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Banche Usa, cadono gli utili per le maxi-riserve su perdite da Covid

JP Morgan batte al le attese grazie al trading. Ma con Citigroup e Wells Fargo stanzia 28 miliardi per coprire prestiti in sofferenza

di Marco Valsania

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(REUTERS)

JP Morgan batte al le attese grazie al trading. Ma con Citigroup e Wells Fargo stanzia 28 miliardi per coprire prestiti in sofferenza


4' di lettura


Profitti in caduta da coronavirus per le grandi banche americane, erosi da nuove maxi-riserve per prestiti in sofferenza. JP Morgan ha visto gli utili del secondo trimestre scendere del 51%, a 4,69 miliardi di dollari, Citigroup un declino del 73% a 1,32 miliardi. Wells Fargo ha sofferto la prima perdita in oltre un decennio, un passivo di 2,38 miliardi. I tre grandi istituti di credito, a fronte di potenziali perdite da pandemia, hanno stanziato circa 28 miliardi di dollari: JP Morgan 10,47 miliardi, dopo gli 8 miliardi già decisi nei primi tre mesi del 2020; Citi 7,9 miliardi, dopo i 7,3 del primo trimestre; e Wells 9,57 miliardi dopo 3,83 miliardi tra gennaio e marzo. Cifre superiori alle attese della vigilia, che vedevano le sei maggiori banche americane, comprese cioè Bank of America, Goldman Sachs, Morgan Stanley che daranno i conti nei prossimi giorni, gravate complessivamente da oneri su prestiti per forse 25 miliardi.

Il picco delle riserve?

Il secondo trimestre dell'anno è considerato dagli analisti come un possibile picco per l'incremento delle riserve a fronte dell'esplosione del contagio e dei lockdown. Ma la recrudescenza del coronavirus adesso in atto in ampie regioni del Paese e le retromarce sulla riapertura dell'economia stanno sollevando nuovi interrogativi. “Esiste ancora molta incertezza sul futuro cammino dell'economia”, ha commentato il chief executive di JP Morgan Jamie Dimon.

JP Morgan

JP Morgan, nonostante il clima di crisi, ha ugualmente battuto le attese, sia di utili che di entrate. Gli utili per azione sono stati pari a 1,38 dollari contro gli 1,15 previsti. Le revenue sono salite del 15% a 33 miliardi contro i 30 anticipati. Il titolo ha oscillato nervosamente, con guadagni fino al 4% nel pre-mercato poi evaporati. Il settore bancario ha finora languito quest'anno in Borsa, con JP Morgan scivolata del 30 per cento. La banca nell'ultimo trimestre ha potuto contare su record nelle attività di trading, alimentate dalla volatilità sulle piazze finanziarie: le entrate di questa divisione sono aumentate del 79%, spingendo al rialzo del 66% le revenue del segmento corporate e investment bank. Nel dettaglio, il reddito fisso ha portato in dote 7,34 miliardi, raddoppiati dall'anno scorso; l'azionario 2,38 miliardi in aumento del 38%; mentre l'investment banking è a sua volta raddoppiato a 3,4 miliardi. Il Ceo Dimon ha anche ribadito che il principale istituto statunitense per asset è attrezzato per continuare a sostenere i colpi della crisi, con un “bilancio-fortezza”.

Citigroup

Anche Citi ha battuto le attese grazie a utili per azione di 50 centesimi contro i 35 previsti. Le entrate sono lievitate del 5% a 19,77 miliardi. Le attività al consumo hanno risentito di cali del 10% nelle revenue a 7,34 miliardi. Come per JP Morgan, le operazioni legate ai mercati finanziari hanno invece brillato, pur senza poter alleviare le preoccupazioni: la corporate e investment bank ha riportato entrate cresciute del 21% a 12,14 miliardi. Il trading ha visto un incremento delle revenue del 55%, con il reddito fisso balzato del 68 per cento. Con il titolo in calo del 35% da inizio anno, la risposta al bilancio trimestrale è stata un'ulteriore flessione dopo iniziali rialzi.

Wells Fargo

La perdita subita a Wells Fargo contrasta con profitti per 6,21 miliardi un anno fa ed è la prima dal quarto trimestre del 2008. Wells, al contrario delle rivali, ha deluso le attese: le perdite pari a 66 centesimi per azione sono state superiori ai 16 centesimi previsti. La banca, particolarmente esposta a attività tradizionali di prestiti a clienti e aziende, ha riportato anche una flessione delle entrate, diminuite del 17% a 17,84 miliardi. “La nostra visione sulla durata e severità della crisi economica è peggiorata considerevolmente rispetto al trimestre scorso”, ha dichiarato senza mezzi termini il chief executive Charles Scharf. Wells ha anche deciso di tagliare il suo dividendo trimestrale a 10 centesimi da 51 centesimi. Una scelta necessaria dopo che la Federal Reserve, negli ultimi stress test bancari, oltre a vietare buyback azionari ha stabilito che per proteggere la solidità del sistema gli istituti non possano elargire cedole ai soci superiori alla media dei profitti degli ultimi quattro trimestre. Il titolo Wells, già dimezzato da inizio anno, ha ceduto il 6% in reazione ai conti. La banca è oltretutto ancora reduce da protratti scandali sulla sua gestione, scatenati dalla scoperta della creazione di falsi conti bancari e di carte di credito per gonfiare le performance.

Trimestrali Usa

Per l'intera Corporate America, il secondo trimestre ora tenuto a battesimo dalle grandi banche appare destinato a essere caratterizzato da gravi pressioni sui bilanci - una stagione perduta. L'attesa, secondo la società specializzata FactSet, è di un declino del 44,6% nei profitti delle aziende nell'S&P 500, il peggiore dalla fine del 2008. Goldman Sachs teme una flessione degli utili per azione persino superiore, del 60 per cento. Tutti gli undici settori dell'S&P dovrebbero risentire di declini, a cominciare da energia, consumi discrezionali, comparto industriale e finanziario. La compagnia aerea Delta Airlines ha a sua volta riportato in queste ore perdite nette per 5,7 miliardi nel trimestre, le peggiori dal 2008. Stando agli analisti ulteriori declini generali sono in arrivo nel terzo trimestre, del 24,9%, e nel quarto, del 12,4%, con ritorni alla crescita agli inizi del 2021.

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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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