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Banche nel mirino delle vendite, giù Mediobanca e Bper

Pesa anche mossa a sorpresa della Banca svizzera su tassi

di Enrico Miele

(Eugenio Marongiu - stock.adobe.com)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le vittime della seduta sul listino principale milanese sono ancora una volta gli istituti di credito e il risparmio gestito, con le vendite che stanno penalizzando in particolare Mediobanca, Azimut, Banca Generali, Fineco, Banca Mediolanum, Banco Bpm e Bper. Una debolezza che arriva all’indomani della decisione della Fed di ritoccare i tassi d'interesse di 75 punti base (all'1,5%-1,75%), come non accadeva dal lontano 1994. Sugli istituti di credito, nonostante la fine della stagione dei «tassi zero», che ne ha frenato i ricavi in questi anni, pesano le aspettative di un peggioramento del ciclo economico globale, alla luce dell’inflazione record e della stretta monetaria (con l’idea che la Bce possa accelerare sui tassi in scia alla Fed).

Nell’attesa, stamattina è stato il turno della Banca Nazionale Svizzera, che a sorpresa ha ritoccato di mezzo punto percentuale, a –0,25%, il tasso di riferimento per contrastare l’accresciuta pressione inflazionistica. «Non è da escludere che nei prossimi mesi si rendano necessari ulteriori rialzi del tasso di interesse per ancorare l’inflazione a medio termine nell’area di stabilità dei prezzi» ha poi aggiunto la Banca centrale elvetica, deprimendo ulteriormente i corsi azionari (la mossa, infatti, non era attesa dal mercato e si tratta del primo intervento dal 2007, da 15 anni).

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Gli analisti di Equita, commentando le decisioni della Fed, sulle quali Wall Street almeno alla vigilia ha dato una «lettura marginalmente dovish», sottolineano come nei prossimi mesi a livello generale ci sarà «un contesto macro più fragile, che rende più probabile una revisione al ribasso delle stime soprattutto sui titoli più ciclici ed esposti maggiormente a pressioni sui margini a causa dell’aumento superiore alle attese dell’inflazione».

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