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Banche, Nouy: «Addendum Npl può slittare, ma banche siano pronte»

di Corrado Poggi


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Daniele Nouy (Afp)

2' di lettura

L’applicazione dell'addendum della supervisione Bce sugli Npl potrebbe slittare di qualche mese e verrà chiarito meglio il contesto di Pillar 2 in cui si inserisce. È quanto ha dichiarato in un discorso a Francoforte Daniele Nouy, presidente del supervisory board della Bce. «L'addendum è stato sottoposto a pubblica consultazione che si è chiusa a dicembre - ha detto la Nouy -. Abbiamo esaminato tutti i commenti e le opinioni legali che abbiamo ricevuto de emenderemo di conseguenza l'addendum. Tra le altre cose, potremmo cambiare la data di applicazione e chiariremo il contesto di Pillar 2 in cui si inserisce».

Allo stesso tempo, ha aggiunto la Nouy, «ci stiamo coordinando con la commissione europea sulla sua proposta per un livello minimo di accantonamento prudenziale in base al Pillar 1. L'addendum sarà finalizzato nel primo trimestre di quest'anno». Se l'applicazione dell'addendum può essere ritardato di qualche mese, i messaggi che la Nouy invia al sistema bancario sono chiari. «Il mio primo messaggio alle banche è questo - ha detto - fare troppo poco e tardi non è un'opzione percorribile. Porterà sicuramente a maggiori problemi nel futuro», per cui il momento di agire è ora. «Il mio secondo messaggio alle banche è questo: preparatevi per l'addendum».

«È fondamentale - ha aggiunto la Nouy - che i bilanci vengano ripuliti quando le condizioni sono buone. Ma a volte, è solo quando le condizioni peggiorano che scopriamo quanto davvero sono puliti. Gli stress test sono quindi diventati uno strumento importante per verificare la vulnerabilità dei bilanci».

Quest'anno l'Eba condurrà un altro grande stress test, prosegue la Nouy, che riguarderà alcune delle banche direttamente supervisionate dalla Bce. «Per ottenere un quadro più completo - ha indicato - condurremo un nostro stress test per molte delle banche che non sono coperte dallo stress test Eba ma che sono comunque supervisionate direttamente da noi». La posta in gioco è ovviamente alta. Le banche con livelli insufficienti di capitale dovranno
intervenire per coprire le mancanze. Inoltre i risultati degli stress test saranno resi pubblici, «quindi è probabile che i mercati si aspettino che le banche affrontino le loro carenze di capitale». In terzo luogo, la vigilanza bancaria europea deciderà, caso per caso, «se le banche che risultano sottocapitalizzate nello scenario avverso dovranno ricapitalizzare». «Nel complesso - ha detto Nouy - lo stress test sarà un momento della verità per le banche». Ripulire i bilanci è fondamentale, ha ribadito, e aiuterà le banche a rimanere redditizie e resilienti e, più in generale, aiuterà a ridurre i rischi nel settore bancario.

«Questo, a sua volta, è un prerequisito per la creazione del terzo e ultimo pilastro dell'unione bancaria: un sistema europeo di assicurazione dei depositi, o Edis. E, nota a margine, la creazione dell'Edis potrebbe comportare un'altra revisione della qualità degli asset. Questo dovrebbe rappresentare per le banche un ulteriore incentivo a ripulire i loro bilanci».

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