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Franco: più occupazione, taglio cuneo prioritario. Visco: recessione dell’Italia solo con stop del gas russo

Il ministro dell’Economia: superbonus, cabina di regia per recupero somme frodi. Il governatore della Banca d’Italia: lente su alcune banche piccole, rischio crisi. Il presidente dell’associazione bancaria Patuelli: possibile aumento crediti deteriorati e crisi di imprese

Assemblea annuale dell’Abi: gli interventi di Patuelli, Visco e Franco

4' di lettura

Il governo intende proseguire l’azione di contenimento dell’impatto del caro energia ma gli interventi saranno «più selettivi» e calibrati sulle condizioni economiche delle famiglie. Lo ha annunciato il ministro dell’Economia, Daniele Franco, all’assemblea dell’Abi. Nel suo intervento Franco ha detto che per aumentare l’occupazione «la riduzione del cuneo fiscale è prioritaria», spiegando che la questione sarà affrontata nella legge di bilancio.Nella stessa occasione il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha sottolineato che l’Italia finirà in recessione solo nel caso di uno scenario di blocco delle forniture di gas dalla Russia.

Franco: superbonus, cabina regia per recupero somme frodi

Nei prossimi giorni si «riunirà la cabina di regia» fra Gdf, ministeri e altri organi pubblici con l’obiettivo di recuperare le somme delle frodi nel superbonus: lo ha annunciato il ministro dell’Economia. Franco ha ricordato come siano stati rilevati 5,7 miliardi di «crediti inesistenti, di cui 2 già incassati». Il governo, ricorda, è intervenuto più volte per rafforzare i controlli e istituire dei presidi anti truffa a correzione della normativa originaria.

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Franco: far crescere occupazione, taglio cuneo prioritario

Uno degli obiettivi a cui l’Italia deve puntare per far fronte ai possibili rischi di «battuta d’arresto» dell’economia è «accrescere il tasso di occupazione che è particolarmente basso, guardando ai giovani, alle donne e al Mezzogiorno» ha sottolineato il ministro dell’Economia. In questo senso «la riduzione del cuneo fiscale è prioritaria», ha aggiunto, spiegando che la questione sarà affrontata nella legge di bilancio.

Franco: molti rischi ma crescita non si arresterà

«Le difficoltà e i rischi davanti a noi sono importanti - ha aggiunto Franco -, sarebbe tuttavia sbagliato abbandonarsi al pessimismo in una fase in cui ci sono molteplici segnali di fermento». Per il ministro dell’Economia la crescita degli investimenti e gli effetti del Pnrr che si concretizzeranno dal 2023 al 2026. Franco ha ribadito i forti elementi di incertezza, ma anche che «esistono validi motivi per essere fiduciosi che con il dinamismo del nostro sistema produttivo, con un’incisiva azione di governo e con il contributo essenziale delle parti sociali la crescita non si arresterà».

Visco: non avviata la rincorsa tra prezzi e salari

Indicazioni «confortanti» arrivano sul fronte dell’inflazione di medio-lungo periodo e «dalla dinamica delle retribuzioni, che non sembra al momento indicare l’avvio di una pericolosa rincorsa tra prezzi e salari» afferma il governatore della Banca d’Italia secondo cui questi segnali rilevano come l’obiettivo di riportare l’inflazione in linea «può avvenire mediante una normalizzazione graduale della politica monetaria e senza causare una brusca frenata dell’economia».

Visco: recessione Italia solo se stop gas dalla Russia

Per Visco l’Italia finirà in recessione solo nel caso di uno scenario di blocco delle forniture di gas dalla Russia. Secondo il governatore della Banca d’Italia in questo scenario avverso il Pil (che dovrebbe crescere in linea con l’eurozona nel biennio) subirebbe «una contrazione nella media del biennio 2022-23, per tornare a crescere nel 2024». Si avrebbero «ricadute dirette di tale interruzione sui settori a più elevata intensità energetica, ulteriori rialzi nei prezzi delle materie prime, un più deciso rallentamento del commercio estero, un peggioramento della fiducia e un aumento dell’incertezza».

Visco: mantenere sostenibilità debito pubblico

La Bce è impegnata contro le reazioni «non giustificate dei mercati» ma il «pieno successo della politica monetaria dipenderà anche dall’impegno condiviso, nei fatti, nelle proposte e nelle richieste di interventi di bilancio, a mantenere i debiti pubblici su un percorso che ne continui ad assicurare la piena sostenibilità» sottolinea Visco secondo cui alla Bce «si deve affiancare una chiara determinazione delle autorità fiscali a mantenere le finanze pubbliche in un percorso di riequilibrio».

«Pil rallenta, banche siano prudenti su dividendi»

Il rallentamento del Pil e il «rischio di una contrazione dell’attività economica» devono indurre le banche a «tenerne opportunamente conto» nelle «politiche di distribuzioni degli utili e degli accantonamenti» ha sottolineato Visco nel suo intervento.

«Bce pronta a nuovi strumenti contro turbolenze mercati»

«Reazioni sui mercati finanziari non giustificate dai fondamentali dei diversi paesi», «potranno essere contrastate utilizzando con decisione, come già accaduto in passato, tutti gli strumenti in possesso della banca centrale e, se necessario, impiegandone di nuovi» dice Ignazio Visco all’assemblea annuale Abi secondo cui «affinché l’azione della banca centrale sia efficace è cruciale che non vi siano amplificazioni del costo del denaro in singole giurisdizioni (paesi, ndr)».

Visco: lente su alcune banche piccole, rischio crisi

La Banca d’Italia mantiene alta l’attenzione e ha chiesto «di valutare ogni azione» su alcuni istituti di credito medio-piccoli sotto la sua diretta supervisione dove potrebbero esserci delle situazioni che potrebbero degenerare in crisi. Per Visco «a fronte di una situazione equilibrata per la maggior parte degli intermediari, permangono in alcuni casi elementi di fragilità, soprattutto in relazione alla capacità di generare flussi di reddito idonei a coprire i rischi, finanziare gli investimenti in innovazione, remunerare il capitale».

«Per alcune banche - rileva - meno proattive e connotate da carenze manageriali, gli aspetti di debolezza individuati possono mettere a repentaglio la sostenibilità del modello di attività, fino a degenerare in situazioni di crisi; di conseguenza è stato loro chiesto di valutare con tempestività ogni azione volta al superamento delle criticità, incluse ipotesi di aggregazione con altri intermediari».

Patuelli: possibile aumento Npl e crisi imprese

«I crediti deteriorati possono riprendere a crescere, nonostante le costanti attività delle banche per ridurli: possono crescere le crisi di imprese che debbono ancora essere accompagnate da misure di finanza d’emergenza». Lo afferma il presidente Abi Antonio Patuelli all’assemblea annuale. Durante la crisi Covid «i crediti deteriorati che non sono esplosi anche per la presenza di moratorie che debbono essere reintrodotte col prolungamento» della pandemia e con gli effetti della guerra russo-ucraina.

Fusioni delle banche europee per competere

Per Patuelli «i processi di consolidamento» delle banche «debbono svilupparsi anche internazionalmente, soprattutto in Europa, per favorire la crescita di soggetti bancari che abbiano dimensioni competitive con i giganti americani e asiatici». Il presidente dell’Abi ha ricordato come nel nostro paese «le aggregazioni bancarie si siano realizzate in un quadro di costante forte concorrenza. In proporzione alle popolazioni, si sono realizzate più aggregazioni bancarie in Italia che negli altri paesi del resto d’Europa».

Patuelli rieletto presidente

Il neoeletto Consiglio dell'Abi, che si è riunito dopo l’Assemblea annuale pubblica e quella privata, accogliendo l'indicazione unanime formulata ai sensi di Statuto dal Comitato esecutivo, ha rieletto per acclamazione Patuelli presidente dell'Abi.

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