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Banche, Enria: «L’uscita dal mercato russo avvenga in tempi rapidi»

Il presidente del Consiglio di Vigilanza della Bce rassicura su impatto diretto da esposizione verso Mosca

di Gerardo Graziola

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

La Vigilanza della Bce «auspica» che le banche europee chiudano al più presto le filiazioni in Russia. Lo indica il presidente del Consiglio di Vigilanza della Banca centrale europea, Andrea Enria, dal palco del Festival dell'Economia di Trento. «Abbiamo già detto che l'impatto diretto è gestibile» sottolinea Enria. Secondo la Bce anche se tutte le esposizioni fossero svalutate a zero, le banche europee sarebbero comunque ancora sopra i livelli di capitale richiesti. «L'impatto indiretto – aggiunge - è tuttavia cosa diversa. Tutte le nostre banche hanno intenzione di uscire» indica Enria riferendosi alla platea delle banche direttamente vigilate da Francoforte. Il banchiere italiano ricorda che la francese SocGen ha già venduto e altre «stanno negoziando, i rischi si stanno riducendo, non è semplice. L'auspicio è che si chiuda in tempi rapidi».

Riconsideriamo rischio di delocalizzazione attività critiche

A Francoforte, intanto, la Vigilanza sta «ripensando in modo radicale» come considerare i rischi per le banche legati alla delocalizzazione delle «funzioni critiche» in Paesi dove il costo del lavoro è più basso. Il ripensamento è legato ai rischi cibernetici osserva Enria. «Molte banche hanno spinto delle funzioni critiche in paesi dove il costo del lavoro è più basso, con skill tecnologici avanzati» come nel caso dell'India dove durante la pandemia visti i bassi livelli di vaccinazione si è temuto per la continuità dei servizi delocalizzati. Enria ha fatto anche l'esempio di un istituto finito in liquidazione in quanto aveva affidato tutti i servizi ad Amazon ed era legata ad una banca sottoposta a sanzioni dopo l'invasione dell'Ucraina.

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Rialzo dei tassi se graduale è positivo per i bilanci bancari

Una «normalizzazione dei tassi di interesse» con un rialzo graduale da parte della Bce avrebbe un impatto «ancora positivo» sulle banche europee osserva il numero uno della Vigilanza della Bce da Trento. Diverso sarebbe se il quadro peggiorasse a fronte dell'incertezza che è molto elevata. «Lo scenario peggiore è quello di una recessione, o un azzeramento della crescita o un'inflazione più persistente». In questo secondo quadro «i tassi sarebbero meno prevedibili e nel bilanciamento degli aspetti positivi e negativi (per le banche) peserebbe il potenziale deterioramente della qualità dell’attivo». Secondo Enria è per questo motivo che le autorità di Vigilanza stanno mettendo «un'enfasi forte con le banche sul rafforzamento del presidio del rischio di credito e sull’attenzione ai settori più impattati dai nuovi shock e più sensibili ai tassi».

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