AUDIZIONE AL SENATO

Banche, Sabatini (Abi): crisi economia da pandemia fa presagire forte incremento npl

Il direttore generale dell'Abi ha messo in evidenza che il comparto del credito è «ancora sottoposto a una forte pressione regolatoria»

default onloading pic
(foto Ansa)

Il direttore generale dell'Abi ha messo in evidenza che il comparto del credito è «ancora sottoposto a una forte pressione regolatoria»


2' di lettura

«La grave crisi economica conseguenza della pandemia tuttora in corso, i cui effetti in termini di estensione nel tempo ma anche di profondità sul tessuto economico sono ancora tutti da determinare, fanno presagire che ci sarà un incremento dei crediti deteriorati». Lo ha messo in evidenza il direttore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini, nel corso dell'audizione nella commissione Finanze del Senato sui disegni di legge relativi ai crediti in sofferenza di famiglie e imprese.

Sabatini ha nello stesso tempo sottolineato lo «sforzo molto rilevante» sostenuto dalle banche su questo fronte in termini di processi di cartolarizzazione e di cessione di portafogli npl. E che il comparto del credito è comunque «ancora sottoposto a una forte pressione regolatoria».

Sabatini ha ricordato che «a dicembre del 2019, l'ultimo rapporto di Bankitalia sulla stabilità finanziaria evidenziava che il totale dell'esposizione sui crediti deteriorati ammontava a 147 miliardi lordi e di questi al netto degli accantonamenti ammontavano a 70 miliardi, pari rispettivamente al 6 ,7 % e il 3,3 % del totale dei finanziamenti. Una riduzione di oltre il 50 % rispetto ai picchi del dicembre 2015. Ma che però - ha aggiunto - non ci mette in linea con la media europea e che non ci porta sotto la soglia fissata da Eba del 5% . Siamo ancora sottoposti ad una forte pressione regolatoria».

Sabatini: bad bank per npl strumento importante, passi avanti Ue

Sabatini ha riconosciuto che «una bad bank nazionale sicuramente è uno strumento importante». Ha ricordato che anche le autorità europee hanno lanciato questa proposta. «In una logica di unione bancaria - ha peraltro fatto rilevare - una “asset management company” europea avrebbe molto senso, anche se la realizzazione di una tale entità europea avrebbe sicuramente tempi molto lunghi per i livelli di complessità che comporta, inclusa anche l'armonizzazione della disciplina delle norme fallimentari e del diritto societario, sicuramente sarebbe un processo molto complesso». Secondo Sabatini «quello verso cui si sta andando avanti, avere un quadro regolamentare europeo omogeneo che disciplini l'attività delle singole asset management company nazionali, sarebbe sicuramente un importante passo avanti».

Bankitalia, in 2020 cessioni Npl per 20 miliardi

In audizione al Senato è intervenuto anche l'Head of the Regulation and Macroprudential Analysis della Banca d'Italia, Bruna Zsego. Sul tema dei crediti deteriorati, ha spiegato che «anche per il 2020 sono previste cessioni degli Npl per circa 20 miliardi al lordo delle rettifiche, in linea con i piani fissati all'inizio di quest'anno, quindi nel periodo 2016 - 2020 le cessioni raggiungerebbero i 170 miliardi complessivi».

Ddl su Npl rischia vanificare risultati riduzione

«È probabile, data la situazione attuale, che il trend in diminuzione di questi anni degli Npl subisca un'inversione di tendenza», ha aggiunto Zsego. «La cessione degli Npl nel mercato secondario - ha ricordato - rappresenta il canale principale di riduzione da parte delle banche, la sua funzionalità è essenziale. Il ddl prevede un sistema che potrebbe incidere negativamente su questo mercato, rischiando di vanificare i risultati ottenuti fin qui».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti