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Banche: sofferenze sotto i 90 miliardi, titoli di Stato oltre i 400

In luglio funding gap negativo, i prestiti alle imprese restano al palo

di Davide Colombo


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2' di lettura

Nel mese di luglio i bilanci della banche italiane hanno superato due soglie psicologiche: le sofferenze lorde sono scese sotto i 90 miliardi (a 88,2, erano 127 nel luglio del 2018) mentre i titoli del debito pubblico detenuti hanno superato i 400 miliardi (a 401,3, con un peso preponderante di Btp, saliti a 287,2 miliardi). Lo rende noto Bankitalia con la consueta pubblicazione mensile “Banche e monete”.

Funding gap in negativo
Sempre ieri un'altra statistica di via Nazionale ha confermato che il funding gap, ovvero la differenza tra prestiti a residenti e raccolta al dettaglio resta in territorio negativo, il che significa che la liquidità in circolazione è ben superiore ai crediti concessi a cittadini e imprese. I due dati fotografano un passaggio importante per il sistema bancario: il processo di riduzione dei crediti deteriorati cumulati negli anni della grande crisi procede a tappe spedite (anche grazie alle garanzie statali, la famose Gacs) mentre sul fronte degli attivi la dotazione di titoli pubblici è cresciuta di pari passo con l'innalzamento dello spread (a fine 2017 erano fermi a 323 miliardi, 50 in meno rispetto all'anno prima).

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Sofferenze in calo
Le sofferenze sono diminuite del 23,3 per cento su base annua (-24,1 in giugno), per effetto di alcune operazioni di cartolarizzazione. Un percorso che proseguirà, visto che Pwc calcola operazioni per 36 miliardi nei prossimi mesi che si aggiungeranno a quelli per 11 realizzate nel terzo trimestre.

Ma i prestiti non ripartono
Ma se i bilanci migliorano tuttavia, complice anche la stagnazione economica del paese, i prestiti alle aziende continuano ad essere negativi (-0,4% rileva sempre Banca d'Italia) e i depositi corrono (+5,1%) segno di una ritrosia ad investire o indebitarsi. Va bene solo il comparto famiglie (+2,5%), grazie ai bassi tassi che spingono i mutui casa.
In luglio i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti dello 0,8 per cento su base annua (0,4 in giugno). I depositi del settore privato sono cresciuti del 5,1 per cento su base annua (3,4 nel mese precedente); la raccolta obbligazionaria è diminuita del 2,7 per cento (-4,9 nel mese precedente).

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Tassi sui mutui al 2%
I tassi di interesse sui prestiti alle famiglie per l'acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, sono stati pari al 2,09 per cento (2,17 in giugno); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all'8,28 per cento. I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono risultati pari all'1,37 per cento (1,35 nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo fino a 1 milione di euro sono stati pari all'1,92%, quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all'1%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,37%.

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