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Banche in rosso, pesano avversione a rischio e stallo su M&A

Settore debole in tutta Europa, a Milano penalizzate soprattutto Bper, UniCredit e Banco Bpm

di Paolo Paronetto

(Syda Productions - Fotolia)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Settore bancario sotto pressione sui listini azionari. In una giornata difficile per l'intero mercato (FTSE MIB), i titoli degli istituti di credito perdono terreno in tutta Europa, con il sottoindice Stoxx giù del 3,3 per cento. Le banche italiane non fanno eccezione e sul Ftse Mib registrano in molti casi flessioni superiori ai tre punti percentuali: Banca Pop Er , Unicredit e Banco Bpm. In calo anche Intesa Sanpaolo, mentre Mediobanca limita i danni. Il comparto risente in primo luogo della generale incertezza e dell'incremento dell'avversione al rischio, oltre che dell'attuale stallo nel processo di consolidamento del settore. L'unica operazione ufficialmente allo studio, UniCredit-Mps, deve infatti affrontare gli ostacoli della politica, che paiono aver congelato le trattative almeno fino alle elezioni di inizio ottobre.

Stallo sull'operazione UniCredit-Mps

Secondo quanto riportato da alcune indiscrezioni, inoltre, il Tesoro potrebbe valutare altre opzioni per l'istituto senese, anche se gli analisti di Equita continuano a ritenere UniCredit «l'unica opzione attualmente percorribile». Secondo quanto riportato da La Stampa, d'altra parte, nella partita potrebbe inserirsi Bper per rilevare parte degli sportelli che UniCredit potrebbe dover cedere per obblighi Antitrust, replicando di fatto quanto avvenuto con l'operazione Intesa-Ubi. La stessa Bper, secondo il quotidiano, «potrebbe anche contribuire a una "alternativa di sistema", ipotesi esaminata e poi accantonata dal Tesoro nei mesi scorsi». Nulla di fatto, intanto, in casa Banco Bpm, che da tempo si è detta disponibile a valutare aggregazioni. «Noi ci siamo guardati attorno, abbiamo parlato con diversi interlocutori ma in questo momento non sembrano esserci i presupposti per avviare un percorso di consolidamento», ha dichiarato l'amministratore delegato Giuseppe Castagna in un'intervista con L'Economia del Corriere della Sera. L'istituto presenterà in novembre il nuovo piano industriale su basi stand alone.

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