analisti si dicono preoccupati. Un'altra fonte di incertezza è legata, secondo Credit Suisse, anche al contratto Kaombo FPSO, che potrebbe avere un aumento dei costi. Per il 2019, invece, le stime restano invariate. Poco mossi i titoli Eni (-0,53%) nel giorno dell'audizione dell’amministratore delegato, Claudio Descalzi, sul piano strategico davanti alla commissione Attività produttive della Camera sul Piano strategico. Il manager ha detto che il gruppo non intende vendere Gas e luce, non escludendo per questa divisione, nel quadro dell'azione di sviluppo, una ipo o una joint venture, anche se non in tempi brevi.

Yoox Net-a-porter paga i realizzi e le vendite sul settore

Tra I titoli più penalizzati dalle vendite del Ftse Mib anche Yoox Net-a-porter (-2,29%), che ha sofferto per le prese di beneficio dopo aver guadagnato il 3,02% nella seduta di ieri e ha risentito della giornata negativa per altri titoli del comparto in Europa. In particolare, è stato fortemente penalizzato dalle vendite Zalando, quando a Londra Asos ha avuto una flessione più contenuta. Le vendite su Zalando sono state innescate dalla delusione per i conti semestrali. Il gruppo tedesco ha registrato sì una crescita nel secondo trimestre ma è stata comunque inferiore ai primi tre mesi dell'anno e sotto le attese. La società ha infatti reso noto di aver aumentato il fatturato, secondo le cifre preliminari, nel periodo aprile-giugno tra il 19 e il 21% a 1,09-1,1 miliardi di euro, contro attese degli analisti di 1,2 miliardi e un aumento del 23% nel gennaio-marzo. Nel primo semestre l'incremento del fatturato è pari a 21-22% a 2,07-2,09 miliardi.

Telecom sotto la lente, scattato il conto alla rovescia per semestre

Telecom Italia ha continuato a essere sorvegliata speciale di Borsa, chiudendo in rialzo dell'1,17%, nell’attesa di eventuali ribaltoni ai vertici, con la poltrona di Flavio Cattaneo che risulta traballante, in base alle ultime indiscrezioni, sebbene il manager abbia smentito. In più è scattato il conto alla rovescia sia per il bond convertendo in azioni Telecom, che nel 2014 emise Telefonica e che scade il 24 di luglio, sia per i conti del semestre che verranno diffusi il 27 luglio. Conti che dovrebbero essere ancora in miglioramento, secondo le stime degli analisti e anche le indicazioni che aveva dato Cattaneo nelle scorse settimane.

Pharmanutra balza del 39,9% su Aim nel giorno debutto

Debutto boom per le azioni della società pisana Pharmanutra, specializzata nella produzione di nutraceutici e dispositivi medici. Su Aim i titoli hanno chiuso con il progresso del 39,9% dopo aver registrato anche un progresso superiore al 50% in avvio rispetto al prezzo di collocamento. Pharmanutra è attiva nella ricerca, sviluppo e commercializzazione di prodotti nutraceutici innovativi e di dispositivi medici. Il flottante al momento dell’ammissione sul mercato Aim Italia è del 23,97%. PharmaNutra è leader nella propria nicchia di mercato in Europa e assoluto numero uno a livello mondiale per quota di mercato in Spagna, Emirati Arabi, Iran Romania e Austria. In Italia il successo è abbinato soprattutto all'invenzione di un prodotto altamente innovativo come il SiderAL, a base di ferro sucrosomiale, l'integratore di ferro più efficace sul mercato. L'azienda toscana ha circa 50 dipendenti e conta su una rete di circa 150 informatori scientifici commerciali. L'anno scorso ha registrato un fatturato consolidato di circa 33 milioni di euro e un margine operativo lordo di circa 7,5 milioni di euro. Per contro Culti Milano, la matricola sbarcata ieri su Aim, oggi subisce la pressione dei realizzi.

Prezzi import rallentano il passo negli Usa

Intanto negli States è stato annunciato che i prezzi all'importazione sono calati in giugno, seppure meno delle previsioni, sulla scia del calo dei prezzi del petrolio. Questo potrebbe incidere sull'andamento dell'inflazione. Secondo i dati del Dipartimento del Lavoro americano, i prezzi all'importazione sono scesi dello 0,2%, mentre gli analisti attendevano un calo dello 0,3%. In maggio il dato era sceso dello 0,3%. Su base annuale, ovvero rispetto a giugno 2016, il dato è in rialzo dell'1,5%. I prezzi delle importazioni di petrolio sono diminuiti nel mese del 2,2%, mentre quelli dei prodotti non petroliferi sono saliti dello 0,1% nel mese e dell'1,4% negli ultimi dodici mesi, il rialzo annuale maggiore da marzo 2012. I prezzi delle esportazioni sono calati dello 0,2% dal mese precedente e salgono dello 0,6% rispetto a giugno 2016. Gli Stati Uniti importano circa 2.700 miliardi di dollari di beni e servizi ogni anno, circa il 16% del Pil.

BTp: spread con Bund chiude a 164 punti e rendimento cala al 2,2%
Chiusura in lieve ribasso per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il benchmark decennale italiano (Isin IT0005240830) e il pari scadenza tedesco segna a fine seduta 164 punti base, uno in meno rispetto alla vigilia. In giornata era arrivato a un minimo di 161 punti, salvo poi riallargarsi. Cala invece il rendimento del decennale italiano, al 2,2% dal 2,25% di ieri.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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