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Banche, Fitch: le moratorie rischiano di «indebolire la cultura dei pagamenti»

L’agenzia di rating promuove lo sospensione dei prestiti insieme alle garanzie dello Stato, ma avverte sugli effetti collaterali nel lungo termine

di Maximilian Cellino

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L’agenzia di rating promuove lo sospensione dei prestiti insieme alle garanzie dello Stato, ma avverte sugli effetti collaterali nel lungo termine


3' di lettura

Le moratorie sui prestiti e le garanzie statali concesse per far fronte all’emergenza Covid che ha colpito le imprese disinnescano per il momento la mina delle sofferenze bancarie. I nodi potrebbero però venire al pettine in un momento successivo: non solo, come evidente, per la scadenza delle agevolazioni, ma anche perché queste potrebbero lasciare segni indelebili sui debitori, cambiandone alla lunga anche i comportamenti. A dirlo è Fitch Ratings, in un rapporto appena pubblicato per fare il punto della situazione sulle banche del Sud Europa.

La forza dei due strumenti uniti

«La presenza di prestiti garantiti dal governo in Italia e Spagna per integrare le moratorie dovrebbe aiutare ad alleviare lo stress sui mutuatari dei due Paesi, almeno nel 2020-2021», sostiene l’agenzia di rating, facendo notare come Roma e Madrid siano le uniche a utilizzare una combinazione dei due strumenti nella regione e siano per questo motivo maggiormente a riparo dalle sorprese. Gli altri - Grecia e Cipro in primis - applicano al massimo uno dei due sistemi di protezione, cosa che espone «la qualità degli attivi delle banche maggiormente a rischio all'indomani della pandemia».

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Il pericolo di un aggravio dei debiti aziendali...

«I lunghi periodi di grazia sui prestiti finanziamenti dallo Stato, combinati con le moratorie, danno ai mutuatari più tempo per riprendersi dalla crisi e limitano gli accantonamenti che le banche devono effettuare per la parte non garantita dei prestiti», sottolinea con favore Fitch, che non manca però di mettere in evidenza più di un elemento di rischio. «I prestiti garantiti dallo Stato - notano in prima battuta gli analisti - si aggiungono all'indebitamento complessivo, cosa che potrebbe alla fine portare a una qualità delle attività più debole se alcuni mutuatari fossero permanentemente segnati dalla crisi».

...e quello di mascherare i rischi

Anche le stesse moratorie hanno il loro risvolto della medaglia perché rappresentano secondo l’agenzia di rating «una soluzione al potenziale stress a breve termine sulla liquidità dei mutuatari, ma possono mascherare i rischi nel medio periodo per la qualità degli attivi delle banche». L'utilizzo di questo strumento non ha infatti innescato, di per sé, la riclassificazione automatica dei prestiti ai sensi dei principi contabili Ifrs 9. Eba, l’autorità bancaria europea, ha fatto presente come alla fine di giugno 2020 appena il 2,5% dei prestiti bancari dell'Ue soggetti a moratoria fosse stato svalutato.

Banche chiamate a valutare i rischi in bilancio

Proprio per questo motivo, nota Fitch, le banche sono ora all’opera per esaminare i propri portafogli e identificare quali siano i clienti con maggiore probabilità di non riprendere i pagamenti alla scadenza delle moratorie e stanno iniziando a riclassificare i loro prestiti come terzo livello (quello con rischio creditizio alto) in anticipo. L’attenzione, in questo caso, deve essere destinata soprattutto ai settori più interessati dal blocco delle attività e dalle altre misure di contenimento adottate per contrastare la diffusione del coronavirus.

L’insidia comportamentale

C’è però un ulteriore elemento di preoccupazione più sottile richiamato da Fitch, non certo nell’immediato, ma in un’ottica di più lungo periodo: l’esistenza di moratorie potrebbe mutare il comportamento stesso dei debitori. Queste agevolazioni «corrono il rischio di indebolire una cultura dei pagamenti già bassa, a scapito della futura qualità degli attivi delle banche», evidenzia l’agenzia di rating. Una sorta di «azzardo morale», insomma, al quale, secondo l’agenzia di rating, sarebbero più esposte le banche di Cipro e Grecia, «dove la cultura dei pagamenti è più debole che altrove nell'Europa meridionale». Ma c’è il sospetto che nessun Paese possa in fin dei conti dichiararsi immune al rischio di simili atteggiamenti opportunistici.


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    Maximilian CellinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Mercati finanziari, politiche monetarie, risparmio gestito, investimenti, fonti alternative di finanziamento, regolamento del sistema finanziario

    Premi: Premio State Street 2017 per il giornalista dell'anno - Categoria Innovazione

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