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Banche, Enria prepara la svolta: più trasparenza nella vigilanza

di Isabella Bufacchi

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Andrea Enria (Imagoeconomica)


3' di lettura

Tra i tanti obiettivi primari di un supervisore che vigila sul sistema bancario, e che dunque tratta una materia ad alto contenuto di confidenzialità e di riservatezza, quello della massima trasparenza può sembrare il meno ovvio. Eppure Andrea Enria, da qualche settimana a capo dell’Ssm (Single Supervisory Mechanism), ha subito esplicitamente bandito il modello della “scatola nera” dal grattacielo a 40 piani dell’Eurotower che ospita il meccanismo unico di vigilanza. Nel suo primo discorso a Francoforte dopo l’insediamento, rivolgendosi alla comunità bancaria e finanziaria europea, Enria ha dichiarato pubblicamente che la trasparenza per lui è e sarà «chiave».

Chi esercita la vigilanza diretta su 117 banche significative (equivalente a circa l’82% degli attivi bancari nell’area dell’euro), secondo Enria deve comunicare e dialogare in maniera trasparente non solo direttamente con gli istituti di credito ma anche «con un ampio ventaglio di stakeholders» che sono gli investitori, i clienti delle banche e il pubblico inteso in senso più lato. La trasparenza del supervisore va mano in mano con l’accountability, cioè con l’essere responsabile delle proprie azioni, con l’indipendenza, e con quell’elemento di valutazione e di giudizio che accompagna l’applicazione delle regole. La trasparenza rafforzare la fiducia nelle istituzioni e nelle banche stesse.

L’era di Danièle Nouy, la prima chair dell’SSM che dal 2014 al 2019 ha creato dal nulla il gigante della supervisione bancaria europea come pilastro dell’Unione bancaria, non verrà ricordata come l’era della trasparenza. Il tempo forse le è stato tiranno perché alla Nouy è stato chiesto di centrare rapidamente molti obiettivi: riparare il sistema bancario, reduce dalla Grande Crisi, e renderlo più solido e resiliente, e al tempo stesso conquistare un’alta reputazione dell’Ssm come istituto indipendente e capace di prendere le decisioni giuste. Le banche nell’area dell’euro sono ora più sicure e la mole dei crediti deteriorati si è molto ridotta. E tutto questo è stato conseguito rapidamente, correndo il rischio a volte di incomprensioni e opacità, non solo nei confronti delle banche vigilate ma anche di investitori, azionisti, sottoscrittori di bond bancari, correntisti, detentori di depositi: e sotto il nuovo ombrello del bail-in. Enria si è ora preso il solenne impegno che dove la riservatezza lo consentirà, il più possibile verrà divulgato e chiarito.

Per le banche, la trasparenza ha un’importanza vitale, in un mondo dove la compliance tende a dominare i consigli di amministrazione. Molte banche per esempio si sono lamentate in passato di non aver ben capito i motivi per i quali era stato richiesto dall’SSM un supplemento di capitale prudenziale. Questa mancanza di chiarezza non ha aiutato le banche a concentrarsi sulle debolezze specifiche riscontrate dal supervisore. È vero che l’Ssm della Nouy ha impostato la vigilanza sul dialogo con le banche e che questo è il modus operandi della vigilanza a livello nazionale. Ma la mole di requisiti prudenziali, di linee guida, di raccomandazioni, tra Srep (piuttosto che un giudizio complessivo le banche preferirebbero una ripartizione delle aree di rischio con relativo intervento prudenziale), stress test e l’applicazione di BasileaIII e Mrel-Tlac, è tale che la trasparenza serve ora più che mai perché  aiuta ad uscire in fretta da questo labirinto con la massimizzazione dell’impiego di risorse finanziarie e di tempo e con gli stakeholders che non erano in fibrillazione per i motivi sbagliati.

Anche la duplicazione dei dati richiesti da organi di vigilanza diversi è una spesa ulteriore, di risorse, di cui le banche farebbero volentieri a meno: significa che la trasparenza e il dialogo va aumentato anche tra supervisori, Enria ne è consapevole.

Per il presidente dell’Ssm, c’è infine un’altra trasparenza fondamentale, quella che consente poi a risparmiatori, investitori, clienti delle banche, depositanti, di capire cosa viene fatto dalla vigilanza su questa o quella banca, e perché. Essere trasparenti in questo caso contribuisce a rafforzare la fiducia nel sistema bancario. L’opacità per contro può generare l’effetto contrario.

Riproduzione riservata ©
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    Isabella Bufacchivicecaporedattore corrispondente dalla Germania

    Luogo: Francoforte, Germania

    Lingue parlate: inglese, francese, tedesco, spagnolo

    Argomenti: mercato dei capitali, ECB watcher, fixed income e debito, strumenti derivati, Germania

    Premi: Premio Ischia Internazionale di Giornalismo per l’analisi economica, Premio Q8 per giovani giornalisti economici

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