BANCHE

Banche venete, chiusa l’offerta. Sentenza di rimborso fa scattare i ricorsi

di Katy Mandurino


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1' di lettura

I termini si sono ufficialmente chiusi pochi minuti fa. Non c'è più tempo per firmare l'offerta di transazione che la Popolare di Vicenza e Veneto Banca hanno messo in campo per rimborsare i piccoli soci penalizzati dalla svalutazione delle azioni e ridurre così al minimo il rischio di contenziosi legali. Tra qualche ora si saprà la percentuale esatta di adesioni a cui si è giunti – sarà attorno al 70% - e se tale percentuale (che non è l'80% inizialmente previsto) verrà considerata idonea per tutelare le due banche dai contenziosi.

Chi, dei 169mila soci a cui era destinata l'Opt, non ha aderito alla transazione, dovrà scegliere se far causa alla banca di riferimento oppure no. E, in questo senso, una prima sentenza che condanna uno dei due istituti, la Popolare di Vicenza, è arrivata nei giorni scorsi, emessa dal Tribunale civile di Verona. Venerdì scorso il giudice Massimo Vaccari, secondo quanto ha riportato il Corriere del Veneto, ha disposto per la prima volta che la BpVi rimborsi integralmente l'investimento effettuato da una cliente, circa 40mila euro, gli interessi e la rivalutazione che decorrono dalla data dell'acquisto all'effettivo saldo e le spese legali (circa 11mila euro).

La motivazione fa leva sul fatto che, secondo il magistrato, «Banca Popolare di Vicenza non ha fornito alla correntista le adeguate informazioni sulla tipologia delle azioni che stava per sottoscrivere e soprattutto sui rischi che avrebbe corso». La sentenza ha provocato l'assalto dei clienti alle associazioni dei consumatori e agli studi legali del territorio: sarebbero centinaia le cause simili e solo ieri ne sarebbero state depositate a decine.

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