sicurezza

Banche, rischio scalate: l’allarme Copasir

Il Copasir parte con banche e assicurazioni sul rischio di scalate ostili dall’estero: per la prima volta si affronta in modo specifico questa criticità

di Marco Ludovico

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Il presidente del Copasir Raffaele Volpi

Il Copasir parte con banche e assicurazioni sul rischio di scalate ostili dall’estero: per la prima volta si affronta in modo specifico questa criticità


2' di lettura

Per la prima volta il Copasir decide di approfondire il tema del rischio di scalate ostili dall’estero delle aziende strategiche dell’economia nazionale. Si parte dal settore più delicato, banche e assicurazioni. Le audizioni nella seconda metà gennaio: i vertici dell’intelligence e le autorità di vigilanza e controllo

Banche e assicurazioni: rischio di scalate ostili dall’estero
Il Copasir, comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, vuole vederci chiaro, è una novità assoluta. Metterà in calendario le audizioni nella seconda metà gennaio. I primi dovrebbero essere Gennaro Vecchione (Dis), Mario Parente (Aisi) e Luciano Carta (Aise). Poi partirà la sequenza degli organi di vigilanza e controllo. Oltre al Mef (ministero economia e finanze), saranno sentiti i vertici di Banca d’Italia, Consob, Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni), Guardia di Finanza. Poi, i vertici delle banche.

Azione programmata da tempo
Dopo l’indagine sul 5G, il comitato aveva già pianificato questa azione politica quando il presidente era Lorenzo Guerini (Pd), poi diventato ministro della Difesa e sostituito da Raffaele Volpi (Lega). Annunciata come un approfondimento sul rischio di infiltrazioni dall’estero sul sistema economico nazionale, il Copasir ha deciso di partire dal tema più delicato: quello finanziario.

Servizi in allarme già due anni fa
L’input parte da lontano. Già dopo la relazione del Dis 2018 Adolfo Urso (Fdi), oggi vicepresidente del comitato, aveva presentato quando non era ancora al Copasir una proposta di legge di indagine parlamentare sul rischio di scalate ostili nel nostro Paese. Le indagini parlamentari oggi in corso sono circa una quindicina ma allora non ci fu sensibilità politica sufficiente per approvarla. Al Copasir, invece, Urso ha trovato un consenso unanime tra tutte le forze politiche presenti.

Infiltrazioni tra cda e management
Al comitato parlamentare sono depositate le relazioni sull’attività annuale del servizi di informazione e sicurezza 2018 e 2019. Dove già si spiega, in chiaro, la minaccia diffusa di azioni ostili contro le aziende strategiche dell’economia nazionale. Il rischio dell’incunearsi nei consigli di amministrazione o tra i dirigenti di soggetti infiltrati da stati esteri. Le relazioni ufficiali, com’è ovvio, non parlano delle nazioni in ballo. Ma è risaputo come alcuni stati siano campioni o punte avanzate di intelligence economica: la Francia, più di tutte, ma anche Russia e Cina. Come, in quest'ultimo caso, ha sottolineato proprio la relazione finale dell’indagine sul 5G del Copasir.

Il rischio vero nei documenti classificati
I documenti pubblici consegnati dall’intelligence non parlano, altrettanto ovviamente, delle aziende a rischio, ma è facile dire i nomi in gioco: Generali, Tim, Eni, Unicredit, solo per citarne alcune. Al Copasir ci sono anche documenti con classifica di segretezza più o meno alta dove si raccontano realtà molto più dettagliate e specifiche sul cosiddetto rischio Paese: Aise e Aisi, in particolare, hanno potuto consegnare al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, una serie di informazioni molto delicate. Una volta tanto governo e parlamento ora si muovono in linea.

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